The Boys è arrivata alla quinta stagione, quella finale, ma dopo gli ultimi episodi molti fan hanno iniziato a dire la stessa cosa: la serie è ancora folle, sporca, cattiva e divertente, però sta passando troppo tempo su scene di contorno proprio ora che dovrebbe correre verso il finale. E non è una lamentela campata in aria. Quando mancano pochi episodi alla chiusura di una serie così importante, ogni minuto pesa di più. Ogni deviazione si nota. Ogni gag assurda fa ridere, sì, ma subito dopo ti viene da chiedere: “Ok, ma la guerra contro Patriota quando esplode davvero?”.
Attenzione: da qui ci sono spoiler sulla quinta stagione di The Boys, soprattutto sull’episodio 5.
La quinta stagione ha un obiettivo abbastanza chiaro: Billy Butcher, Hughie, Starlight e il resto del gruppo devono fermare Patriota prima che metta le mani sul V-One, il siero che potrebbe renderlo immortale. Già detta così, sembra una bomba pronta a esplodere. Patriota immortale è una prospettiva terrificante, perché parliamo di un personaggio già onnipotente, instabile, narcisista e pericoloso anche quando sorride. Se diventa pure impossibile da eliminare, tanti saluti alla speranza.
Proprio per questo molti si aspettavano una stagione finale più serrata. Più nervosa. Più concentrata. Una corsa sporca verso l’ultimo scontro, con la sensazione che ogni episodio potesse cambiare tutto. Invece gli episodi 4 e 5 hanno dato a diversi spettatori l’impressione di rallentare. Non perché non succeda nulla, ma perché la trama principale sembra spesso messa in pausa per lasciare spazio a sottotrame, gag, cameo e momenti volutamente esagerati.
E The Boys, lo sappiamo, vive anche di questo. Non è mai stata una serie elegante e lineare, con tutti i pezzi ordinati sul tavolo. È sempre stata una specie di frullatore impazzito: supereroi corrotti, satira politica, sangue, sesso, pubblicità finte, prodotti Vought, momenti disgustosi e battute che ti fanno ridere anche quando non vorresti. Fa parte del suo DNA. Se togli il caos a The Boys, rischi di togliere una parte importante del suo fascino.
Però una stagione finale cambia le regole.
Quando sai che siamo all’ultimo giro, non vuoi solo divertirti. Vuoi sentire il peso della fine. Vuoi vedere i personaggi arrivare al punto. Vuoi che la minaccia di Patriota sia sempre più soffocante. Vuoi che la resistenza sembri davvero in guerra, non soltanto nominata nei dialoghi. E qui nasce la critica di molti fan: si parla di lotta, di regime, di scontro imminente, ma spesso la stagione si prende tempi larghi, si perde in parentesi e lascia la sensazione che il vero finale sia tenuto in frigo per gli ultimi episodi.
L’episodio 5 ha accentuato questa impressione. Da una parte ci sono momenti molto divertenti, non lo nego. The Boys sa ancora colpire con la sua comicità scorretta e con quella voglia di rovinare qualsiasi cosa appena diventa troppo seria. La scena del cane Terror con il pupazzo di Patriota, per esempio, è una stupidaggine totale, ma rientra perfettamente nell’umorismo della serie. Fa ridere proprio perché è cretina, sbagliata e fuori misura.
Dall’altra parte, però, quando mancano tre episodi alla fine, anche una scena così può sembrare tempo rubato. E non perché non si possa ridere in una stagione finale. Si può, eccome. Ma il pubblico vuole sentire che ogni parentesi serva a qualcosa. Che ogni assurdità porti comunque più vicino al punto di rottura. Se invece la sensazione è quella di vedere una serie che gioca con i propri giocattoli mentre il conto alla rovescia resta fermo, la pazienza si accorcia.
C’è poi il tema dei cameo. La quinta stagione, soprattutto nell’episodio 5, ha giocato molto con le apparizioni speciali. Il caso più evidente è la reunion legata a Supernatural, con Jared Padalecki e Misha Collins accanto a Jensen Ackles. Per chi ha amato quella serie, è stato un momento curioso, quasi una strizzata d’occhio gigantesca. Eric Kripke sa benissimo cosa significa mettere insieme quei volti sullo schermo e infatti il pubblico ha reagito.
