The Boys 5 arriva al penultimo episodio con una polemica pesante sulle spalle: l’episodio 7 è sceso intorno al 7.0/7.1 su IMDb, diventando il peggior risultato della serie, o comunque pareggiando il punto più basso nella storia dello show. Per una serie abituata a voti molto alti, è un segnale chiaro: una parte del pubblico non sta vivendo questa stagione finale come la grande corsa verso l’apocalisse promessa. E a una settimana dal finale, per Eric Kripke non è proprio il clima ideale.
La cosa curiosa è che non stiamo parlando di una serie qualunque arrivata stanca alla quinta stagione. The Boys è stata per anni una delle serie più riconoscibili di Prime Video: violenta, satirica, scorretta, politica, spesso sgradevole nel modo giusto. Una serie capace di trasformare i supereroi in una vetrina marcia del potere, del marketing, della propaganda e della vanità contemporanea. Patriota, in Italia lo chiamiamo così, è diventato uno dei villain televisivi più discussi degli ultimi anni.
Proprio per questo la delusione fa più rumore. I fan non stanno dicendo semplicemente “non mi è piaciuto un episodio”. Stanno dicendo qualcosa di più fastidioso per una stagione finale: non sta sembrando abbastanza finale.
Il problema principale, almeno guardando le reazioni online e le critiche raccolte in questi giorni, riguarda il ritmo. Molti spettatori accusano la stagione di avere troppi episodi percepiti come “filler”, cioè puntate che approfondiscono personaggi e relazioni ma, secondo loro, fanno avanzare poco la resa dei conti. Kripke ha risposto a questa critica spiegando che gli eventi finali non avrebbero peso se prima non venissero approfonditi i personaggi, e ha respinto l’idea che il pubblico dovesse aspettarsi una grande battaglia in ogni episodio.
E, in teoria, il ragionamento ci sta. The Boys non è mai stata solo gente che esplode, laser dagli occhi e sangue sui muri. O meglio, sì, c’è anche quello, e spesso in quantità da far venire voglia di lavare lo schermo con l’amuchina. Però il cuore della serie è sempre stato nei personaggi: Butcher, Hughie, Annie, Kimiko, Frenchie, Latte Materno, Patriota. Se non ti importa di loro, l’azione diventa rumore.
Il punto è che molti fan stanno dicendo un’altra cosa: non chiedono per forza una battaglia ogni dieci minuti, ma una sensazione più forte di urgenza. La quinta stagione è l’ultima. Patriota è arrivato a un livello di potere sempre più estremo. Il mondo della serie è a un passo dal collasso. Eppure, per una parte del pubblico, alcuni episodi sembrano rallentare proprio quando dovrebbero stringere il cappio.
L’episodio 7 paga anche questo. Essendo il penultimo, arriva in un momento in cui lo spettatore si aspetta il colpo allo stomaco, la svolta definitiva, quella sensazione da “ok, adesso non si torna indietro”. Invece molti lo hanno percepito come un passaggio meno esplosivo del previsto, nonostante alcuni eventi importanti e il ritorno di volti legati a Gen V. Anche quel ritorno, però, ha diviso: c’è chi lo ha apprezzato e chi lo ha vissuto come un’apparizione troppo limitata, soprattutto dopo la cancellazione dello spin-off.
Il confronto con il passato pesa tantissimo. L’episodio più amato resta Herogasm, sesto episodio della terza stagione, arrivato a un voto altissimo su IMDb, intorno al 9.6. E non è difficile capire perché: era una puntata folle, sporca, esagerata, ma anche pienamente coerente con quello che il pubblico voleva da The Boys. Aveva scandalo, azione, tensione e senso narrativo. Era una bomba. Quando una serie ha episodi così nel curriculum, ogni calo sembra più vistoso.
L’episodio 7 della quinta stagione, invece, si porta dietro una sensazione diversa: non tanto di fallimento totale, quanto di occasione non sfruttata fino in fondo. Un voto intorno al 7, in assoluto, non sarebbe nemmeno tragico. Tante serie ci metterebbero la firma. Ma per The Boys è basso, perché lo standard costruito negli anni è molto più alto. E quando il penultimo episodio della stagione finale diventa il peggiore della serie, il dato smette di essere una semplice curiosità da IMDb e diventa un piccolo campanello d’allarme.
Poi attenzione: IMDb non è il tribunale supremo della qualità. I voti possono essere influenzati dall’umore del momento, dal review bombing, dalle aspettative troppo alte, dalle polemiche politiche e da quella meravigliosa abitudine di internet di passare dall’amore eterno al “avete rovinato la mia infanzia” nel giro di tre secondi. Però resta un termometro utile. E in questo caso misura una febbre reale: una fetta di pubblico è arrivata al finale con più nervosismo che entusiasmo.
Kripke, dal canto suo, difende la scelta narrativa. Per lui non si tratta di episodi riempitivi, ma di costruzione emotiva. Il problema è che, quando una serie arriva al suo ultimo miglio, il pubblico vuole sentire ogni scena come necessaria. Non basta dire “serve per i personaggi”. Deve sentirsi mentre la guardi. Deve darti la sensazione che ogni minuto stia preparando la fine, non che stia prendendo tempo prima del botto.
Ora la pressione sul finale è enorme. The Boys deve chiudere la parabola di Patriota, dare un senso al destino dei protagonisti, tenere conto del materiale lasciato da Gen V e, soprattutto, evitare quella sensazione terribile da serie che ha promesso l’inferno e poi ha apparecchiato solo un temporale. Magari il finale rimetterà tutto in ordine. Magari l’episodio 7 verrà rivalutato dopo aver visto l’ultima puntata. Succede spesso. Alcune puntate sembrano deboli da sole e diventano più sensate quando capisci dove volevano portarti.
Per ora, però, il dato resta lì: il penultimo episodio di The Boys 5 è quello con il punteggio più basso della serie, intorno al 7.0/7.1 su IMDb. E il motivo sembra abbastanza chiaro: aspettative altissime, ritmo contestato, poca sensazione di evento e una parte dei fan stanca di sentirsi dire che la calma serve alla tempesta.
La tempesta, adesso, deve arrivare davvero.
Tu cosa ne pensi: i fan stanno esagerando con The Boys 5 o la stagione finale sta davvero deludendo le aspettative? Scrivilo nei commenti e dimmi la tua.


