Eric Kripke, showrunner di The Boys, è tornato a parlare del paragone tra Patriota e Donald Trump, dopo che nella quinta stagione della serie Prime Video una statua dorata del supereroe interpretato da Antony Starr ha fatto pensare a molti alla statua dorata di Trump comparsa al Trump National Doral Miami. E la cosa più curiosa è che Kripke non ha provato a scappare dal confronto. Anzi: secondo lui, se la serie aiuta il pubblico a vedere quanto certe immagini siano “assurde” e “narcisistiche”, allora quel paragone può avere una sua utilità.
Prima cosa: in Italia Homelander si chiama Patriota. Non è un dettaglio da poco, perché il nome italiano rende ancora più esplicita la parodia. Patriota è il leader dei Sette, il volto perfetto della Vought, il supereroe biondo con il sorriso da pubblicità e gli occhi da incubo. In teoria dovrebbe essere il simbolo della salvezza americana. In pratica è uno dei personaggi più disturbanti della serialità recente: insicuro, violento, bisognoso di adorazione e sempre più convinto di essere al di sopra di qualunque limite.
La nuova discussione è partita dall’episodio 6 della quinta e ultima stagione. Nella puntata viene mostrata una gigantesca statua dorata di Patriota, un monumento fuori misura, lucido, quasi ridicolo nella sua voglia di grandezza. Poco dopo, sui social, molti spettatori hanno iniziato ad accostarla alla statua dorata di Trump installata nel suo golf club a Miami. E Kripke, vedendo quelle immagini una accanto all’altra, ha reagito con un misto di sorpresa e incredulità. Tipo quando scrivi una satira e poi la realtà arriva con una pala meccanica e ti dice: “Tranquillo, faccio io”.
Il creatore di The Boys ha spiegato a Entertainment Weekly che, per quanto la somiglianza lo abbia colpito, non la considera soltanto inquietante. Per lui c’è anche un lato positivo: la serie può offrire al pubblico un’immagine immediata per dire “guardate quanto è assurdo”. In pratica, se Patriota serve a rendere evidente la teatralità del culto della personalità, allora la satira sta facendo il suo lavoro.
E qui The Boys gioca da sempre una partita molto sporca, nel senso migliore del termine. La serie non ha mai nascosto di essere una satira feroce del potere, della propaganda, del capitalismo travestito da eroismo, dei media e della politica-spettacolo. Patriota non è solo “Superman cattivo”, definizione comoda ma un po’ stretta. È l’uomo immagine che diventa regime. È il prodotto perfetto che si accorge di poter comandare il negozio. È il bambino mai cresciuto che ha i laser negli occhi e una nazione pronta ad applaudirlo.
Il parallelo con Trump, quindi, non nasce dal nulla. Patriota viene spesso letto come una figura da leader populista autoritario, ossessionato dal consenso, dalla propria immagine e dal bisogno di essere venerato. Nella quinta stagione, almeno da quanto raccontato dalle anticipazioni e dai recap americani, questa deriva diventa ancora più estrema: Patriota assume pose sempre più messianiche e autoritarie, mentre il mondo della serie scivola verso una forma di controllo politico e religioso sempre più cupa.
Kripke, però, ci tiene a chiarire una cosa importante: Antony Starr non interpreta Patriota come una caricatura di Trump. L’attore, secondo lo showrunner, lavora sul personaggio dall’interno, seguendo la sua logica emotiva, le sue ferite, la sua fame di amore e dominio. E questa è una distinzione interessante. Perché Patriota funziona proprio perché non è una maschera da imitazione televisiva. Non è un comico con la parrucca che fa il verso a un politico. È un personaggio completo, coerente nella sua follia, e proprio per questo fa più paura.
Kripke racconta che gli sceneggiatori parlano del mondo reale, certo, perché The Boys vive di quello. Ma quando lavora con Starr sul personaggio, il riferimento diretto a Trump non sarebbe al centro della conversazione. La domanda non è: “Come facciamo a farlo sembrare Trump?”. La domanda è: “Cosa farebbe Patriota, con il suo ego, il suo terrore di non essere amato e il suo potere senza freni?”. Il risultato poi può somigliare alla realtà. Ma, come dice Kripke, a quel punto non è colpa loro: è il mondo che si presenta già abbastanza grottesco.
C’è anche un altro passaggio che ha colpito molto lo showrunner. Non solo la statua dorata. Kripke ha citato anche il caso del cosiddetto “AI Jesus” legato a Trump, accostato da alcuni spettatori a una scena della quinta stagione in cui Patriota si vede come una figura quasi messianica, dopo una visione di Madelyn Stillwell. Per Kripke, il dettaglio ancora più straniante non è tanto la statua in sé, ma il modo in cui certe immagini vengono circondate da devozione pubblica, quasi religiosa.
Ed è qui che The Boys diventa più efficace. Perché sotto il sangue, le battute volgari, i supereroi marci e il caos da fumetto impazzito, la serie parla di una cosa semplicissima: cosa succede quando una società smette di distinguere tra potere e salvezza? Quando un uomo forte viene trattato come un redentore? Quando la propaganda diventa intrattenimento e l’intrattenimento diventa politica?
Patriota è tremendo proprio perché vuole essere amato mentre fa cose mostruose. Non vuole solo comandare. Vuole che tu lo ringrazi. Vuole la statua, l’applauso, la preghiera, la folla. Vuole che tutti dicano che è speciale. E questa è la parte più disturbante, perché The Boys non sta parlando solo di un super cattivo. Sta parlando di noi, del pubblico, della voglia di trovare qualcuno a cui consegnare la paura in cambio di una promessa semplice.
Poi possiamo discutere quanto il paragone con Trump sia riuscito, forzato, utile o troppo esplicito. Una parte del pubblico dirà che Kripke ormai ci va giù con il martello pneumatico. Un’altra dirà che la realtà ha superato la satira e che The Boys, più che esagerare, sta solo prendendo appunti. Ma una cosa è certa: se dopo cinque stagioni Patriota continua a far discutere così tanto, vuol dire che il personaggio ha centrato qualcosa.
E forse la battuta più cattiva è proprio questa: The Boys voleva mostrarci un mondo ridicolo, violento e narcisista. Il problema è che il mondo, ogni tanto, sembra voler fare concorrenza.
Tu cosa ne pensi: il paragone tra Patriota e Trump è una satira efficace o The Boys sta diventando troppo esplicita con la politica? Scrivilo nei commenti e dimmi la tua.