Il problema è che una reunion del genere può avere due effetti. Da una parte fa piacere, perché attiva la nostalgia e crea un piccolo evento dentro l’episodio. Dall’altra rischia di sembrare una distrazione. Una cosa messa lì per far parlare, per accendere i social, per ottenere il classico “hai visto chi c’era?”. E quando la trama principale ha ancora tantissimo da chiudere, alcuni fan si chiedono se fosse davvero necessario dedicare così tanto spazio a queste apparizioni.
Non è solo questione di cameo, comunque. Anche alcune sottotrame sembrano allungare il percorso più del necessario. Firecracker, Black Noir, momenti laterali, scene che costruiscono atmosfera ma non sempre danno una spinta forte alla storia. Tutto può avere senso, certo. The Boys ha sempre lavorato anche sui dettagli sporchi del suo mondo. Però arrivati a questo punto la domanda è inevitabile: quanto si può rallentare prima che la tensione cali?
Patriota resta il vero centro emotivo della serie. Ogni volta che appare, cambia tutto. Antony Starr ha costruito un villain pazzesco, forse uno dei più inquietanti della televisione recente. Patriota non fa paura solo perché è potente. Fa paura perché è imprevedibile. Può sorridere, piangere, minacciare, cercare approvazione, diventare tenero per due secondi e poi distruggere qualcuno senza cambiare espressione. È un bambino ferito dentro il corpo di una divinità fascista. Non proprio il vicino che vuoi trovare in ascensore.
Per questo la stagione dovrebbe tenerlo più vicino possibile. Dovrebbe farci sentire che il mondo si sta chiudendo attorno ai personaggi, che il regime non è solo uno sfondo, che ogni scelta di Butcher e Hughie può avere conseguenze definitive. Invece, in alcuni momenti, sembra quasi che la serie si fermi a guardarsi allo specchio. A ricordarci quanto è irriverente, quanto è provocatoria, quanto sa ancora scioccare. Lo sappiamo già. Ora però vogliamo vedere dove va a finire.
Detto questo, non bisogna nemmeno esagerare con il funerale anticipato. The Boys 5 non è diventata una brutta stagione. Ha ancora energia, personalità, battute cattive, momenti visivi forti e un cast che conosce benissimo il proprio mestiere. Il problema è più sottile: non sta ancora dando a tutti la sensazione di una vera ultima corsa. E questa, per una serie finale, è una differenza enorme.
C’è anche chi difende questa scelta. Secondo una parte del pubblico, The Boys deve restare The Boys fino all’ultimo: caotica, volgare, piena di deviazioni, incapace di fare la cosa più ordinata. Una stagione troppo lineare, tutta concentrata sulla missione contro Patriota, forse tradirebbe lo spirito della serie. E un po’ è vero. The Boys non è mai stata una serie “pulita”. È una serie che vive anche di rumore, eccessi e deragliamenti.
Però il rumore funziona se sotto c’è una direzione chiara. Se il treno sta andando verso il disastro finale, puoi anche farlo passare attraverso scene assurde. Ma devi sentire che il treno corre. Negli ultimi episodi, invece, alcuni spettatori hanno avuto l’impressione che stesse facendo troppe fermate.
Adesso tutto dipende dagli ultimi tre episodi. Se la serie accelera, se Patriota torna davvero al centro, se il V-One diventa una minaccia concreta e non solo un obiettivo citato, allora queste puntate verranno ricordate come una pausa folle prima della tempesta. Se invece il ritmo resta così dispersivo, il rischio è di arrivare al finale con meno tensione di quella che una chiusura del genere meriterebbe.
The Boys ha costruito per anni un mondo cattivo, grottesco e sorprendentemente lucido nel raccontare potere, propaganda, celebrità e fanatismo. Sarebbe un peccato se, proprio sul più bello, perdesse tempo a dimostrare ancora una volta quanto sa essere strana. Lo sappiamo. Ci piace anche per quello. Ma ora vogliamo la resa dei conti.
Secondo te The Boys 5 sta davvero perdendo troppo tempo con scene di contorno e cameo, oppure queste deviazioni fanno parte del suo fascino fino alla fine? Scrivilo nei commenti.


