Se stai cercando qualcosa da guardare su Prime Video in questo periodo, è probabile che tu abbia già visto The Boys comparire ovunque. Non è un caso, visto che la quinta stagione è uscita l’8 aprile 2026 e nel giro di pochi giorni ha scalato le classifiche della piattaforma fino a diventare la serie più vista del momento. Ma la cosa che ha sorpreso anche i più scettici non è tanto il numero di spettatori, quanto quello che dicono i critici: 98% su Rotten Tomatoes con le prime recensioni. Per una stagione finale, dopo cinque anni di serie, non è un risultato che si dà per scontato. Anzi, di solito va al contrario.
C’è una legge non scritta delle serie TV: più una storia è amata, più il finale rischia di essere un disastro. Game of Thrones docet. Dexter, Lost, How I Met Your Mother sono solo alcuni esempi di conclusioni che hanno fatto infuriare il pubblico. Il problema non è mai la mancanza di idee, ma l’impossibilità di soddisfare aspettative costruite nel corso di anni. Eric Kripke, il creatore di The Boys, lo sa benissimo, e a quanto pare ha deciso di affrontare la questione in modo diretto, chiudendo la storia mentre è ancora in forma senza trascinarla oltre il necessario.
Otto episodi, otto mesi di riprese
La quinta stagione è composta da 8 episodi, con i primi due disponibili dall’8 aprile e i restanti sei in uscita ogni mercoledì fino al 20 maggio, una formula di rilascio che tiene alta la tensione settimana dopo settimana, esattamente come si faceva con la TV tradizionale ma con la qualità produttiva dello streaming. Quello che pochi sanno è quanto lavoro ci sia dietro questa stagione prima ancora che il pubblico la vedesse. Le riprese sono iniziate a novembre 2024 e si sono concluse all’inizio di luglio 2025, con Kripke che ha salutato il set sui social dopo sette anni di lavoro sulla serie, seguiti da quasi un anno di post-produzione prima dell’uscita. Quando si vedono certi risultati tecnici ed emotivi sullo schermo, viene facile dimenticare che dietro ci sono mesi di montaggio, effetti visivi, sound design e revisioni continue. Otto mesi di riprese per otto episodi non è poco, e si vede.
La situazione di partenza è peggiore di quanto ti aspetti
Per chi si fosse perso la quarta stagione o avesse bisogno di un ripasso, basta sapere che Patriota ha vinto. Non a metà, non parzialmente. Ha vinto sul serio. L’America è sotto il suo controllo, con leggi anti-terrorismo usate per perseguitare chiunque si opponga al dominio dei Supes. I dissidenti finiscono nei cosiddetti “Campi di libertà”, che di libertà hanno solo il nome, trattandosi di campi di prigionia dove si trovano Hughie, Frenchie e Latte Materno all’inizio della stagione. Annie, l’ex Starlight, guida una resistenza che appare fragile e frammentata, ma chi ha seguito la serie fin dall’inizio noterà una cosa: Annie non è più quella di prima. Non è più la ragazza entusiasta dei primissimi episodi, né la ribelle pronta a tutto della stagione di mezzo. È stanca, indurita, e la sua stanchezza la porta verso una versione di sé stessa che assomiglia pericolosamente a Butcher. Un cambiamento costruito con cura, che nelle prime recensioni viene citato come uno degli elementi più riusciti della stagione.
Butcher è tornato con un virus capace di sterminare tutti i Supes
Kimiko è sparita. Butcher è fuori dai radar. Quando ricompare, lo fa con qualcosa di estremamente pericoloso in mano, ossia un virus capace di sterminare tutti i Supes del mondo, senza distinzioni e senza eccezioni. Buoni e cattivi, alleati e nemici. Una soluzione radicale che risolverebbe il problema di Patriota ma creerebbe un vuoto di potere imprevedibile, mettendo i Boys di fronte alla domanda che la serie si porta dietro fin dal primo episodio: fino a dove si può spingere chi combatte il male prima di diventare, a sua volta, qualcosa di pericoloso? È il dilemma morale che Kripke non ha mai abbandonato, e che qui trova la sua forma più estrema.
