Nel 1993 Jurassic Park cambiò per sempre il modo in cui immaginavamo i dinosauri. Smettevano di essere disegni su un libro e diventavano creature vive, credibili, spaventose. Trent’anni dopo, Steven Spielberg torna sull’argomento con The Dinosaurs: la vera storia, una docuserie in quattro episodi disponibile su Netflix dal 6 marzo che non ha nulla da invidiare a quella rivoluzione visiva. Anzi, per certi versi va anche oltre.
Non il solito documentario sui dinosauri
La prima cosa da sapere è che questa non è la solita docuserie con fossili, esperti in camice bianco e ricostruzioni approssimative. The Dinosaurs funziona come un vero e proprio racconto naturalistico, sulla scia dei grandi documentari sulla vita animale, e si vede: dietro al progetto c’è Silverback Films, la stessa casa di produzione che ha realizzato documentari come Ocean with David Attenborough. Quella cultura del racconto si sente in ogni episodio.
La serie copre quattro grandi ere della storia dei dinosauri: la nascita, la conquista del pianeta, il dominio assoluto e infine la caduta. Ogni episodio segue da vicino uno o più dinosauri specifici, molti dei quali probabilmente non hai mai sentito nominare, e racconta la loro vita quotidiana con la stessa cura con cui un documentario moderno racconta leoni o elefanti. Non solo T-rex e Triceratopi, insomma: qui si va molto più in profondità.
Gli effetti visivi di Industrial Light & Magic sono qualcosa di straordinario
Il vero protagonista della serie è la tecnologia. Industrial Light & Magic, la leggendaria casa di effetti speciali co-fondata da George Lucas negli anni Settanta, firma ogni singola immagine dei dinosauri. Il risultato è semplicemente sbalorditivo. Le creature si muovono in piena luce, in mezzo a paesaggi dettagliatissimi, senza mai sembrare finte. Ogni pelo, ogni scaglia, ogni riflesso negli occhi è curato al millimetro. Non è un caso che questo sia il gruppo che aveva già rivoluzionato tutto con Jurassic Park: qui però non stanno supportando un film, sono loro il film.
A guidare lo spettatore attraverso tutto questo c’è la voce di Morgan Freeman. Freeman racconta un mondo spietato con la sua calma inconfondibile, e il contrasto tra il tono rassicurante e le scene che descrive è uno dei punti di forza della serie.
Non è per i bambini, e questo è un pregio
The Dinosaurs è una docuserie dura. I dinosauri nascono, lottano per sopravvivere, vengono uccisi. La serie non addolcisce nulla e non risparmia nessuno. Alcune scene sono difficili da guardare proprio perché questi animali vengono raccontati con una tale cura da sembrare reali, con le loro paure e la loro solitudine.
L’unico limite è la struttura degli episodi, sempre uguale: viene introdotto un dinosauro, lo seguiamo nella sua lotta per la sopravvivenza e poi lo perdiamo. Dopo quattro episodi consecutivi questo schema comincia a pesare un po’, e l’impatto emotivo delle prime puntate si attenua. Non abbastanza però da rovinare un’esperienza visiva che non ha eguali in questo momento su nessuna piattaforma.
La serie chiude con una nota di speranza e rispetto verso queste creature, ricordando che la loro fine ha reso possibile la nostra esistenza. Un finale che lascia il segno.
Hai già visto The Dinosaurs: la vera storia? Quale episodio ti ha colpito di più? Scrivilo nei commenti.
La Recensione
The Dinosaurs, la vera storia
The Dinosaurs: la vera storia è una docuserie visivamente straordinaria, resa possibile dalla tecnologia di Industrial Light & Magic e dalla regia attenta di chi sa come raccontare la natura. La struttura degli episodi tende a ripetersi e l'impatto emotivo cala verso la fine, ma la qualità delle immagini e la profondità del racconto la rendono una delle migliori produzioni Netflix di questo periodo.
PRO
- Gli effetti visivi di ILM sono semplicemente senza paragoni
- Racconta dinosauri poco conosciuti, non solo i soliti T-rex
- Il tono è quello dei grandi documentari naturalistici, non di una lezione scolastica
CONTRO
- La struttura degli episodi è sempre uguale e alla lunga si sente


