Il finale di The Boys su Prime Video ha chiuso la storia con una scelta potente, ma forse troppo veloce: dopo la morte di Patriota, Billy Butcher prova a sterminare tutti i super con un’arma biologica e Hughie è costretto a fermarlo. È un finale coerente, perché porta Butcher dove la serie lo stava spingendo da anni. Però, rispetto al fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, c’è una differenza enorme: la serie comprime tutto negli ultimi minuti, mentre il fumetto lascia respirare la discesa finale di Butcher e la rende molto più disturbante.
Avviso spoiler: da qui in avanti parlerò del finale della quinta stagione di The Boys e anche della conclusione del fumetto. Se non hai ancora visto l’ultima puntata, meglio fermarti qui.
Il problema non è l’idea. Anzi, l’idea è giusta. Patriota muore, ma il male non sparisce. Vought resta in piedi, il sistema sopravvive, e Butcher capisce che aver ucciso il suo nemico non gli ha restituito nulla. Becca è morta. Ryan lo respinge. Terror muore. Il vuoto resta lì, enorme, e lui decide di fare ciò che in fondo ha sempre minacciato di fare: eliminare tutti i super, senza eccezioni.
Fin qui, tutto torna.
Il problema è il tempo.
Nel finale della serie, questa svolta arriva praticamente dopo la resa dei conti con Patriota. La puntata deve chiudere il villain principale, sistemare Vought, dare un destino ai Boys, mostrare il crollo di Butcher e arrivare allo scontro finale con Hughie. È tanta roba. Troppa. E infatti il passaggio più tragico, quello che avrebbe dovuto diventare il vero ultimo incubo della serie, finisce per sembrare quasi una corsa.
Nel fumetto succede in modo diverso. La morte di Patriota arriva prima della fine vera. Dopo, c’è spazio per Butcher. Non cinque minuti. Non una coda finale. Un intero blocco narrativo. Il lettore ha il tempo di capire che l’uomo che abbiamo seguito, odiato, amato e giustificato a tratti non sta “cedendo” all’ultimo secondo. Era sempre stato diretto lì.
E questa è una differenza enorme.
La serie ha tenuto Patriota al centro fino all’ultimo
C’è un motivo abbastanza evidente per cui la serie ha fatto questa scelta: Patriota era troppo importante per toglierlo di mezzo prima. Antony Starr ha dato al personaggio una forza pazzesca. Patriota non era solo il cattivo della serie. Era il volto di The Boys. Il meme, la minaccia, il simbolo, il personaggio di cui tutti parlavano anche quando magari non seguivano ogni dettaglio della trama.
Capisco benissimo la paura degli autori. Se uccidi Patriota a metà stagione, rischi che una parte del pubblico dica: “E adesso?”. Però proprio lì la serie poteva osare di più. Perché The Boys, in fondo, non parlava solo di Patriota. Parlava di cosa succede quando il potere crea mostri, e di cosa succede quando chi combatte i mostri inizia a somigliargli.
Butcher doveva diventare il vero ultimo nemico. Non per una scena. Non per un impeto finale. Per un pezzo consistente della stagione.
La quarta stagione sembrava aver preparato questa direzione in modo chiarissimo. Butcher aveva il virus anti-supe, si stava separando dal gruppo, aveva scelto una strada sempre più buia. Sembrava l’inizio della sua trasformazione definitiva. Poi nella quinta stagione torna a collaborare con i Boys, e il conflitto resta presente, sì, ma non abbastanza centrale. Lo vedi, lo senti, ogni tanto esplode. Però la serie continua a riportare tutto su Patriota.
E così, quando Butcher diventa davvero il problema finale, sembra quasi che la puntata dica: “Ah sì, dobbiamo chiudere anche questo”.
Peccato, perché era il materiale più doloroso.
Nel fumetto Butcher fa molta più paura
La conclusione del fumetto è più dura anche per un altro motivo: Butcher non si limita a preparare lo sterminio dei super, ma uccide parte della sua stessa squadra. Nei fumetti muoiono Latte Materno, Frenchie e la Femmina, che nella serie corrisponde a Kimiko. Sopravvive Hughie, ed è lui a fermarlo.
La serie ha scelto una strada più morbida. Latte Materno e Kimiko sopravvivono. Frenchie muore per mano di Patriota, non per mano di Butcher. Eric Kripke ha spiegato che vedere i Boys massacrati da Butcher nel finale del fumetto sarebbe stato poco soddisfacente, e da spettatore posso anche capirlo. Dopo cinque stagioni, vedere Butcher eliminare persone che abbiamo imparato ad amare sarebbe stato devastante.
