The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine è uscito nei cinema italiani il 26 agosto, ma il debutto non è quello che Ridley Scott e Disney speravano. Il film con Jacob Elordi, Josh Brolin e Margaret Qualley ha aperto con circa 8 milioni di dollari negli Stati Uniti e poco più di 19 milioni nel mondo, mentre in Italia si è fermato a 668.817 euro nei primi cinque giorni, con 86.320 spettatori e un debutto al quinto posto.
Numeri complicati soprattutto perché il budget del film è molto alto: le stime oscillano, ma The Numbers lo indica a circa 110 milioni di dollari.
Ridley Scott resta uno dei registi più importanti della storia recente del cinema, e il cast è tutt’altro che debole. Eppure il pubblico non sta correndo in sala.
Ci sono almeno cinque motivi che possono spiegare questa partenza.
1. Le recensioni e il passaparola non stanno aiutando
Un film come The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine aveva bisogno soprattutto di una cosa: uscire dalla sala con spettatori pronti a consigliarlo agli amici.
Non appartiene a un franchise, non ha un supereroe conosciuto e non vive della nostalgia di un marchio famoso. Per conquistare il pubblico deve quindi convincere attraverso il film stesso.
Le prime reazioni, invece, sono state piuttosto tiepide.
Negli Stati Uniti il pubblico della prima sera gli ha assegnato un C+ secondo CinemaScore, un risultato che di solito non indica un entusiasmo particolarmente forte.
Questo non significa che il film sia brutto o che non possa piacere. Significa però che non sta generando quella sensazione da “devi assolutamente andare a vederlo” che spesso permette alle produzioni originali di crescere dopo un debutto modesto.
Per un progetto costato così tanto, partire senza un passaparola travolgente è già un problema.
2. È arrivato al cinema mentre altri film continuano a dominare
Fine agosto poteva sembrare una finestra perfetta.
Molti blockbuster estivi erano già nelle sale da settimane e The Dog Stars avrebbe potuto ritagliarsi uno spazio proprio.
In realtà la concorrenza è rimasta molto forte.
Negli Stati Uniti Spider-Man: Brand New Day ha continuato a guidare il box office, mentre Coyote vs. Acme ha debuttato con circa 15,5 milioni di dollari, quasi il doppio degli 8 milioni raccolti dal film di Scott. Anche Odissea di Christopher Nolan continua a portare pubblico in sala.
In Italia il quadro è simile.
Nel weekend del 27-30 agosto Oceania ha incassato altri 1,86 milioni di euro, Odissea circa 1,34 milioni e Spider-Man: Brand New Day quasi 940 mila euro. La riedizione di Harry Potter e la pietra filosofale ha inoltre superato The Dog Stars, che si è fermato al quinto posto.
Il pubblico aveva quindi parecchie alternative.
3. Jacob Elordi e Margaret Qualley sono famosi, ma non garantiscono ancora il biglietto
Il cast sembra costruito apposta per attirare pubblici differenti.
Jacob Elordi è uno degli attori più richiesti della sua generazione. Margaret Qualley ha guadagnato enorme visibilità dopo The Substance. Josh Brolin, Guy Pearce, Allison Janney e Benedict Wong completano un gruppo di interpreti di grande esperienza.
Il problema è un altro.
Essere molto conosciuti non significa automaticamente riuscire a trascinare milioni di persone al cinema soltanto con il proprio nome.
Elordi e Qualley possono aumentare l’interesse verso un progetto, ma al momento è difficile dire che siano star capaci di trasformare qualsiasi film in un evento.
Con una produzione che può essere costata oltre 100 milioni, serviva probabilmente qualcosa in più della semplice curiosità verso il cast.
4. Il marketing non ha reso chiarissimo che film fosse
Anche la premessa non è facilissima da vendere.
The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine è ambientato nel 2035, dopo una pandemia che ha decimato gran parte della popolazione mondiale. Hig, interpretato da Jacob Elordi, vive in un aeroporto abbandonato insieme al suo cane e al survivalista Bangley, interpretato da Josh Brolin. Una misteriosa trasmissione radio lo convince però a lasciare la relativa sicurezza del suo rifugio e partire alla ricerca di altre persone.
È una premessa interessante, ma attraverso trailer e spot può sembrare tante cose contemporaneamente.
Un film post-apocalittico.
Un dramma.
Un thriller di sopravvivenza.
Una storia romantica.
Un racconto sulla solitudine.
Manca quell’elemento immediato che permette allo spettatore di capire in pochi secondi perché dovrebbe scegliere proprio questo film.
Non ci sono zombie, non c’è un nemico iconico e non esiste una saga precedente alla quale aggrapparsi.
Per una produzione così costosa, una campagna promozionale poco chiara può pesare parecchio.
5. Il budget rende ogni risultato molto più pesante
Questo resta probabilmente il problema principale.
The Numbers indica un budget di produzione di circa 110 milioni di dollari, mentre altre stime circolate prima dell’uscita erano più basse. Anche prendendo il valore più prudente, parliamo comunque di una cifra importante per un film adulto, post-apocalittico e non legato a un franchise.
Il debutto mondiale da poco più di 19 milioni diventa quindi preoccupante.
Gli studios non trattengono l’intero prezzo dei biglietti e al costo di produzione bisogna aggiungere promozione e distribuzione.
Se The Dog Stars fosse costato 30 o 40 milioni, una partenza del genere sarebbe stata recuperabile con maggiore tranquillità.
Con queste cifre, invece, serve una corsa molto lunga.
E il primo weekend non suggerisce per ora un’esplosione imminente.
Anche in Italia la partenza è modesta, ma il film è stato girato in gran parte da noi
Il dato italiano merita attenzione.
The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine è arrivato nelle nostre sale mercoledì 26 agosto con Walt Disney Studios Motion Pictures Italia. Nei primi cinque giorni ha incassato 668.817 euro, con 86.320 spettatori. Nel solo weekend ha raccolto 555.848 euro, debuttando al quinto posto.
Non è un disastro assoluto dopo pochi giorni, ma è un risultato contenuto considerando la dimensione del progetto.
C’è però una curiosità che per noi italiani rende il film particolare: buona parte della produzione è stata girata proprio nel nostro Paese.
Scott ha lavorato tra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Abruzzo, Lazio e Cinecittà, trasformando diversi paesaggi italiani nel Colorado devastato dalla pandemia. In Abruzzo, per esempio, sono state utilizzate aree tra Ovindoli, Preturo e Avezzano.
Quindi diverse immagini che sembrano arrivare dagli Stati Uniti sono in realtà molto più vicine a noi.
Ridley Scott ha messo insieme un grande cast, un budget importante e una storia tratta dal romanzo Le stelle del cane di Peter Heller.
Per ora, però, la formula non sta convincendo abbastanza pubblico.
Secondo te quale dei cinque motivi pesa di più sul risultato di The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine? E andrai comunque a vederlo al cinema? Scrivilo nei commenti.


