Il panico dietro le quinte dell’ultima stagione
La quinta e ultima stagione di “Stranger Things” si è conclusa lasciando milioni di fan in tutto il mondo con il fiato sospeso. Ma dietro le quinte, la produzione del finale è stata un vero incubo per i creatori della serie, i fratelli Matt e Ross Duffer. In un nuovo documentario di Netflix intitolato “One Last Adventure: The Making of Stranger Things 5”, i due hanno raccontato per la prima volta quanto sia stato difficile e stressante chiudere la serie che li ha resi famosi in tutto il mondo.
La rivelazione più scioccante? Hanno iniziato a girare le scene dell’episodio finale prima ancora di aver completato la sceneggiatura. “Siamo entrati in produzione senza avere una sceneggiatura finita per l’ultimo episodio”, ha confessato Matt Duffer nel documentario. “È stato davvero spaventoso perché sapevamo di dover fare un lavoro perfetto. Era la sceneggiatura più importante di tutta la stagione, forse della nostra intera carriera”.
La pressione di Netflix e della produzione
I due fratelli, entrambi 41 anni, si sono trovati in una situazione mai vissuta prima. Da una parte c’era la produzione che aveva bisogno delle scene da girare, dall’altra Netflix che continuava a chiedere quando sarebbe stata pronta la sceneggiatura dell’ultimo episodio. “Ci hanno pressato in continuazione per l’episodio otto”, ha raccontato Matt. “Sono state le condizioni di scrittura più difficili che abbiamo mai affrontato in vita nostra. Non solo perché dovevamo assicurarci che la sceneggiatura fosse perfetta, ma anche perché c’era un caos totale intorno a noi mentre cercavamo di concentrarci”.
Ross ha aggiunto un dettaglio importante: “Abbiamo passato più tempo con il team di sceneggiatori su questo singolo episodio che su qualsiasi altro episodio delle stagioni precedenti. Lo abbiamo analizzato scena per scena, battuta per battuta, cercando di renderlo il più perfetto possibile. La nostra regola è sempre stata quella di essere onesti con la storia e con i personaggi, e questo metodo ha sempre funzionato bene”.
Nonostante il panico e la fretta, i fratelli Duffer avevano ben chiaro dove volevano arrivare con la storia. “Avevamo tutto pianificato nella nostra testa“, ha spiegato Matt. “Il problema era solo il tempo. Dovevo scrivere tutto quello che avevamo immaginato, ma i giorni non bastavano mai”. Il creatore della serie ha anche rivelato un dettaglio personale che ha complicato ulteriormente le cose: “Nelle stagioni precedenti lavoravo sette giorni su sette, anche la domenica. Ma ora ho due figli piccoli e non posso più farlo. Devo trovare un equilibrio tra il lavoro e la famiglia, e questo è davvero difficile quando fai questo mestiere”.
Il destino di Undici: il nodo più difficile da sciogliere
Durante la scrittura dell’ultimo episodio, la questione più complicata è stata decidere il destino di Undici, il personaggio interpretato da Millie Bobby Brown che è diventato il cuore pulsante della serie. La serie si è conclusa lasciando i fan con un dubbio: Undici si è davvero sacrificata per distruggere il Mondo Sottosopra e salvare il mondo? Oppure è sopravvissuta?
Nel documentario si vede Matt Duffer confessare ai suoi colleghi sceneggiatori: “Non so come risolvere questa cosa. Più andiamo avanti, più storie dobbiamo chiudere e più personaggi dobbiamo salutare. E più il pubblico ha aspettative altissime. Come facciamo a soddisfare tutte queste aspettative e allo stesso tempo sorprendere gli spettatori?”. Un dilemma che ogni sceneggiatore conosce bene, ma che diventa ancora più complicato quando hai milioni di persone in tutto il mondo che aspettano un finale perfetto.
