Netflix ha rilasciato la serie The Abandons, un western ambientato nel 1854 con due nomi pesantissimi nel cast: Gillian Anderson e Lena Headey. Sulla carta, un progetto che promette scintille. Nella realtà? Un’occasione sprecata che dimostra come anche budget generosi e attori straordinari non bastino a salvare una sceneggiatura piatta e personaggi senza spessore.
Due matriarche, una rivalità sanguinosa (ma prevedibile)
La trama ruota attorno allo scontro tra Constance Van Ness (Gillian Anderson), una ricca donna di origini europee arrivata nel territorio di Washington alla ricerca di giacimenti d’argento, e Fiona “Mam” Nolan (Lena Headey), la custodian fieramente protettiva della terra contesa. Constance è un’oligarca amorale accompagnata dalla famiglia – tra cui il figlio problematico Willem e la dolce pianista Trisha – mentre Mam si circonda di figli adottivi che difende con ferocia da ogni difficoltà.
Quando una delle ragazze di Mam, Dahlia, viene aggredita da un nuovo arrivato, la frattura tra le due madri si trasforma in una faida sanguinosa. Nel frattempo, le famiglie si intrecciano attraverso i giovani amanti Trisha ed Elias, il gemello di Dahlia. Un tocco di Hatfield e McCoy, una spruzzata di Romeo e Giulietta, il tutto ambientato nella brutale frontiera americana dove Apache e bande messicane combattono per la sopravvivenza.
Kurt Sutter abbandona la nave (letteralmente)
La serie è l’ultimo progetto di Kurt Sutter, il peso massimo televisivo dietro Sons of Anarchy. O meglio, era il suo progetto, finché Sutter non ha abbandonato la produzione poche settimane prima della conclusione delle riprese, dopo presunte preoccupazioni di Netflix sulla direzione dello show. Il risultato? La serie si è ridotta a soli sette episodi (contro i 10 originariamente commissionati), tutti significativamente più brevi di un’ora.
Questo compromesso tra corporation e creatore si sente eccome. Il tono è frettoloso, quasi ogni scena serve unicamente a far avanzare la trama. Non c’è tempo per indugiare sui paesaggi, sulla natura della religiosità ottocentesca o sul costo della vita in questa società spietata. La narrazione procede in modo lineare ed estenuante, ricordando più il videogioco Red Dead Redemption che un vero western televisivo.
Quando le star non bastano a salvare il copione
Anderson e Headey sembrano divertirsi a interpretare ruoli (leggermente) contro le loro tipologie abituali – lontanissime da Dana Scully e Cersei Lannister. L’idea di sovvertire il genere western con protagoniste femminili è già stata esplorata (Jane Got a Gun, Meek’s Cutoff, perfino True Grit) e si adatta bene alla serialità televisiva, dove c’è più spazio per la complessità emotiva e sociale.
Peccato che The Abandons scivoli rapidamente nel territorio della soap opera, dove i dialoghi sono rigidi e pieni di clichè (“Dio ci ha dato questa casa e solo Dio può portarcela via” ringhia Mam) e i personaggi si differenziano per le circostanze piuttosto che per la personalità. Il cast di supporto è terminalmente anonimo, e né Anderson né Headey ottengono più di un’interiorità molto superficiale.
Un western senza anima
Il western è diventato negli ultimi anni una tela desiderabile per il melodramma. Ha trasformato Taylor Sheridan – creatore di Yellowstone, 1883 e 1923 – nello showrunner più richiesto di Hollywood. The Abandons difficilmente avrà lo stesso impatto per Netflix.
Quando monti un dramma d’epoca sontuoso, lo riempi di talento anglo-americano scintillante e gli dai uno slot privilegiato sul più grande servizio di streaming del mondo, non ci sono scuse perché non sia anche bello. Ma come tanti titoli contemporanei, The Abandons spreca i suoi considerevoli vantaggi al servizio di qualcosa di sicuro e rigurgitato, dove le emozioni dei personaggi sono profonde quanto le rive prosciugate del fiume Columbia.
Sette episodi sono disponibili su Netflix, ma onestamente potrebbero bastartene due per capire dove va a parare. Anderson e Headey meritavano molto di più. E anche tu.
Hai visto The Abandons o stai pensando di dargli una possibilità? Credi che Gillian Anderson e Lena Headey possano salvare qualsiasi progetto o anche le star hanno i loro limiti? Scrivici nei commenti cosa ne pensi dei western moderni su Netflix!
La Recensione
The Abandons
The Abandons spreca vergognosamente il talento di Gillian Anderson e Lena Headey in un western frettoloso e superficiale. Ridotto a sette episodi dopo l'abbandono del creatore Kurt Sutter, lo show offre dialoghi da soap opera, personaggi piatti e zero profondità emotiva. Anche con budget generoso e cast stellare, resta un prodotto mediocre e rigurgitato.
PRO
- Gillian Anderson e Lena Headey in ruoli contro le loro tipologie abituali
- Ambientazione western con matriarche protagoniste invece di uomini
CONTRO
- Dialoghi rigidi e clichè da soap opera di bassa lega
- Personaggi piatti senza vera profondità emotiva o psicologica
- Trama prevedibile che non sorprende mai davvero
- Ritmo frettoloso senza tempo per sviluppare le ambientazioni
- Talento sprecato delle protagoniste con materiale mediocre


