Stephen King non smette mai di sorprenderci e soprattutto non smette mai di spaventarci. Dopo il recente successo di “The Life of Chuck” con Tom Hiddleston e Mark Hamill, e l’uscita nel 2025 del distopico “The Long Walk”, il maestro del brivido torna sul grande schermo con un nuovo adattamento che promette di farci saltare sulla poltrona. “Ratto” è il prossimo racconto della collezione “Se scorre il sangue” (2020) che diventerà un lungometraggio, e già dal titolo capiamo che non sarà una passeggiata nel parco.
La storia segue Drew Larson, uno scrittore tormentato dalla sfortuna che nel 2018 decide di prendersi un anno sabbatico dall’università per realizzare il suo sogno: scrivere il primo romanzo dopo anni di racconti di successo. La moglie e i figli non approvano la sua decisione, e hanno le loro buone ragioni: l’ultima volta che Drew si è isolato per scrivere ha rischiato di impazzire. Ma lui è determinato e si rifugia in una baita nel Maine, terra promessa e maledetta degli orrori kingiani.
Inizialmente tutto procede a gonfie vele: il western che sta scrivendo scorre fluido sulla pagina finché non arriva il blocco dello scrittore, quel nemico implacabile di ogni autore. Ed è proprio in quel momento che si scatena la tempesta, non solo meteorologica ma anche narrativa, con l’arrivo di un misterioso sconosciuto che promette successo e salvezza a un prezzo che Drew riesce a malapena a comprendere.
Isaac Ezban alla regia: una scelta coraggiosa
Isaac Ezban sarà il regista incaricato di trasformare questo racconto in un film, lavorando su una sceneggiatura di Jeff Howard. Ezban non è un nome mainstream, ma chi conosce il cinema di genere sa che il messicano ha dimostrato di saper maneggiare l’horror psicologico con film come “The Incident” e “Parallel”. Una scelta che dimostra come gli adattamenti kingiani stiano puntando su talenti emergenti piuttosto che su registi già affermati.
La sfida sarà notevole: trasformare un racconto breve in un lungometraggio mantenendo la tensione psicologica che caratterizza la prosa di King, senza cadere nella trappola del riempitivo narrativo.
La collezione “Se scorre il sangue”: un filone d’oro
“Se scorre il sangue” si sta rivelando una miniera d’oro cinematografica. La raccolta del 2020 contiene quattro racconti: “Il telefono del signor Harrigan”, “La vita di Chuck”, “Se scorre il sangue” e “Ratto”. Con due adattamenti già in produzione e uno già uscito, sembra che Hollywood abbia capito il valore commerciale di questo materiale relativamente recente nel catalogo kingiano.
Il fatto che King continui a sfornare storie adattabili anche nella fase matura della sua carriera dimostra la sua inesauribile creatività e la capacità di rinnovarsi pur mantenendo quel marchio di fabbrica che lo ha reso il re indiscusso dell’horror contemporaneo.
Il cast ancora da svelare
Al momento non è stato annunciato chi interpreterà Drew Larson, ma la scelta sarà cruciale per il successo del film. Il personaggio richiede un attore capace di sostenere praticamente da solo tutto il peso drammatico della pellicola, visto che gran parte della storia si svolge in isolamento nella baita del Maine.
La componente psicologica del racconto suggerisce che servirà qualcuno in grado di rendere credibile la progressiva discesa nella follia di un uomo alle prese con i suoi demoni creativi e con presenze ben più minacciose.
L’attesa cresce per scoprire come Ezban tradurrà in immagini l’atmosfera claustrofobica e paranoidea del racconto originale, e se riuscirà a mantenere quell’ambiguità tra reale e soprannaturale che rende così efficaci le storie del maestro del Maine.
Cosa ne pensi di questo nuovo adattamento? Credi che Isaac Ezban sia la scelta giusta per dirigere un racconto di Stephen King? Raccontaci nei commenti quale attore vorresti vedere nei panni di Drew Larson!


