Taylor Sheridan sta preparando Frisco King, nuovo spin-off di Tulsa King con Samuel L. Jackson protagonista, e stavolta l’idea sembra molto più centrata rispetto all’ultima grande occasione televisiva dell’attore. Dopo Secret Invasion, serie Marvel che avrebbe dovuto restituire peso a Nick Fury e invece ha lasciato molti fan delusi, Jackson torna in tv con un personaggio più sporco, più diretto e molto più adatto alla sua presenza scenica: Russell Lee Washington Jr., vecchio conoscente di Dwight Manfredi, il boss interpretato da Sylvester Stallone.
La serie nasce dentro l’universo criminale di Tulsa King, uno dei titoli più popolari del mondo Paramount+ firmato da Sheridan. All’inizio il progetto si chiamava NOLA King e sembrava destinato a muoversi intorno a New Orleans. Poi è arrivata la svolta: nuovo titolo, Frisco King, nuova ambientazione in Texas e un cambio creativo importante. Sheridan, invece di delegare la scrittura come accaduto in altri progetti, si occuperà personalmente di tutti gli otto episodi della prima stagione. Una scelta che fa capire quanto il progetto sia diventato importante dentro il suo universo narrativo.
Il personaggio di Samuel L. Jackson è stato introdotto in Tulsa King come un uomo legato a Dwight Manfredi da un passato carcerario condiviso. I due hanno trascorso anni nello stesso ambiente, hanno costruito un rapporto fatto di debiti, lealtà e rispetto, e questa cosa pesa moltissimo nella premessa dello spin-off. Lee Washington Jr. è un killer esperto, uno che conosce il mestiere, ma anche un uomo arrivato a un punto della vita in cui vorrebbe forse smettere di vivere agli ordini di qualcun altro.
La trama parte da una situazione classica ma efficace. Lee sarebbe pronto a uscire dalla vita da sicario, o almeno a lasciarsi alle spalle una parte del passato. Poi arriva Quiet Ray, membro della famiglia criminale Renzetti, e gli ordina di uccidere proprio Dwight. Sarebbe il tipo di incarico che in un crime tradizionale scatena tradimenti, sangue e vendetta. Ma Lee non esegue. Sceglie la lealtà verso l’amico, anche a costo di mettersi contro persone pericolose. Da lì nasce il suo nuovo percorso: guardando ciò che Dwight è riuscito a costruire a Tulsa, decide di fondare un proprio impero criminale a Frisco, in Texas.
È facile capire perché questo ruolo possa essere perfetto per Samuel L. Jackson. Jackson è uno di quegli attori che non hanno bisogno di alzare troppo la voce per riempire una scena. Ha autorità naturale, ironia tagliente, una fisicità riconoscibile anche nei silenzi. Negli ultimi anni, però, la Marvel non ha sempre saputo usare bene Nick Fury. Secret Invasion, in particolare, era partita con una promessa enorme: trasformare Fury nel protagonista di un thriller paranoico, con Skrull infiltrati nei governi e una rete di bugie globale. Sulla carta sembrava il materiale giusto per dare a Jackson una serie intensa, adulta, quasi da spy story vecchia scuola.
Il risultato, però, è stato molto più debole del previsto. La serie è stata accolta in modo tiepido, con una valutazione critica non entusiasmante su Rotten Tomatoes, e molti spettatori l’hanno vissuta come una delle occasioni più sprecate del Marvel Cinematic Universe. Il problema non era Samuel L. Jackson. Il problema era il modo in cui la serie sembrava non sapere davvero cosa fare con Nick Fury. Lo mostrava stanco, ferito, in crisi, ma senza dargli una scrittura abbastanza forte da rendere quella fragilità memorabile.
Frisco King può correggere proprio questo errore. Non perché debba “vendicare” Marvel, ma perché parte da una base più adatta all’attore. Taylor Sheridan ama raccontare uomini segnati dal tempo, figure di potere al tramonto o in cerca di una seconda possibilità, personaggi che confondono spesso lealtà e violenza. È il tipo di mondo in cui Jackson può muoversi con naturalezza. Non serve trasformarlo in supereroe. Basta lasciarlo essere pericoloso, intelligente, carismatico, capace di decidere in pochi secondi chi merita fiducia e chi invece diventa un nemico.
Il paragone con Tulsa King è inevitabile. Stallone, con Dwight Manfredi, ha trovato uno dei ruoli televisivi più riusciti della sua fase recente: un gangster fuori tempo massimo, spedito in Oklahoma dopo anni di carcere, costretto a ricostruire tutto da zero. La forza della serie stava proprio nel contrasto tra il vecchio codice mafioso e un mondo che è cambiato mentre lui era dentro. Con Lee Washington Jr. potrebbe accadere qualcosa di simile, ma con un colore diverso. Jackson non ha la stessa malinconia da pugile invecchiato di Stallone. Porta un’energia più nervosa, più tagliente, più imprevedibile.
La nuova ambientazione texana può aiutare. Sheridan conosce bene quel territorio narrativo: potere, armi, soldi, confini morali sfumati, famiglie criminali, comunità che sembrano rispettabili ma nascondono ferite profonde. Frisco potrebbe diventare non solo una nuova città sulla mappa di Tulsa King, ma un terreno dove Lee prova a riscrivere le proprie regole. Non più semplice uomo mandato a fare il lavoro sporco, ma capo di un sistema che deve imparare a controllare.
La scelta di far scrivere a Sheridan tutti gli episodi può essere letta in due modi. Da una parte, garantisce una voce molto riconoscibile. Chi ama il suo stile sa cosa aspettarsi: dialoghi ruvidi, personaggi pieni di contraddizioni, senso della frontiera, violenza improvvisa, famiglie e alleanze che cambiano forma. Dall’altra, Sheridan ha ormai una quantità enorme di progetti in corso, e il rischio di saturazione esiste. Però Frisco King ha un vantaggio: un protagonista talmente forte da poter reggere anche un racconto molto classico.
Per Samuel L. Jackson, questa serie può diventare una piccola rivincita televisiva. Non ha bisogno di dimostrare nulla, ovviamente. La sua carriera parla da sola. Ma dopo Secret Invasion, vederlo di nuovo al comando di una storia più adulta, sporca e costruita intorno al suo carisma può essere una soddisfazione per chi lo segue da anni. Nick Fury meritava una serie migliore. Lee Washington Jr., almeno sulla carta, sembra avere tutto quello che Fury non ha avuto abbastanza: scrittura su misura, conflitto chiaro, potere reale e un mondo narrativo che sa come trattare uomini pericolosi.
Frisco King non ha ancora una data d’uscita ufficiale, ma la curiosità è già alta. Taylor Sheridan continua ad allargare il suo impero televisivo, e l’arrivo di Samuel L. Jackson dentro la famiglia di Tulsa King può essere una delle mosse più forti della sua prossima fase. Se la serie riuscirà a usare davvero il suo protagonista, senza addomesticarlo e senza sprecarlo, potremmo trovarci davanti a uno spin-off molto più interessante del previsto.
Alla fine, la promessa è semplice: un attore enorme, un personaggio criminale pieno di debiti morali e un autore che sa raccontare il potere quando puzza di sangue, soldi e vecchie amicizie. Secondo voi Frisco King sarà la vera rivincita televisiva di Samuel L. Jackson dopo Secret Invasion? Scrivetelo nei commenti e dite la vostra.