I fratelli Duffer sapevano benissimo quanto fosse importante non sbagliare. “È terrificante“, ha detto Matt. “Vedi tante serie che la gente ha amato per anni, e poi il finale delude tutti. A quel punto gli spettatori dimenticano tutto il bello che hanno visto e ricordano solo la delusione del finale”. Una paura concreta, visto che negli ultimi anni molte serie famose hanno deluso i fan proprio con le loro conclusioni.
La corsa contro il tempo per le riprese estive
Mentre Matt e Ross continuavano a scrivere nella sala degli sceneggiatori, la produzione non poteva aspettare. C’era una scena molto importante che doveva essere girata in estate: quella in cui Holly Wheeler, la sorellina di Nancy e Mike, porta i suoi compagni di classe fuori dalla casa maledetta di Creel verso la caverna. Quella scena doveva avere una luce estiva per funzionare bene, quindi non potevano aspettare l’inverno.
“Non ho ancora letto l’episodio otto per intero e già lo stiamo girando”, ha confessato Ross alla troupe durante le riprese. “Non ho mai fatto una cosa del genere in vita mia. E vi dico la verità: non mi piace per niente“. Una confessione rara per un professionista così esperto, che dimostra quanto fosse insolita e stressante questa situazione anche per chi ha lavorato per anni nel mondo della televisione.
Il messaggio di ringraziamento alla troupe
Nonostante tutte le difficoltà, alla fine i fratelli Duffer sono riusciti a completare la loro storia. E nell’ultimo giorno di riprese, hanno voluto ringraziare personalmente tutti i membri della troupe che li hanno accompagnati in questa avventura durata quasi dieci anni.
“Questa è, senza esagerare, la migliore troupe con cui abbiamo mai lavorato”, ha detto Matt con la voce rotta dall’emozione. “Abbiamo sentito il vostro amore e la vostra passione ogni singolo giorno. Quando abbiamo iniziato non sapevamo niente di come si faceva una serie televisiva, e voi ci avete insegnato tutto. Abbiamo fatto tante amicizie che porteremo nel cuore per sempre”. Parole che hanno commosso tutti i presenti e che hanno segnato la fine di un’era.
Come è nato tutto: da Montauk a Stranger Things
La storia di Stranger Things è iniziata dopo che i fratelli Duffer avevano lavorato alla serie “Wayward Pines” del famoso regista M. Night Shyamalan. All’inizio il progetto si chiamava “Montauk” e l’idea era di girare tutto a Long Island, vicino a New York. “Ci piaceva Montauk perché è una zona sul mare, e quel posto era stato la base per Amity Island nel film ‘Lo squalo’, che è probabilmente il nostro film preferito di sempre”, ha spiegato Matt.
Ma poi si sono resi conto che girare a Long Island in inverno sarebbe stato un incubo. Il freddo, la neve, i costi altissimi. Così hanno deciso di spostare la produzione ad Atlanta, in Georgia, che è diventata la casa della serie per tutte e cinque le stagioni. E il titolo “Montauk” è stato cambiato in “Stranger Things”, anche se convincere tutti non è stato facile. “Quando hai un titolo in testa da tanto tempo, è difficilissimo farne accettare un altro alle persone”, ha ricordato Matt.
Il rifiuto di venti network
Prima che Netflix decidesse di produrre la serie, quasi venti network televisivi hanno detto di no al progetto. I dirigenti delle varie reti pensavano che il pubblico non si sarebbe mai affezionato a una serie che aveva come protagonisti quattro bambini. “Pensavano che fosse impossibile tenere incollati gli spettatori con dei ragazzini come personaggi principali”, hanno raccontato i Duffer. Un errore di valutazione clamoroso, visto che proprio quei bambini sono diventati le star più amate della televisione mondiale.
Millie Bobby Brown e il taglio di capelli che ha cambiato tutto
Per interpretare Undici, la giovane attrice britannica Millie Bobby Brown, che all’epoca aveva solo 12 anni, ha dovuto rasarsi completamente la testa. Una scelta coraggiosa per una ragazzina di quell’età. “Il giorno in cui mi sono rasata è stato il momento più forte di tutta la mia vita”, ha raccontato Millie anni dopo. “Quando è caduto l’ultimo ciuffo di capelli e ho visto il mio viso completamente scoperto, ho capito che non potevo più nascondermi dietro niente. Ho capito che il mio compito era ispirare le persone. Non servono i capelli per essere belle”.
