Terminator Genisys avrebbe dovuto essere il grande rilancio della saga creata da James Cameron. Arnold Schwarzenegger tornava nei panni del T-800, Emilia Clarke diventava una nuova Sarah Connor e Paramount preparava un futuro fatto di sequel. Il progetto, però, si trasformò in uno dei tentativi più discussi della serie, tanto che anni dopo Schwarzenegger arrivò a dire chiaramente che per lui l’esperienza con Terminator era finita.
Uscito nel 2015 e diretto da Alan Taylor, Terminator Genisys prova a riscrivere la storia originale attraverso una linea temporale alternativa. John Connor manda Kyle Reese nel 1984 per proteggere Sarah Connor, proprio come nel primo film, ma Reese trova una situazione completamente diversa: Sarah è già addestrata al combattimento e vive accanto a un T-800 riprogrammato che chiama “Pops”. Da quel momento la saga comincia a modificare eventi, personaggi e rapporti che gli spettatori conoscevano da decenni.
L’idea era ambiziosa, ma è proprio questa continua manipolazione della mitologia di Terminator ad aver creato uno dei problemi maggiori. Il film accumula paradossi temporali, nuove versioni dei personaggi e spiegazioni che rendono la trama più difficile da seguire del necessario.
La critica fu molto dura. Oggi Terminator Genisys mantiene appena il 26% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, dove il giudizio generale rimprovera al film una mitologia confusa e una mancanza della profondità che aveva reso speciali i primi capitoli.
Eppure al botteghino non fu esattamente un disastro.
Costato oltre 150 milioni di dollari, il film incassò circa 440 milioni nel mondo, diventando uno degli episodi commercialmente più redditizi dell’intera saga. Il problema fu soprattutto il mercato americano, dove si fermò sotto i 90 milioni. Un risultato troppo debole per un film pensato come l’inizio di una nuova trilogia.
Dietro le quinte le cose andarono persino peggio.
Emilia Clarke ha raccontato che lavorare a Terminator Genisys fu un’esperienza molto complicata. Conosceva già Alan Taylor grazie a Game of Thrones, ma sul set lo vide completamente diverso rispetto al regista con cui aveva lavorato in precedenza. In seguito disse che Taylor non si era divertito a realizzare il film e che, più in generale, nessuno sembrava aver vissuto bene quella produzione. Dopo il mancato sviluppo dei sequel, Clarke ammise di essere stata sollevata all’idea di non dover tornare nel ruolo di Sarah Connor.
La situazione diventò addirittura una battuta tra le altre produzioni hollywoodiane.
Nello stesso periodo veniva girato il travagliato Fantastic Four di Josh Trank. Secondo il racconto di Clarke, alcuni membri della troupe di quel film fecero realizzare delle giacche con una frase piuttosto eloquente: almeno loro non stavano lavorando a Terminator. Un dettaglio che rende abbastanza bene l’idea della fama che il set di Genisys aveva acquisito nell’ambiente.
Nemmeno Schwarzenegger ha risparmiato critiche agli ultimi capitoli della saga.
Parlando anni dopo del proprio futuro come Terminator, l’attore ha spiegato di considerare ottimi i primi tre film, mentre il quinto e il sesto capitolo non sarebbero stati scritti abbastanza bene. La sua conclusione fu molto semplice: il franchise poteva anche continuare, ma lui aveva capito che era arrivato il momento di fermarsi.
In mezzo a tutte queste critiche, però, Schwarzenegger resta probabilmente la parte migliore di Genisys. Il suo T-800 invecchiato sfrutta bene il passare del tempo dell’attore e riesce a inserire una componente quasi paterna nel rapporto con Sarah. Anche Rotten Tomatoes riconosce proprio a Schwarzenegger buona parte del fascino che il film riesce ancora ad avere.
Il fallimento del progetto portò all’abbandono dei sequel programmati. Nel 2019 arrivò Terminator: Destino oscuro, che ignorava diversi capitoli precedenti e riportava Linda Hamilton nel ruolo di Sarah Connor. Nemmeno quel tentativo riuscì però a restituire alla saga la forza commerciale dei primi film.
A più di dieci anni dall’uscita, Genisys resta quindi un film curioso da recuperare. Non tanto perché sia diventato improvvisamente un capolavoro incompreso, quanto perché rappresenta perfettamente le difficoltà incontrate da Hollywood nel cercare di continuare una storia che aveva già avuto una conclusione quasi perfetta con Terminator 2.
In Italia Terminator Genisys è ancora disponibile in streaming a pagamento, tra Paramount+ e NOW, oltre che attraverso alcuni canali collegati a Prime Video. Non risultano invece opzioni gratuite attive nel nostro Paese.
Tu rivaluteresti oggi Terminator Genisys oppure pensi che la saga avrebbe dovuto fermarsi molto prima? Scrivicelo nei commenti.


