Paradise è una serie che non smette di sorprendere. La prima stagione aveva già lasciato il segno con uno dei colpi di scena più riusciti del 2025: quello che sembrava un semplice thriller sulla morte di un presidente americano si rivelava essere ambientato in un mondo post-apocalittico, distrutto dall’eruzione di un supervulcano in Antartide, un’eruzione che aveva scatenato uno tsunami devastante. Un ribaltamento totale delle aspettative, costruito con una precisione rara.
La seconda stagione, disponibile su Disney+, aveva davanti a sé un compito difficile: continuare a sorprendere un pubblico che ormai conosceva le regole del gioco. La risposta degli autori è stata quella di trasformare la serie in qualcosa di molto simile a un western post-apocalittico. Il protagonista Xavier Collins (interpretato da Sterling K. Brown) attraversa un mondo a pezzi in cerca di sua moglie Teri (interpretata da Enuka Okuma), spostandosi di città in città, incontrando persone che mettono alla prova i suoi principi e la sua umanità.
Il quinto episodio di questa stagione, intitolato “The Mailman”, porta in scena il personaggio più riuscito della serie fino a questo momento. Si chiama Gary (interpretato da Cameron Britton), ed era un postino prima che il mondo finisse.
Quando Xavier incontra Gary per la prima volta, l’uomo sembra affabile e sincero. Gli racconta di aver costruito una piccola comunità insieme al suo amico Ennis (interpretato da Andy McQueen) per sopravvivere alla catastrofe, una comunità in cui viveva anche Teri. Gary sostiene che Ennis, geloso all’idea che il gruppo potesse sciogliersi una volta tornata la sicurezza, avesse venduto Teri a un’altra comunità. Una storia commovente, raccontata con la voce spezzata di chi ha perso tutto.
La verità è molto diversa. È stato Gary a fare qualcosa di imperdonabile. Era innamorato di Teri, e quando lei aveva capito come ritrovare la propria famiglia e si era preparata a partire, lui non era riuscito ad accettarlo. Una donna sposata, che non aveva mai mostrato alcun interesse romantico nei suoi confronti, stava semplicemente tornando da suo marito. Gary non riusciva a sopportarlo. Quando il suo migliore amico Ennis lo aveva affrontato sulla questione, Gary lo aveva ucciso in un momento di rabbia e dolore.
Quello che rende Gary un antagonista così efficace non è la sua crudeltà, ma la sua tragicità. Ha preso una decisione terribile in un momento di fragilità, e quella decisione ha distrutto tutto ciò che aveva costruito. È difficile non provare una piccola dose di comprensione per lui, anche sapendo quello che ha fatto. È un uomo che l’apocalisse aveva salvato dalla solitudine, dandogli una comunità, degli amici, una ragione per andare avanti. E che ha perso tutto per colpa propria, in un istante.
Questa complessità è da sempre il punto di forza delle serie create da Dan Fogelman, il creatore di Paradise. I suoi personaggi raramente sono del tutto buoni o del tutto cattivi. Gary ne è la prova più recente e più riuscita.
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