Sono passati due anni e mezzo dall’ultima volta che abbiamo visto gli abitanti di Hawkins lottare contro l’Upside Down, e finalmente la quinta e ultima stagione di Stranger Things è arrivata su Netflix. Per darti un’idea di quanto tempo sia passato: quando uscì la prima stagione c’era ancora Obama alla Casa Bianca, e “The X-Files” ha prodotto oltre 200 episodici in meno tempo. Ma sai una cosa? Ai milioni di fan sparsi per il mondo probabilmente non importerà troppo. Vogliono solo sapere come finisce questa storia.
Hawkins sotto assedio e il ritorno di Vecna
La stagione si apre esattamente dove ci aveva lasciati il quarto capitolo: Vecna (Jamie Campbell Bower) ha completato la sua missione, aprendo la spaccatura tra l’Upside Down e Hawkins. La città è ora sotto occupazione militare guidata da un’ufficiale interpretata da Linda Hamilton (uno dei tanti omaggi al cinema di James Cameron sparsi in questi episodi), che cerca disperatamente Eleven (Millie Bobby Brown), convinta che lei sia la chiave per fermare il caos.
Eleven si è finalmente riunita al padre adottivo Hopper (David Harbour), e insieme cercano Vecna, che è scomparso dopo essere stato quasi sconfitto. Il cattivo è là fuori da qualche parte, intento a ricostruire il suo potere, mentre il resto della banda cerca di trovarlo prima che sia troppo tardi. Quando uno di loro sparisce, la missione diventa ancora più urgente.
Will Byers al centro della scena finale
Il prologo del primo episodio (già trapelato online) rivela che Vecna era coinvolto nella scomparsa di Will (Noah Schnapp) fin dall’inizio della serie. Questo stagione finale sarà tutta incentrata sulla connessione di Will con il leader dell’Upside Down, e Schnapp finalmente ha l’opportunità di mostrare il suo talento drammatico. Stranger Things è sempre stata la storia di forze malvagie che hanno scelto il ragazzino sbagliato: prima perché aveva una madre coraggiosa (Winona Ryder) e amici leali, ora perché Will stesso giocherà un ruolo cruciale nelle battaglie finali.
I subplot che orbitano attorno alla trama principale
Mentre Will guida gli sforzi per trovare Vecna, le sottotrame secondarie si intrecciano: Max (Sadie Sink) è ancora in coma e Lucas (Caleb McLaughlin) continua lealmente a suonare Kate Bush nella sua stanza d’ospedale sperando di riportarla indietro. Dustin (Gaten Matarazzo) porta il trauma del sacrificio di Eddie della scorsa stagione, indossando la sua maglietta dell’Hellfire Club come tributo. Steve (Joe Keery), Nancy (Natalia Dyer) e Jonathan (Charlie Heaton) formano ancora uno strano triangolo amoroso. E Maya Hawke ha alcune scene fantastiche che ti ricordano quanto sia probabilmente la stella più promettente dello show.
Un inizio traballante che trova il suo ritmo
Parliamoci chiaro: i primi due episodi sono disordinati. La premiere è confusa e poco focalizzata in modi che le stagioni precedenti non erano mai state. È il risultato dell’essere una continuazione diretta della quarta stagione: le stagioni passate permettevano un riavvio più fresco, questa presume che tu ricordi perfettamente tutto quello che è successo due anni e mezzo fa.
Per una delle poche volte nella storia dello show, ci sono momenti nei primi due episodi che mancano di sicurezza e direzione, evidente in quanto spesso i personaggi divagano su cosa devono fare dopo. Ci sono così tante “scene di pianificazione accesa” in soli quattro episodi, il che contribuisce alla sensazione che ci siano circa 100 minuti di vera trama in 4 ore e mezza di televisione ad alto budget.
Darabont salva la situazione al terzo episodio
Vale la pena notare che proprio quando sembrava che lo show stesse per perdersi nel suo stesso Upside Down, il nome del leggendario Frank Darabont compare sul terzo episodio, ricentrando tutto prima che i fratelli Duffer riprendessero la regia per il quarto episodio, facilmente il migliore. Gli effetti speciali, specialmente nel quarto capitolo, sono davvero spettacolari e giustificano il budget monstre.
Quello che possiamo dire senza spoiler è che il quarto episodio funziona alla grande. Prende temi che sono stati sotto la superficie per anni e gli dà una forma che soddisferà i fan che sono letteralmente diventati adulti guardando Stranger Things. Alla fine, forse questa non è davvero una stagione sul potere della gioventù, ma sulla forza che deriva dall’abbandonare le cose infantili.
L’attesa per il Volume 2 sarà lunga
Tra 29 giorni arriverà il secondo volume, e nessuna critica ai primi episodi avrà importanza se riusciranno a chiudere in bellezza. E ci sono abbastanza ragioni per credere che lo faranno.
Tu cosa ne pensi dell’attesa infinita tra le stagioni? Credi che lo show abbia ancora la stessa magia delle prime stagioni o pensi che abbiano tirato troppo la corda? Raccontaci nei commenti le tue aspettative per il gran finale e quale personaggio speri abbia il suo momento di gloria!
La Recensione
Stranger Things 5 (volume 1)
Stranger Things 5 inizia in modo traballante e confuso nei primi due episodi, vittima di una continuità troppo diretta con la stagione precedente. Ma il terzo episodio (diretto da Darabont) ricentra tutto, e il quarto è eccellente. Will Byers diventa protagonista, gli effetti speciali impressionano. Se chiuderanno bene, sarà un finale soddisfacente.
PRO
- Will Byers finalmente al centro della narrazione dopo anni
- Il quarto episodio è eccellente e promette bene per il finale
- Gli effetti speciali raggiungono livelli spettacolari
CONTRO
- I primi due episodi sono confusi e poco focalizzati


