Il finale di Star City cambia in silenzio uno dei momenti più importanti di For All Mankind. Valya Mironov diventa il primo essere umano a raggiungere un altro pianeta, atterrando su Venere alla fine del 1970. Il problema è che la sua impresa verrà nascosta dall’Unione Sovietica, trasformando un risultato storico in un segreto destinato a durare per decenni.
L’ottavo episodio, intitolato I lupi, è disponibile su Apple TV dal 10 luglio 2026 e chiude la prima stagione dello spin-off. La serie ha debuttato il 29 maggio e racconta la corsa allo spazio dal punto di vista sovietico, mostrando cosmonauti, tecnici e agenti costretti a lavorare dentro un sistema dominato dal controllo e dalla paura.
Da questo momento parleremo apertamente del finale, quindi attenzione agli spoiler.
Valya sceglie Venere per salvare gli altri
La missione Venera 7 era nata in segreto e non prevedeva inizialmente un atterraggio umano. L’obiettivo era avvicinarsi a Venere e rilasciare una sonda, ma la situazione cambia durante il viaggio. Sasha Polivanov e Lakshmi Chadha possono tornare verso la Terra soltanto alleggerendo il veicolo, e Valya capisce che l’unica soluzione consiste nel separare la capsula destinata alla discesa.
La decisione equivale a una condanna. Valya sa che la pressione atmosferica di Venere distruggerà la struttura in poco tempo e che non esiste alcuna possibilità di rientro. Accetta ugualmente di scendere, permettendo agli altri due cosmonauti di tentare la fuga verso un luogo fuori dal controllo sovietico.
Il gesto non nasce soltanto dal coraggio. Valya è stato scoperto come informatore degli Stati Uniti e non può tornare in Unione Sovietica senza essere arrestato o ucciso. Venere diventa quindi una via d’uscita terribile, ma anche l’unica scelta che gli consente di decidere personalmente come terminare la propria storia.
Negli ultimi minuti prova per un attimo l’euforia di aver compiuto qualcosa che nessun essere umano aveva mai fatto. Subito dopo torna il dolore. Pensa alla moglie Tanya, alle menzogne e alle conseguenze delle proprie decisioni. È una vittoria enorme vissuta nella solitudine più assoluta.
Il finale cambia la corsa verso Marte
For All Mankind aveva già giocato con l’identità del primo essere umano su un altro pianeta. Nella terza stagione, ambientata nel 1994, NASA, Unione Sovietica e Helios si sfidavano per raggiungere Marte. Danielle Poole e Grigory Kuznetsov arrivavano insieme sulla superficie, condividendo pubblicamente il primato.
In seguito si scopriva che il nordcoreano Lee Jung-Gil li aveva preceduti durante una missione segreta. Quel colpo di scena riscriveva la gara marziana, togliendo agli Stati Uniti e all’Unione Sovietica il risultato che entrambi pensavano di aver conquistato.
Il finale di Star City aggiunge ora un livello ulteriore. Valya era arrivato su Venere quasi ventiquattro anni prima, quindi persino Lee non è stato il primo uomo a mettere piede su un altro pianeta. La storia conosciuta dai personaggi di For All Mankind è incompleta e costruita su un segreto molto più antico.
Questa rivelazione non cancella il valore della corsa a Marte. Cambia però il significato delle celebrazioni e dei conflitti vissuti nella terza stagione. I protagonisti credevano di aprire una nuova fase dell’esplorazione umana, mentre qualcuno aveva già compiuto quell’impresa nel 1970, morendo senza ricevere alcun riconoscimento.
Perché l’Unione Sovietica deve nascondere la missione
La Venera 7 è stata costruita e lanciata senza una vera approvazione politica. Dopo il ritorno di Anastasia dalla Luna, il governo vuole concentrare risorse e propaganda sulla base lunare Zvezda. Un progetto diretto verso Venere rischierebbe di apparire come una distrazione o, peggio, come un atto di disobbedienza.
La scoperta del doppio gioco di Valya rende la situazione ancora più compromettente. Ammettere che il primo uomo arrivato su un altro pianeta lavorava anche per gli Stati Uniti trasformerebbe un trionfo scientifico in una sconfitta politica. I vertici sovietici preferiscono quindi cancellare l’intera missione, anche se questo significa rinunciare a una delle conquiste più importanti dell’umanità.
Il Capo Progettista e Sergei Nikulov restano tra i pochi a conoscere la verità. Per loro conta ciò che è stato realizzato, non il modo in cui verrà raccontato dalla propaganda. La loro reazione rende il finale ancora più doloroso: sanno di aver assistito alla storia, ma non possono condividerla con nessuno.
Star City racconta il prezzo della conquista spaziale
For All Mankind conserva spesso un tono idealista. La sua storia alternativa immagina che la competizione possa spingere l’umanità verso traguardi più grandi, accelerando l’esplorazione e il progresso tecnologico.
Star City osserva lo stesso universo da una prospettiva più cupa. Ogni successo sovietico passa attraverso sorveglianza, ricatti, segreti e persone sacrificate in nome dello Stato. La scienza continua a produrre meraviglia, ma viene continuamente piegata alle necessità della politica.
L’atterraggio di Valya riassume bene questa differenza. Dal punto di vista umano è un’impresa straordinaria. Dal punto di vista del governo è un incidente da cancellare. Lo spettatore conosce la verità, mentre l’intero universo narrativo continuerà a vivere per anni senza sapere chi abbia raggiunto per primo un altro pianeta.
La verità potrebbe emergere soltanto con la caduta dell’Urss
Nella linea temporale di For All Mankind, l’Unione Sovietica esiste ancora negli anni Duemiladieci. Le relazioni con gli Stati Uniti sono cambiate e la collaborazione spaziale è diventata più ampia, ma il regime ha conservato abbastanza potere da proteggere i propri archivi.
Finché l’Urss rimarrà in piedi, la missione Venera 7 potrà restare segreta. Una sua eventuale caduta, forse durante la sesta e ultima stagione di For All Mankind, potrebbe invece portare all’apertura dei documenti e alla scoperta della verità. La serie principale è già arrivata alla quinta stagione ed è stata rinnovata per un sesto ciclo conclusivo.
La rivelazione avrebbe un effetto enorme. Il mondo dovrebbe riscrivere la storia dell’esplorazione spaziale, riconoscere Valya e fare i conti con il modo in cui la sua impresa è stata cancellata. Potrebbe inoltre cambiare il giudizio su personaggi e governi che per decenni hanno costruito la propria immagine su primati mai esistiti.
Star City chiude quindi la stagione con una vittoria e una tragedia inseparabili. Valya raggiunge Venere, salva i compagni e compie qualcosa che nessuno aveva mai tentato. Muore però sapendo che il suo nome non verrà pronunciato nelle celebrazioni, nei libri di storia o nei discorsi ufficiali.
Secondo te il segreto di Valya verrà finalmente scoperto nell’ultima stagione di For All Mankind oppure l’atterraggio su Venere resterà per sempre una vittoria senza nome? Scrivilo nei commenti e raccontaci cosa hai pensato del finale.


