The Boys è finita, Patriota è morto, Butcher ha avuto la sua ultima discesa nel buio, ma il problema più grosso del finale non riguarda davvero lo scontro finale. Riguarda il virus capace di uccidere i super, cioè una delle armi narrative più preparate degli ultimi anni tra la serie madre e Gen V. Per stagioni ci hanno fatto capire che quel virus sarebbe stato l’incubo definitivo, la minaccia capace di cambiare tutto. Poi, nell’ultima puntata, viene quasi messo da parte. E questa cosa pesa, perché lascia addosso una sensazione strana: come se The Boys avesse caricato una pistola per ore e poi, al momento giusto, avesse deciso di usare qualcos’altro.
Avviso spoiler: da qui in avanti parliamo del finale della quinta stagione di The Boys, compreso il destino di Patriota, Butcher e del virus anti-super.
La morte di Patriota è stata l’evento che tutti aspettavano. Era inevitabile. Dopo cinque stagioni di culto della personalità, violenza, propaganda, delirio messianico e terrore travestito da sorriso perfetto, il personaggio di Antony Starr doveva arrivare a una fine. Che poi sia piaciuta o meno, era il bersaglio più visibile.
Però la quinta stagione aveva un altro elemento enorme tra le mani: il virus.
Non un dettaglio. Non una trovata da due puntate. Il virus era stato introdotto in Gen V, dove diventava subito una delle connessioni più forti con The Boys. Poi la serie principale lo aveva ripreso, portandolo al centro della quarta stagione e trasformandolo in una possibile soluzione al problema Patriota. Butcher ci credeva. Victoria Neuman ne era coinvolta. I Boys sapevano che quell’arma poteva essere insieme una salvezza e una catastrofe.
E infatti il dilemma era potentissimo: puoi usare un virus per fermare un mostro, sapendo che potrebbe diventare uno sterminio?
Questa domanda sembrava destinata a essere il cuore del finale. Invece no. O meglio, arriva, ma troppo tardi e con troppo poco peso.
Il virus sembrava l’arma definitiva contro Patriota
Per come era stato costruito, il virus anti-super doveva essere il grande nodo morale della stagione finale. Non solo un’arma contro Patriota, ma una prova per tutti i personaggi. Hughie, Butcher, Starlight, Kimiko, Latte Materno: ognuno avrebbe dovuto fare i conti con l’idea di usare qualcosa che non distingue tra colpevoli e innocenti.
Perché il problema è proprio questo. Patriota è un mostro. Su questo, ok, ci siamo. Ma tutti i super meritano di morire? Anche quelli come Annie? Anche Kimiko? Anche chi è nato con il Composto V senza averlo scelto? Anche chi prova a fare il bene?
È qui che The Boys aveva materiale da brividi. E un po’ lo usa. Nella quinta stagione vediamo Butcher sempre più convinto che i super siano una minaccia da cancellare alla radice. Hughie, invece, continua a tenere aperta una porta diversa. Ha visto abbastanza orrore, ma ha anche imparato che il mondo non è diviso in “super uguale mostro” e “umani uguale vittime”. Il suo percorso con A-Train, il suo amore per Starlight, il suo legame con Kimiko: tutto lo porta a rifiutare la soluzione totale.
Quindi il virus non era solo una questione di trama. Era il test finale sulla differenza tra giustizia e vendetta.
Poi però la serie cambia strada.
Il finale sceglie Kimiko e lascia il virus in secondo piano
Nell’ultima puntata, il modo per battere Patriota non passa davvero dal virus. La soluzione arriva da un piano diverso: dare a Kimiko un potere simile a quello di Soldatino, capace di togliere i poteri a Patriota. Una volta reso vulnerabile, Butcher può affrontarlo e ucciderlo.
È una scelta spettacolare, certo. Funziona anche sul piano emotivo, perché Kimiko viene coinvolta in modo forte e Patriota viene privato della cosa che lo rendeva “divino” agli occhi del mondo. Da dio falso a uomo sanguinante. Come immagine, ci sta.
Però così il virus perde il ruolo che la serie gli aveva promesso.
Dopo anni di preparazione, dopo Gen V, dopo la quarta stagione, dopo i test e le discussioni, quella che sembrava l’arma finale contro Patriota diventa quasi un problema secondario. Torna solo dopo, quando Butcher decide di volerlo liberare comunque per impedire a Vought di creare un nuovo Patriota. Ed è lì che Hughie lo ferma.
