La quinta stagione di The Boys ha riportato in scena Madelyn Stillwell, e la cosa colpisce subito perché parliamo di un personaggio morto alla fine della prima stagione. Chi ha visto la serie se lo ricorda bene: era stata proprio lei, dirigente della Vought, a costruire con Patriota uno dei rapporti più disturbanti di tutto il racconto. Un rapporto fatto di controllo, manipolazione, dipendenza e un’ambiguità che la serie non ha mai provato ad addolcire. Adesso Stillwell torna, ma non nel modo in cui qualcuno potrebbe aspettarsi. Non è una resurrezione vera. È qualcosa di più inquietante, perché nasce direttamente dalla mente di Patriota.
Nel terzo episodio della quinta stagione, intitolato Every One of You Sons of B*tches, Patriota ha una visione di Madelyn. Lei gli appare come una specie di figura angelica, avvolta nella luce, quasi sacra. Solo che la scena non ha nulla di rassicurante. Al contrario, serve a far capire quanto lui stia ormai sprofondando in una versione sempre più delirante di sé stesso. Questa Madelyn non è lì per fermarlo, né per ricordargli un briciolo di umanità. È la voce che lo spinge a sentirsi superiore a tutti, destinato a qualcosa di più grande, quasi divino. In pratica, non è il ritorno di un personaggio: è il ritorno di un’ossessione.
Ed è qui che la scena funziona bene. The Boys ha sempre giocato con il grottesco, con la violenza e con quel gusto esagerato che ormai fa parte del suo marchio. Però, sotto tutto quel sangue e tutta quella follia, resta una serie che quando vuole sa ancora leggere bene i suoi personaggi. In questo caso il punto è semplice: Patriota non sta solo perdendo il controllo del potere, sta perdendo il controllo della propria testa. E il fatto che a parlargli sia proprio Madelyn Stillwell non è casuale. Lei è una ferita che non si è mai chiusa davvero.
Dopotutto era stata lei a trattarlo come un dio da gestire e come un bambino da tenere buono, tutto nello stesso momento. Lo lusingava, lo conteneva, lo manipolava. E lui, che pure alla fine l’ha uccisa, evidentemente non ha mai smesso di portarsela dentro. La serie lo aveva già suggerito in passato. Nella seconda stagione, per esempio, Patriota aveva chiesto al mutaforma Doppelgänger di assumere proprio l’aspetto di Stillwell. Già lì era chiaro che quella presenza, nella sua mente, non se n’era mai andata davvero. Solo che adesso la faccenda è molto più grave, perché questa visione arriva in un momento in cui Patriota è già fuori asse.
La quinta stagione, almeno da quello che si è visto finora, sta insistendo parecchio sul suo crollo. Prime Video in Italia presenta la stagione dicendo apertamente che Patriota controlla l’America ricorrendo al terrore fascista e rinchiudendo i dissidenti nei cosiddetti Campi di libertà. Già questa descrizione basta a far capire il livello a cui siamo arrivati. Ma il punto non è solo politico o militare. È anche personale. Patriota continua a sentirsi minacciato da chiunque non lo adori abbastanza, continua a vivere ogni dubbio come un affronto e ogni critica come un tradimento. E una visione come quella di Madelyn, invece di rallentarlo, lo spinge ancora più avanti.
La cosa interessante è che The Boys qui non usa Stillwell come semplice cameo nostalgico. Non è la classica comparsa pensata per strappare un sorriso ai fan della prima stagione. È un pezzo del personaggio di Patriota che torna a galla nel momento peggiore. E forse è proprio per questo che il ritorno funziona. Non guarda al passato per il gusto di farlo. Guarda al passato per spiegare meglio il presente.
Poi, certo, resta anche una questione più ampia che da anni accompagna la serie. Una parte del pubblico pensa che The Boys continui a girare troppo intorno a Patriota, che lo tenga sempre al centro e che abbia paura di spostare davvero gli equilibri. È una critica che si sente spesso, e non nasce dal nulla. Però in questo caso il ritorno di Stillwell non mi sembra un modo per allungare il brodo. Mi sembra piuttosto un altro tassello del suo crollo. E se il finale della serie vuole davvero portarlo fino al punto di rottura, allora una scena del genere ha senso.
In fondo Madelyn Stillwell era stata una delle poche persone capaci di entrare davvero nella sua testa. Il fatto che adesso ricompaia proprio lì, sotto forma di allucinazione, è quasi inevitabile. È il segno che Patriota non riesce più a distinguere tra la voce che lo lusinga e la voce che lo condanna. E quando uno come lui smette di vedere la differenza, di solito non finisce bene per nessuno.
Il ritorno di Stillwell, quindi, non serve a sorprendere. Serve a ricordare che i fantasmi più pericolosi di Patriota non sono i nemici che ha davanti. Sono quelli che continua a portarsi dentro.
Dimmi nei commenti se questa scena ti è sembrata una delle più forti della stagione oppure se pensi che The Boys stia insistendo troppo sempre sulle stesse ossessioni di Patriota.


