Quattro stagioni a guardare Patriota accumulare potere, privilegi e una quantità di sangue altrui sulle mani che richiederebbe una lavanderia industriale per smaltire. Alla fine della quarta stagione era diventato presidente degli Stati Uniti de facto, carica che sulla carta avrebbe dovuto soddisfarlo. Non lo ha soddisfatto, naturalmente, perché Patriota non è il tipo di persona che si accontenta, ed Eric Kripke lo sa benissimo. La quinta e ultima stagione, disponibile su Prime Video dall’8 aprile, sta costruendo il capitolo conclusivo di questo personaggio in una direzione che nessuno avrebbe previsto tre anni fa e che adesso sembra l’unica possibile: Patriota vuole diventare Dio.
Non metaforicamente. Non nel senso di “vuole un potere assoluto”, quello ce l’ha già. Nel senso letterale: si vede come il messia, vuole che tutti gli altri lo vedano allo stesso modo, e sta lavorando attivamente per costruire una chiesa intorno alla sua persona. Il quarto episodio della stagione, intitolato King of Hell, lo conferma senza ambiguità.
Attenzione: seguono spoiler sul quarto episodio della stagione 5.
La visione, l’angelo e la domanda che nessuno dovrebbe farsi
Nel terzo episodio Patriota ha un’allucinazione in cui Madelyn Stillwell, la dirigente Vought che aveva ucciso alla fine della prima stagione, gli appare in forma angelica incoraggiandolo ad “ascendere”. La frase chiave è: “Perché Gesù dovrebbe avere più amore di te?” Non è una domanda retorica. È la risposta che Patriota stava cercando senza saperlo.
Il quarto episodio costruisce su queste fondamenta. Patriota parla a Firecracker, la propagandista di corte, spiegandole che un angelo gli ha rivelato il suo destino come Dio. Firecracker inizialmente pensa che intenda servire Dio, nel senso tradizionale del termine. Quando Patriota chiarisce che non ha nessuna intenzione di servire nessuno, Firecracker riesce solo a balbettare un “Congratulazioni” terrorizzato, che è probabilmente la reazione più onesta che chiunque potesse avere in quella situazione.
Patriota vuole che Firecracker diffonda la sua parola, nel senso letterale del termine. Lei alla fine decide che la chiesa di Patriota deve fondersi con il nazionalismo americano che già promuove, e formula la teologia del nuovo ordine con una sintesi che dice molto sullo stato della satira nel 2026: “Le cose che predicava Gesù, porgere l’altra guancia, accogliere gli stranieri, prendersi cura dei poveri: quella roba non si vende più.” Nel frattempo il super Padre (interpretato da Daveed Diggs, new entry della stagione), predicatore di fama, si unisce alla causa promuovendo questa “Chiesa Democratica d’America.”
Perché questo è il momento satirico più inquietante di tutta la serie
The Boys è sempre stata satira, ma satira che esagerava deliberatamente per creare distanza tra la finzione e la realtà. Supereroi come prodotti di marketing, aziende che gestiscono l’immagine pubblica dei salvatori del mondo, politica e spettacolo che si fondono fino a diventare indistinguibili. Esagerazioni, appunto. Almeno fino a un certo punto.
Eric Kripke ha dichiarato che la quinta stagione è stata scritta prima delle elezioni americane del 2024. Il terzo episodio è uscito la stessa settimana in cui Donald Trump pubblicava su Truth Social un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritraeva come Gesù. Trump ha poi smentito di aver voluto dire quello, precisando che pensava fosse l’immagine di un medico che guariva i malati, spiegazione che lascia qualche dubbio su come legga le immagini. Kripke ha commentato che alcune coincidenze potrebbero convincere anche i non credenti che un Dio esiste, probabilmente quello dell’ironia.
Il complesso del messia di Patriota non è una novità assoluta nella serie. Già nella terza stagione, in privato, aveva detto: “L’unico uomo nel cielo sono io.” Stormfront, la super nazista della seconda stagione, lo considerava il suo salvatore, ma Patriota respingeva l’ideologia della razza ariana perché si vedeva come una razza a sé, superiore a qualsiasi categoria collettiva. La differenza con la stagione 5 è che adesso lo sta dicendo ad alta voce e vuole che tutti lo sentano.
C’è anche la questione della formula V-One, la versione originale del Composto V che renderebbe Patriota immortale. Non abbastanza essere il più potente: vuole essere eterno. Un vero dio non muore, e Patriota ha già abbastanza problemi con i concetti di limite e di fine da non voler aggiungere anche quello della propria mortalità alla lista.
La storia del complesso di Dio di Patriota e le radici nel fumetto originale
Questo arco narrativo non esiste nel fumetto originale di Garth Ennis e Darick Robertson, su cui la serie è basata. Ennis è ateo dichiarato, cresciuto nell’Irlanda del Nord durante i Troubles, periodo che ha descritto come “persone che si combattono per come adorano il loro amico immaginario.” Il suo fumetto Preacher è letteralmente la storia di qualcuno che cerca di uccidere Dio. The Boys non va in quella direzione, ma lo spirito critico verso l’uso della religione come strumento di potere è presente fin dal fumetto e nella serie televisiva viene portato alle conseguenze logiche più estreme.
Kripke ha descritto l’arco di Patriota in tutta la serie con una frase semplice: “Più potere accumula, meno è felice.” La presidenza non lo ha reso felice. Il controllo totale non lo ha reso felice. La divinità autoproclamata sarà l’ultima fermata di questo percorso, e la quinta stagione ha ancora quattro episodi per mostrare come va a finire quando qualcuno che non ha mai imparato a perdere si trova davanti all’unica cosa che non può controllare: quello che gli altri pensano davvero di lui, sotto la paura.
La serie è su Prime Video. Gli episodi escono settimanalmente. Il tempo di costruire una teoria sul finale, di pubblicarla da qualche parte, e di scoprire che Kripke aveva già deciso tutto molto prima che tu iniziassi a guardare.