La scena tra Hughie e Butcher ha senso. Anzi, è uno dei momenti più importanti del finale. Ma il virus, a quel punto, non sembra più la grande minaccia attorno a cui è stata costruita la stagione. Sembra un detonatore emotivo usato per arrivare all’ultimo confronto tra i due.
E il risultato è un po’ frustrante.
Butcher aveva bisogno di più spazio per diventare il vero pericolo
La scelta più forte del finale è trasformare Billy Butcher nel vero ultimo nemico. Non Patriota. Non Vought. Butcher.
E questa idea è perfetta per The Boys. Perché la serie ha sempre raccontato il rischio di diventare ciò che si odia. Butcher ha passato anni a inseguire Patriota, a giustificare ogni brutalità con il dolore, con Becca, con Ryan, con la rabbia. Ma quando Patriota muore, lui non trova pace. Resta vuoto. E allora cerca un nuovo bersaglio: tutti i super.
Questo è tragico. Ed è coerente.
Ma anche qui il problema è il tempo. La svolta di Butcher arriva nella parte finale dell’ultimo episodio, quando la serie deve già chiudere troppe cose. Avremmo avuto bisogno di vedere il virus diventare davvero la sua ossessione per più puntate. Avremmo dovuto assistere alla frattura lenta tra lui e Hughie, con il gruppo costretto a capire che il loro capo, il loro alleato, il loro amico più tossico, non era più recuperabile.
Invece The Boys tiene Patriota al centro fino alla fine, comprensibilmente, perché Antony Starr è stato gigantesco. Però così Butcher resta il villain finale solo per un tratto troppo breve.
E quando finalmente il virus torna al centro, siamo già quasi ai titoli di coda.
Gen V rischia di sembrare meno importante
C’è anche un altro problema: Gen V. La prima stagione dello spin-off aveva dato al virus un peso enorme. Lo aveva presentato come una scoperta terrificante, nata da esperimenti sui giovani super, con implicazioni etiche pesantissime. Sembrava il ponte perfetto verso la fine di The Boys.
Ma se poi la serie madre non usa davvero quel virus per risolvere il nodo Patriota, una parte di quel lavoro sembra meno incisiva. Non inutile, sia chiaro. Il virus serve comunque a costruire la paranoia di Butcher e il dilemma morale della stagione. Però non arriva mai a essere il payoff che molti spettatori si aspettavano.
E questo, per una saga televisiva così interconnessa, è un difetto.
Quando prepari qualcosa per anni, il pubblico si aspetta che esploda. Magari non nel modo più ovvio, ma deve esplodere. Qui invece il virus resta sospeso. Non sappiamo nemmeno con chiarezza assoluta che fine faccia dopo lo scontro tra Hughie e Butcher. Possiamo immaginare che Hughie lo distrugga o lo renda inutilizzabile, ma il finale non ci dà un momento netto, definitivo, memorabile.
Per un elemento così importante, è poco.
Il finale resta forte, ma meno compatto
Questo non significa che il finale di The Boys sia da buttare. Ci sono scelte potenti: Patriota privato dei poteri, Butcher fermato da Hughie, Vought ancora in piedi, Stan Edgar che torna al comando. La serie non chiude con la favoletta. Il sistema sopravvive, e questo è molto coerente con lo spirito di The Boys.
Però la gestione del virus indebolisce la compattezza della stagione. Perché una cosa è sorprendere lo spettatore. Un’altra è fargli pensare che una trama preparata a lungo sia stata ridimensionata all’ultimo.
Il virus doveva essere il centro del conflitto finale. Doveva costringere tutti a scegliere. Doveva mettere Hughie davanti a Butcher prima, non solo alla fine. Doveva rendere la domanda più dolorosa: quanto sei disposto a sacrificare pur di impedire che nasca un altro Patriota?
Così, invece, resta una buona idea non sfruttata fino in fondo.
Ed è un peccato, perché The Boys aveva costruito una delle armi narrative più interessanti del suo universo. Un virus anti-super non è solo una minaccia fisica. È una domanda morale con le gambe. È la tentazione della soluzione totale. È Butcher trasformato in sterminatore convinto di essere ancora dalla parte giusta.
La serie lo capisce. Ma lo capisce troppo in fretta.
E tu cosa ne pensi? Il virus anti-super doveva avere un ruolo più grande nel finale di The Boys o la serie ha fatto bene a chiudere soprattutto sullo scontro tra Patriota, Butcher e Hughie? Scrivilo nei commenti.


