Stefano De Martino ha raccontato il rapporto con suo figlio Santiago e il modo in cui cerca di educarlo al valore delle cose, evitando che cresca con l’idea che basti chiedere per ottenere immediatamente ciò che desidera. È una dichiarazione che sta facendo discutere perché arriva da uno dei volti più popolari e pagati della televisione italiana, ma proprio per questo il ragionamento acquista ancora più peso.
Santiago è nato dalla relazione tra De Martino e Belén Rodriguez e oggi ha 13 anni. Stefano, parlando del figlio, si è definito un padre “pendolare”, perché per lavoro trascorre molto tempo tra Roma e Milano.
Ha raccontato:
«Parto il giovedì per Milano e torno a Roma la domenica.»
Poi ha aggiunto un dettaglio molto tenero sul rapporto tra loro:
«Tutti dicono che mi somiglia moltissimo, ma non osano ammetterlo se c’è la madre.»
De Martino ha spiegato anche che Santiago parla italiano, spagnolo e inglese e che cerca di passare con lui del tempo che non sia fatto soltanto di oggetti o regali.
Uno degli esempi che ha fatto riguarda Londra.
«Andiamo spesso a Londra, abbiamo visitato insieme la Tate Modern. Mi piace creare ricordi con lui, mostrargli cose nuove.»
È forse questa la parte che racconta meglio il suo modo di vivere la paternità. Non soltanto comprare cose, ma costruire esperienze.
Poi arriva la frase che ha attirato maggiormente l’attenzione.
Alla domanda se viziasse Santiago, De Martino ha risposto:
«Credo di no. Se mi chiede qualcosa di ragionevole, non gliela compro subito.»
E ha spiegato anche il metodo che usa.
«Gli dico: aspetta, tra due settimane mi pagano per questo lavoro e te la prendo.»
Una frase che può sembrare curiosa, considerando il successo economico raggiunto da De Martino, ma l’intenzione è molto chiara.
«In modo che capisca che le cose hanno un valore, non si ottengono schioccando le dita.»
Non vuole quindi far credere al figlio che ogni desiderio possa essere soddisfatto immediatamente solo perché suo padre potrebbe permetterselo.
È un modo per insegnargli attesa, pazienza e soprattutto il rapporto tra lavoro e denaro.
Il tema torna anche in altre dichiarazioni di De Martino sul successo. Negli anni ha raccontato più volte di essere cresciuto con una percezione molto diversa delle possibilità economiche e di aver avuto, da adulto, anche momenti in cui il successo lo ha portato a desiderare simboli di status.
Ha ammesso di aver avuto pure lui quella che ha definito una sorta di “rivalsa sociale”, legata a oggetti che da ragazzo vedeva come irraggiungibili.
Ed è probabilmente anche da quella esperienza che nasce il tentativo di trasmettere a Santiago un rapporto meno immediato con le cose materiali.
C’è poi il lato emotivo.
De Martino ha parlato più volte del rapporto con Belén spiegando che, al di là della fine della loro storia, il legame tra genitore e figlio è per lui l’unico veramente eterno.
Una delle sue frasi più nette è stata:
«Gli amori si compiono. O si resiste al tempo con affanno, o si ha il coraggio di dire che è stato molto bello. L’unico amore eterno è quello tra genitori e figli.»
Detto così, il suo modo di comportarsi con Santiago assume ancora più senso.
Non sembra voler essere il padre che compra qualsiasi cosa per compensare il tempo trascorso lontano. Cerca invece di costruire un rapporto fatto di ricordi, viaggi, esperienze e regole.
E questa, forse, è la parte più interessante della sua dichiarazione.
Perché è facile immaginare che un figlio cresciuto tra genitori famosi possa avere accesso a moltissime cose. Più difficile è decidere di mettere volontariamente un limite e dire: aspetta.
Non perché non si possa comprare.
Ma perché aspettare serve a capire che ogni cosa ha un peso.
Tu sei d’accordo con Stefano De Martino? Faresti aspettare tuo figlio anche se potessi comprargli subito ciò che chiede, oppure pensi che sia un metodo inutile? Scrivicelo nei commenti.