Per prepararsi al ruolo, Millie ha studiato Charlize Theron nel film “Mad Max: Fury Road” e ha guardato le vecchie foto di Winona Ryder, la collega che interpreta la mamma di Will. “Winona aveva un taglio di capelli cortissimo quando era giovane e stava benissimo”, ha detto Millie. “Ho pensato che potevo riportarlo di moda!”.
E per imparare l’accento americano (visto che Millie è inglese), ha guardato tantissime puntate di “Hannah Montana” con Miley Cyrus. “È una serie fantastica”, ha raccontato ridendo a Jimmy Fallon. “L’ho guardata mille volte e alla fine ho imparato perfettamente l’accento americano”.
Il casting dei quattro ragazzi protagonisti
Per trovare i quattro ragazzi protagonisti della serie, i fratelli Duffer hanno fatto fare ai giovani attori le prove con le scene del film “Ricordo di un’estate” (Stand by Me), un classico anni Ottanta che racconta proprio la storia di un gruppo di ragazzini.
Il personaggio di Mike all’inizio doveva essere diverso. “Lo immaginavamo come un sognatore, tranquillo, un po’ come Mikey nel film ‘I Goonies'”, ha spiegato Matt. “Ma poi è arrivato Finn Wolfhard e aveva questa energia nervosa, ansiosa, sempre in movimento. Ci è piaciuto tantissimo e abbiamo riscritto il personaggio su misura per lui”.
Anche Gaten Matarazzo, che interpreta Dustin, ha influenzato il suo personaggio. “All’inizio Dustin era il classico secchione stereotipato”, ha raccontato Matt. “Ma poi abbiamo conosciuto Gaten e abbiamo capito che poteva essere molto di più. Così abbiamo cambiato tutto per lui”.
L’effetto Eggo e il successo commerciale
Una delle cose più divertenti della serie è l’amore di Undici per i waffle Eggo. Questo dettaglio ha fatto impazzire le vendite della Kellogg’s, l’azienda che li produce. Dopo l’uscita della seconda stagione, le vendite sono aumentate del 14 per cento. E sui social media tutti parlavano degli Eggo. Un successo commerciale inaspettato nato da una semplice scena della serie.
David Harbour e le sue pazzie sui social
David Harbour, che interpreta il capo Hopper, è diventato famoso anche per le sue promesse pazze sui social media. Nel 2018 una ragazza gli ha chiesto: “Quanti retweet servono perché tu venga a fare le foto di diploma con me?”. David ha risposto: “25mila. Ma devo indossare la felpa della scuola e tenere in mano un trombone”. La ragazza ha ottenuto i retweet e David ha mantenuto la promessa, presentandosi davvero alla sessione fotografica.
Qualche mese dopo ha fatto ancora di meglio: ha accettato di celebrare un matrimonio vestito da Hopper in cambio di 125mila retweet e della prima fetta di torta. Si è fatto ordinare sacerdote online e ha celebrato davvero il matrimonio di una fan. “Votato come la persona più probabile a rovinare le foto di qualcun altro 24 anni dopo il diploma”, ha scherzato lui stesso su Instagram.
I dettagli nascosti che hanno emozionato i fan
Molti spettatori all’inizio pensavano che Undici potesse essere davvero la figlia di Hopper. E anche se alla fine è diventata sua figlia adottiva, c’è stato un dettaglio bellissimo: nell’ultimo episodio della seconda stagione, Undici va al ballo della scuola e indossa un braccialetto blu intrecciato identico a quello che Hopper porta sempre al polso. Quel braccialetto è fatto con il nastro dei capelli della figlia vera di Hopper, morta da bambina. Un modo silenzioso per dire che ora Undici è davvero sua figlia.