Però avrebbe avuto una forza tremenda.
Perché nel fumetto il colpo è proprio quello: ti rendi conto che Butcher non sta improvvisando una vendetta malata. Sta mostrando finalmente chi è. O meglio, chi è diventato da tempo. Tutta la fratellanza, tutte le battute, tutto il cameratismo con la squadra si macchiano retroattivamente. Guardi indietro e pensi: “Ma allora quanto era sincero? Quanto stava già usando tutti?”.
La serie non arriva fino a quel punto. Ha paura di rendere Butcher troppo mostruoso. Lo porta al limite, ma gli lascia ancora una via di salvezza emotiva. Gli dà Terror morto, Ryan che lo rifiuta, il dolore che lo schiaccia. In questo modo il suo piano sembra più una reazione disperata che una verità profonda venuta finalmente fuori.
È triste, certo. Ma fa meno paura.
Hughie contro Butcher doveva avere più spazio
Lo scontro tra Hughie e Butcher è uno dei cardini di The Boys. Non è solo il confronto tra due personaggi. È il confronto tra due modi di reagire al trauma.
Hughie ha perso Robin in modo assurdo e violento. Avrebbe potuto diventare come Butcher. Per un po’ ci è andato vicino. Ma alla fine sceglie un’altra strada. Impara a distinguere. Capisce che non tutti i super sono Patriota. Ama Annie/Starlight. Perdona A-Train. Non diventa un santo, ma smette di pensare che il dolore autorizzi tutto.
Butcher, invece, non ci riesce. La sua rabbia diventa identità. La vendetta diventa religione. E quando Patriota muore, lui non sa più chi essere. Per questo decide di allargare il bersaglio: non solo il mostro che gli ha rovinato la vita, ma tutti i super. Tutti. Anche gli innocenti. Anche quelli che hanno provato a fare il bene. Anche chi non ha colpa.
Questa è la tragedia vera di Butcher. E la serie la racconta, ma avrebbe dovuto darle più tempo. Avremmo dovuto vedere Hughie capire poco a poco che il suo amico, il suo mentore storto, il suo fratello maggiore tossico, era diventato il pericolo finale. Avremmo dovuto sentire quel distacco crescere episodio dopo episodio.
Invece arriva tutto troppo compresso.
Il momento resta emotivo, sia chiaro. Hughie che ferma Butcher è coerente. Butcher che accetta la morte e lo rassicura ha un suo peso. Ma poteva fare molto più male. Poteva essere il cuore dell’ultima stagione, non solo il colpo di coda dopo Patriota.
Il finale resta buono, ma poteva essere più coraggioso
Non sto dicendo che la serie abbia sbagliato tutto. Il finale di The Boys ha momenti forti, chiude diverse linee narrative e mantiene una cattiveria abbastanza rara per una serie mainstream. Patriota perde i poteri e muore umiliato. Vought resta in piedi. Stan Edgar torna. Il sistema sopravvive. Sono scelte intelligenti.
Ma proprio perché The Boys è sempre stata una serie così spietata, fa un po’ rabbia vederla tirare il freno su Butcher.
Il fumetto, con tutti i suoi eccessi, aveva capito una cosa: la vera fine non è la morte di Patriota, ma la scoperta che Butcher era pronto a diventare peggio di lui pur di vincere. La serie lo dice, ma lo dice in fretta. Il fumetto te lo fa vivere.
E in una storia come The Boys, il tempo conta. Perché la tragedia non funziona se la butti lì di corsa. Devi farla respirare. Devi farla diventare inevitabile. Devi dare allo spettatore il tempo di provare quella sensazione orribile: “No, ti prego, non diventare così”.
Con Butcher, la serie ci arriva. Ma quando ci arriva, siamo già quasi ai titoli di coda.
Forse gli autori non volevano chiudere con un massacro troppo nero. Forse temevano di alienare il pubblico. Forse Patriota era troppo ingombrante per essere tolto di mezzo prima. Tutte ragioni comprensibili. Però il risultato è che il fumetto, almeno su questo punto, resta più feroce e più potente.
La serie ha dato a Butcher una fine tragica. Il fumetto gli aveva dato una fine inevitabile.
E tra le due cose c’è una differenza enorme.
E tu cosa ne pensi? La serie ha fatto bene a rendere meno mostruoso Butcher rispetto al fumetto o avrebbe dovuto avere il coraggio di spingersi fino in fondo? Scrivilo nei commenti.