La reunion di Supernatural che i fan aspettavano da anni
Una delle notizie più chiacchierate attorno a questa stagione riguarda il cast, in particolare un trio di attori che per chi ha una certa età ha un peso emotivo preciso. Jensen Ackles è già nella serie da qualche stagione nei panni di Soldatino, il primo supereroe della storia, congelato e risvegliato in tempi moderni. Nella quinta stagione si aggiungono però anche Jared Padalecki e Misha Collins, suoi storici colleghi in Supernatural, la serie che li ha resi famosi e che ha tenuto compagnia a milioni di spettatori per quindici anni. L’annuncio è arrivato con un video in cui i tre, tra battute e nostalgia appena velata, hanno rivelato che si sarebbero ritrovati tutti nell’universo di The Boys. I ruoli di Padalecki e Collins sono stati tenuti riservati fino all’uscita, ma dal trailer si capisce già che il rapporto tra i loro personaggi e quello di Ackles non sarà esattamente disteso, lasciando intuire dinamiche conflittuali che in una serie come questa promettono scene memorabili. Per chi non ha mai seguito Supernatural, basta sapere che si tratta di una delle serie cult degli anni 2000 e 2010, con una fanbase ancora attivissima. Vederli di nuovo insieme, anche se in ruoli completamente diversi, è il tipo di cosa che fa scattare le notifiche sui telefoni di mezzo internet nel giro di poche ore.
Tutto nasce da un fumetto ancora più estremo della serie
The Boys non è nata dalla mente di uno sceneggiatore televisivo in cerca di qualcosa di originale, ma è basata su una graphic novel di Garth Ennis e Darick Robertson, pubblicata tra il 2006 e il 2012 e considerata nell’ambiente fumettistico uno dei lavori più disturbanti e irriverenti mai realizzati sul tema dei supereroi. Il materiale originale è, se possibile, ancora più estremo di quello che si vede sullo schermo, dato che Kripke ha adattato la storia modificando alcune cose e aggiungendone altre, pur mantenendo intatto il cuore satirico del fumetto. L’idea di base è semplice quanto brutale: cosa succederebbe se i supereroi esistessero davvero ma fossero gestiti da una grande corporation con interessi economici e politici precisi? La risposta di Ennis, e poi di Kripke, è che sarebbero quasi tutti corrotti, violenti, narcisisti e pericolosi. Homelander non è una parodia di Superman, ma la riflessione su cosa potrebbe diventare un essere onnipotente cresciuto dentro una macchina di marketing senza mai ricevere un limite reale. Da questo punto di vista, la quinta stagione che mostra Patriota al potere politico non è solo una scelta narrativa, bensì la logica conclusione di tutto ciò che la serie ha costruito fin dal primo episodio.
Finisce la serie, ma l’universo continua ad espandersi
Una delle cose che distingue The Boys da molte altre serie è che la sua fine non coincide con la fine dell’universo narrativo, visto che sono già in lavorazione almeno due progetti collegati. Il più atteso si chiama Vought Rising, un prequel ambientato negli anni ’50 che racconta le origini della Vought, la corporation che produce e gestisce i supereroi, attraverso una storia che mescola noir, omicidi e politica. Jensen Ackles torna nei panni di Soldatino nel pieno della sua carriera in quegli anni, affiancato da Aya Cash nel ruolo di quella che poi diventerà Stormfront. Le riprese si sono concluse a Toronto a marzo 2026 e la serie è attesa su Prime Video entro la fine dell’anno o l’inizio del 2027. Il secondo progetto è The Boys: Mexico, prodotto da Diego Luna e Gael García Bernal, con un tono descritto dallo stesso Kripke come completamente diverso rispetto alla serie madre. I dettagli sono ancora scarsi, ma portare lo stesso universo in un contesto culturale e geografico diverso è una delle mosse più interessanti che Amazon potrebbe fare per tenere vivo il franchise senza replicare semplicemente la formula originale.
Se non hai mai visto The Boys, il consiglio è di partire dall’inizio mettendo in conto che i primi episodi potrebbero sorprenderti per il tono, dato che non è una serie per tutti: è violenta, a tratti volutamente disturbante, e non fa sconti. Se riesci a superare le prime puntate senza spegnerla, è molto probabile che tu non riesca a smettere. Se invece sei già un fan e sei arrivato fin qui con tutte e quattro le stagioni, e magari anche con Gen V, lo spin-off universitario che fa da ponte narrativo verso questo finale, allora sai già cosa aspettarti. O almeno pensi di saperlo. Perché con un 98% di gradimento critico, una storia che si avvicina al suo epilogo dopo sette anni e un universo che continuerà a espandersi ben oltre il 20 maggio, c’è una sola cosa certa: il finale di The Boys sarà uno degli eventi televisivi più discussi del 2026. Tu hai già iniziato? Facci sapere nei commenti, rigorosamente senza spoiler.


