Simona Ventura vive da tre anni un incubo che solo di recente ha deciso di rendere pubblico. La conduttrice, prossima alla guida del Grande Fratello, è vittima di stalking da parte di un 48enne di Torino che soffre di gravi problemi psichiatrici. Una vicenda delicata che ha spinto la trasmissione Le Iene a fare luce sulla situazione, incontrando sia la vittima che il persecutore.
La storia è emersa nelle ultime settimane quando Ventura ne ha parlato ospite di Gianluigi Nuzzi a “Dentro la Notizia” e poi sulla stampa, volendo portare all’attenzione del pubblico un fenomeno sempre più diffuso a causa dei social network. Ma cosa ha scatenato questa persecuzione? E perché la conduttrice ha aspettato così tanto prima di denunciare?
Nell’ultima puntata di Le Iene, Giulio Golia ha ricostruito la vicenda partendo dai racconti di Simona Ventura e del marito Giovanni Terzi. L’uomo, un laureato torinese che vive con i genitori anziani, ha inviato oltre duecento messaggi vocali alla conduttrice negli ultimi tre anni, pieni di minacce di morte, offese e deliri persecutori. Un’ossessione che nasconde un grave disturbo psichiatrico e che ha trasformato la vita della coppia in un inferno.
I messaggi deliranti e le accuse assurde
Il contenuto dei vocali è agghiacciante. L’uomo accusa Ventura di far parte di una psicosetta che gli avrebbe rovinato la vita, coinvolgendo anche altri personaggi dello spettacolo come Victoria Cabello, Francesco De Gregori, Stefano Bettarini e altri. Nei suoi deliri sostiene di essere “parente” di Simona Ventura e di essere stato “prescelto” da questa presunta setta.
Le minacce sono esplicite e violente: “La voglio morta”, “La distruggo con le mie mani”, “Lurida figlia di Satana, dentro di me c’è un’incredibile sete di ucciderla”. Parole che Giovanni Terzi ha scoperto per primo ma che inizialmente ha tenuto nascoste alla moglie per proteggerla. Un peso enorme da portare da solo, fino a quando un anno e mezzo fa ha deciso di rivolgersi alla Polizia.
La risposta delle forze dell’ordine, però, non è stata quella sperata. Terzi racconta che gli dissero che si trattava di “una persona tranquilla” e di non preoccuparsi. Ma dopo un periodo di silenzio, l’uomo è tornato alla carica, estendendo le minacce anche al marito e ai figli di Simona. A quel punto la coppia ha deciso di sporgere denuncia formale per stalking.
L’incontro con lo stalker
Giulio Golia ha fatto il passo successivo: incontrare il 48enne torinese davanti alle telecamere. L’uomo ha confermato i suoi deliri, sostenendo che Simona Ventura lo avrebbe “violentato più volte” in un ostello di Venezia nel 1998, quando lui era in stato di incoscienza. Accuse completamente prive di fondamento che evidenziano il grave disturbo psichiatrico di cui soffre.
L’inchiesta ha rivelato che l’uomo è seguito da una psichiatra che vede una volta al mese, ma le sue condizioni non sono mai migliorate nonostante le cure. Vive con un padre settantenne che ancora lavora per mantenerlo e una madre molto malata. Una situazione familiare drammatica che rende il quadro ancora più complesso.
Nonostante tutto, Simona Ventura e Giovanni Terzi si sono offerti di aiutare in qualche modo la famiglia dello stalker, dimostrando una sensibilità rara in situazioni del genere. Il futuro della vicenda resta però incerto: come si può proteggere la vittima garantendo al contempo le cure necessarie a chi soffre di gravi disturbi mentali?
E tu cosa ne pensi? Credi che le istituzioni facciano abbastanza per tutelare le vittime di stalking quando il persecutore soffre di problemi psichiatrici? Raccontaci la tua opinione nei commenti.


