Keri Russell e Matthew Rhys sono i protagonisti di una delle serie più acclamate degli ultimi anni. “The Americans” racconta la storia di due spie russe che vivono negli Stati Uniti fingendosi una normale coppia americana. Tutte e sei le stagioni sono ora disponibili su Disney+.
Non tutte le serie televisive riescono a diventare memorabili. Alcune vengono dimenticate dopo pochi mesi dalla fine, altre invece restano nella storia della televisione. “The Americans” appartiene sicuramente alla seconda categoria. La serie è andata in onda dal 2013 al 2018 sul canale via cavo FX e ha ottenuto un successo straordinario sia di critica che di pubblico. Su Rotten Tomatoes, il sito che raccoglie le recensioni dei critici cinematografici, la serie ha un punteggio del 96%, un risultato eccezionale che pochi programmi televisivi riescono a raggiungere.
La storia si svolge nel 1981, in piena Guerra Fredda. Il presidente americano Ronald Reagan era in carica e stava alimentando il sentimento anti-russo in tutto il paese. In questo contesto storico vivono Philip e Elizabeth Jennings, interpretati rispettivamente da Matthew Rhys e Keri Russell. All’apparenza sono una coppia americana come tante altre. Vivono in una casa in periferia, hanno due figli e gestiscono un’agenzia di viaggi. Ma in realtà sono agenti segreti russi infiltrati negli Stati Uniti.
Philip ed Elizabeth si trovano in America da quasi vent’anni quando inizia la serie. I loro figli non sanno niente della vera identità dei genitori e credono di essere parte di una normale famiglia americana. La cosa più assurda è che i Jennings vivono proprio accanto a un agente dell’FBI, Stan Beeman, interpretato da Noah Emmerich. Questo crea situazioni di tensione continua perché i due protagonisti devono portare avanti le loro missioni segrete per la Russia mentre cercano di mantenere buoni rapporti di vicinato con un poliziotto federale.
La serie è stata creata da Joe Weisberg, un ex ufficiale della CIA. L’idea gli è venuta dopo un fatto realmente accaduto. Nel 2010 ci fu un’operazione dell’FBI che portò all’arresto di 10 agenti russi che vivevano negli Stati Uniti fingendosi cittadini americani. Questo evento ispirò Weisberg a creare una serie televisiva su questo tema, ma con un obiettivo particolare: non voleva fare propaganda politica, ma voleva usare la storia delle spie come metafora del matrimonio.
Ed è proprio questo l’aspetto più interessante di “The Americans”. Non si tratta solo di una serie di spionaggio piena di azione e inseguimenti. Al centro della storia c’è il rapporto tra Philip ed Elizabeth, un matrimonio complicato e profondo. I due si sono sposati perché era necessario per la loro missione, non per amore. Hanno avuto figli perché questo faceva parte della copertura, non perché lo desideravano davvero.
Philip è il più emotivo dei due. Con il passare degli anni si affeziona davvero alla vita americana e soprattutto ai suoi figli. Inizia a mettere in discussione la missione e a chiedersi se non sarebbe meglio tradire la Russia per proteggere la sua famiglia. Elizabeth, invece, non ha mai dubbi. La sua fedeltà alla Russia è totale e farebbe qualsiasi cosa per portare a termine le missioni che le vengono assegnate.
Questa differenza di vedute crea conflitti continui tra i due protagonisti. Devono lavorare insieme come una squadra, ma le loro idee su cosa sia giusto fare sono completamente opposte. Le discussioni sulla politica e sulle missioni diventano metafore dei problemi che affrontano tutte le coppie sposate: come crescere i figli, quali valori trasmettere, quanto sacrificare di sé stessi per la famiglia.
Come ha spiegato Joel Fields, uno dei produttori esecutivi della serie, l’obiettivo era mostrare come “a volte, quando stai lottando nel tuo matrimonio o con i tuoi figli, sembra davvero una questione di vita o di morte”. In “The Americans” questa sensazione diventa letterale, perché le discussioni tra Philip ed Elizabeth possono davvero portare a conseguenze mortali.
La forza della serie sta proprio in questo equilibrio perfetto tra spy story e dramma familiare. Ci sono scene d’azione, travestimenti, missioni pericolose e colpi di scena tipici delle storie di spionaggio. Ma il cuore della narrazione è sempre il rapporto tra i due protagonisti. Nel corso delle sei stagioni li vediamo passare da un matrimonio di convenienza a un vero amore, anche se complicato e tormentato.
Keri Russell e Matthew Rhys hanno fatto un lavoro straordinario nel dare vita a questi personaggi complessi. La loro chimica sullo schermo è palpabile e rende credibile l’evoluzione del rapporto tra Philip ed Elizabeth. Non a caso i due attori hanno iniziato una relazione anche nella vita reale durante le riprese della serie.
La serie è stata definita da molti critici come televisione di qualità superiore. La scrittura è raffinata, i personaggi sono tridimensionali, la trama è costruita con intelligenza. Non ci sono semplificazioni o banalità. Ogni episodio aggiunge nuovi livelli di complessità alla storia e ai personaggi.
“The Americans” è andata in onda per sei stagioni e si è conclusa nel 2018 con un finale che molti considerano perfetto. La serie non è stata cancellata prematuramente ma si è conclusa esattamente come i creatori avevano pianificato. Questo è raro nella televisione americana e ha permesso di costruire un arco narrativo completo e soddisfacente.
Ora che tutte e sei le stagioni sono disponibili su Disney+, chi non ha mai visto la serie ha l’occasione perfetta per recuperarla. E chi l’ha già vista può rivederla e apprezzarne nuovamente la qualità. Si tratta di una delle migliori serie televisive degli ultimi anni e merita assolutamente di essere scoperta.
E tu hai già visto “The Americans”? Cosa ne pensi di questa serie? Credi che sia davvero una delle migliori spy story mai realizzate per la televisione? Lascia un commento e dicci la tua opinione!