Il primo bacio tra Undici e Mike nella prima stagione è stato anche il primo bacio nella vita reale di Millie Bobby Brown. “È stata un’esperienza stranissima”, ha confessato. “Avere 250 persone che ti guardano mentre baci qualcuno per la prima volta… è davvero strano!”. E quando hanno dovuto baciarsi di nuovo nella seconda stagione, Finn le ha sussurrato: “Sto per baciarti”, come un ventriloquo senza muovere le labbra. “È stata la cosa più buffa che abbia mai visto”, ha raccontato Millie ridendo.
Le coppie dentro e fuori dal set
Natalia Dyer e Charlie Heaton, che interpretano Nancy e Jonathan nella serie, sono diventati una coppia anche nella vita reale. Si sono messi insieme nel 2016 ma hanno sempre tenuto la loro relazione molto privata. “È importante per me tenere alcune cose per me”, ha spiegato Natalia. “Con la mia famiglia, con i miei amici, mi piace avere un po’ di privacy. Ma sì, lavorare con qualcuno con cui stai insieme è divertente e strano allo stesso tempo”.
I personaggi che dovevano morire
Pochi lo sanno, ma Steve Harrington, il personaggio interpretato da Joe Keery, doveva morire alla fine della prima stagione. “Steve doveva essere il classico ragazzo sportivo antipatico”, ha spiegato Ross Duffer. “Ma ci siamo innamorati di Joe durante le riprese. Era così bravo, così diverso da come lo avevamo immaginato, che abbiamo deciso di tenerlo in vita e dargli un bell’arco narrativo”.
Ma la rivelazione più scioccante è un’altra: anche Undici doveva morire nel finale della prima stagione. “L’idea originale era che Undici si sacrificasse per salvare tutti gli altri”, ha confessato Ross. “Ma quando abbiamo capito che Netflix voleva fare più stagioni, ci siamo resi conto che la serie senza Undici non avrebbe funzionato. E ormai sapevamo quanto fosse speciale Millie. Quindi abbiamo lasciato il finale aperto e l’abbiamo fatta tornare”.
Gli stipendi e il successo economico
Con il passare delle stagioni, gli stipendi dei giovani attori sono cresciuti tantissimo. All’inizio della serie guadagnavano circa 30mila dollari a episodio. Dalla terza stagione in poi sono passati a 200-250mila dollari a episodio. Winona Ryder e David Harbour guadagnavano invece circa 300-350mila dollari a episodio. Cifre enormi, ma giustificate dal successo planetario della serie.
Le sfide del guardaroba con i ragazzi che crescevano
Una delle sfide più buffe della produzione è stata quella del guardaroba. I ragazzi stavano crescendo velocemente e ogni tre settimane cambiavano taglia. “C’era un ragazzo che cresceva di mezzo numero di scarpe ogni tre settimane”, ha raccontato la costumista Kim Wilcox. “Dovevamo comprare le stesse scarpe in cinque taglie diverse per essere sicuri di avere sempre quella giusta”.
Il futuro: uno spin-off in arrivo
Quando hanno presentato il progetto a Netflix la prima volta, i fratelli Duffer avevano già in mente un arco di cinque stagioni. Ogni episodio della quarta stagione è costato circa 30 milioni di dollari, una cifra record per una serie televisiva. Ma ora che Stranger Things è finito, i due fratelli non vogliono dire addio al Mondo Sottosopra.
“Abbiamo un’idea per uno spin-off che ci entusiasma moltissimo”, hanno rivelato. “Ma non l’abbiamo ancora detta a nessuno e non abbiamo nemmeno iniziato a scriverla”. L’unica persona che ha indovinato di cosa si tratta è Finn Wolfhard. “Sarà qualcosa di molto, molto diverso da Stranger Things”, hanno promesso. “A parte Finn, nessun altro sa di cosa si tratta”.
Cosa ne pensi delle rivelazioni dei fratelli Duffer? Ti ha sorpreso sapere che hanno girato il finale senza aver finito la sceneggiatura? Sei soddisfatto di come è finita la serie? Vorresti vedere lo spin-off? Lascia un commento qui sotto e racconta la tua opinione!


