Steven Spielberg torna al cinema con Disclosure Day e stavolta l’aria è quella del grande evento. Il film arriverà nelle sale italiane il 10 giugno 2026, secondo il sito ufficiale di Universal Pictures Italia, e negli Stati Uniti è atteso il 12 giugno. La cosa interessante, però, è che prima ancora dell’uscita americana si parla già di numeri importanti: le prime stime indicano un debutto negli USA tra 45 e 59 milioni di dollari, una cifra che potrebbe renderlo il miglior lancio di Spielberg da parecchi anni.
E per un regista come Spielberg, che il blockbuster estivo lo ha praticamente inventato con Lo squalo, non è un dettaglio da poco. Negli ultimi anni lo abbiamo visto su film più intimi o comunque meno “da assalto al botteghino”: The Post, West Side Story, The Fabelmans. Film importanti, certo, ma lontani dall’idea di grande cinema popolare capace di radunare il pubblico in massa.
Con Disclosure Day, invece, Spielberg torna nel territorio che lo ha reso leggenda: la fantascienza, gli alieni, il mistero, la paura e la meraviglia davanti a qualcosa che supera l’essere umano. Il terreno di Incontri ravvicinati del terzo tipo, E.T. e La guerra dei mondi. Insomma, non proprio una stradina secondaria della sua carriera.
Di cosa parla Disclosure Day?
Universal sta mantenendo la trama abbastanza coperta, e questa scelta funziona. In un periodo in cui i trailer spesso raccontano mezzo film, Disclosure Day si presenta con una domanda semplice e potente: se scoprissimo di non essere soli nell’universo, e qualcuno ce lo dimostrasse, avremmo paura?
La sinossi ruota proprio attorno alla rivelazione dell’esistenza di vita extraterrestre e alla reazione dell’umanità davanti a una verità impossibile da tenere nascosta. Nel cast ci sono Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth, Colman Domingo, Eve Hewson e Wyatt Russell. La sceneggiatura è firmata da David Koepp insieme a Spielberg, con Janusz Kamiński alla fotografia e John Williams alla colonna sonora. Quindi sì, il pacchetto è molto Spielberg, nel senso più classico e riconoscibile del termine.
Emily Blunt sembra avere un ruolo centrale nel racconto, legato a un evento inspiegabile durante una trasmissione televisiva. Josh O’Connor, invece, viene indicato come uno dei personaggi coinvolti nella scoperta di prove sull’esistenza aliena. Il film, almeno da ciò che è stato mostrato nei materiali promozionali, sembra puntare più sulla tensione e sul mistero che sull’invasione fracassona piena di esplosioni.
E questa è una buona notizia.
Spielberg e gli alieni: il ritorno che molti aspettavano
Spielberg non è mai stato solo “quello degli alieni buoni” o “quello degli alieni cattivi”. La sua forza è sempre stata un’altra: raccontare l’incontro con l’ignoto come qualcosa che cambia le persone. In E.T. l’alieno era un amico fragile, quasi un bambino smarrito. In Incontri ravvicinati era una chiamata verso qualcosa di più grande. In La guerra dei mondi diventava panico, distruzione, istinto di sopravvivenza.
Disclosure Day sembra voler entrare in una zona ancora diversa: non solo l’incontro, ma la rivelazione pubblica. Non più “cosa succede se li vediamo?”, ma “cosa succede se tutti, nello stesso momento, scoprono che esistono?”. È un’idea perfetta per il 2026, perché parla anche del nostro rapporto con la verità, i governi, i media, la paura collettiva e le teorie che diventano discussione quotidiana.
Detta in modo più semplice: Spielberg ha trovato un tema enorme, ma molto attuale.
Può diventare il suo più grande successo recente?
Le stime americane sono incoraggianti. Un debutto tra 45 e 59 milioni di dollari metterebbe Disclosure Day davanti all’apertura di Ready Player One, che nel 2018 aveva debuttato con circa 41,7 milioni negli Stati Uniti e poi era arrivato a oltre 580 milioni nel mondo.
Il paragone ha senso, perché anche Ready Player One era un ritorno di Spielberg al grande spettacolo. Però Disclosure Day potrebbe avere un vantaggio diverso: non è legato alla nostalgia pop, ma a un tema universale. Gli alieni, se trattati bene, funzionano ovunque. E la fantascienza, soprattutto se porta il nome di Spielberg, può avere un pubblico internazionale molto forte.
Certo, la concorrenza estiva non mancherà. Giugno sarà pieno di titoli importanti, tra film per famiglie, supereroi e altri blockbuster. Ma Disclosure Day sembra avere una sua identità precisa. Non è un sequel, non è un cinecomic, non è l’ennesimo pezzo di un franchise infinito. È un film originale di Steven Spielberg sugli alieni. A volte basta già questo per creare attesa.
Il pubblico ha ancora voglia di grande fantascienza?
Il successo recente di altri titoli sci-fi dimostra che il pubblico non ha smesso di amare il genere. Forse si è solo stancato dei prodotti senza anima, quelli costruiti con la calcolatrice invece che con un’idea forte. Disclosure Day potrebbe intercettare proprio quel desiderio: tornare in sala per vedere qualcosa di grande, misterioso, spettacolare, ma anche umano.
La domanda vera è se Spielberg riuscirà ancora a unire stupore e paura come faceva nei suoi momenti migliori. Perché il rischio, con un tema così enorme, è cadere nella retorica o nella solennità. Ma se c’è un regista che sa trasformare l’impossibile in emozione popolare, quello è lui.
Disclosure Day parte già con aspettative alte. E se le prime stime saranno confermate, potremmo trovarci davanti al ritorno più forte di Spielberg al grande box office dopo molti anni.
Secondo voi Disclosure Day sarà il grande ritorno di Spielberg alla fantascienza o le aspettative sono già troppo alte? Scrivetelo nei commenti.


