Ridley Scott è tornato al cinema con The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine, ma il pubblico americano per ora non sembra essersi fatto conquistare. Il thriller post-apocalittico con Jacob Elordi, Josh Brolin, Margaret Qualley e Guy Pearce ha debuttato negli Stati Uniti con circa 8 milioni di dollari, uno dei peggiori esordi recenti nella carriera del regista. E considerando il budget molto alto, il problema non è piccolo.
Il film è uscito negli Stati Uniti il 28 agosto, due giorni dopo l’arrivo nelle sale italiane, dove è distribuito da 20th Century Studios.
Otto milioni nel primo weekend sono pochi per un film così costoso
Il dato che pesa di più è proprio quello economico.
Secondo le stime circolate negli Stati Uniti, The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine avrebbe aperto con circa 8 milioni di dollari nel primo fine settimana. Una cifra modesta per una produzione di questo livello, soprattutto perché il budget viene indicato tra 70 e oltre 100 milioni di dollari, prima ancora di considerare promozione e distribuzione.
Il confronto con The Last Duel viene spontaneo. Il film di Scott del 2021 debuttò peggio, con circa 4,7 milioni, ma arrivò durante un periodo in cui il box office era ancora fortemente condizionato dalla pandemia. Stavolta il mercato è molto più normale, quindi gli 8 milioni fanno più rumore.
Il problema non sembra essere Jacob Elordi
Sulla carta il film aveva parecchie carte da giocarsi.
Jacob Elordi interpreta Hig, un pilota sopravvissuto a una pandemia che ha decimato la popolazione mondiale. Vive isolato insieme a Bangley, un ex militare interpretato da Josh Brolin, finché una misteriosa trasmissione radio lo spinge ad allontanarsi dal loro rifugio per cercare altre persone e forse un motivo per continuare a sperare.
Nel cast ci sono anche Margaret Qualley, Guy Pearce, Allison Janney e Benedict Wong.
Non manca quindi il richiamo degli attori.
E anche le recensioni, pur essendo fredde sul film, non stanno attaccando particolarmente Elordi. Anzi, diverse hanno riconosciuto il suo carisma da protagonista e apprezzato Josh Brolin, che interpreta uno dei personaggi più ruvidi e divertenti della storia.
Il film però non ha convinto la critica
Su Rotten Tomatoes The Dog Stars è fermo attorno al 40% di recensioni positive, un risultato piuttosto basso per un film di Ridley Scott.
Le critiche si assomigliano parecchio.
La fotografia viene apprezzata.
L’atmosfera funziona.
Gli attori fanno il loro lavoro.
Il problema, secondo molti recensori, sarebbe soprattutto la storia: troppo familiare per chi ha visto molti racconti post-apocalittici, con un ritmo lento e una sceneggiatura che non sempre riesce a dare forza alle idee del romanzo.
Ed è un problema serio per un film che deve convincere il pubblico a comprare un biglietto.
Oggi non basta più avere un regista famoso e un cast importante.
Serve qualcosa che faccia pensare: “questo devo vederlo al cinema”.
Neppure il nome di Ridley Scott basta più da solo
Ridley Scott ha diretto Alien, Blade Runner, Il gladiatore, The Martian e decine di altri film entrati nella cultura popolare.
Ma il suo nome, oggi, non garantisce automaticamente un grande incasso.
Negli ultimi anni la sua filmografia ha alternato risultati molto diversi.
House of Gucci ha trovato un pubblico.
Napoleon ha fatto discutere.
Il gladiatore II è stato un progetto molto più grande e riconoscibile.
The Last Duel, invece, è stato uno dei flop più pesanti della sua carriera recente.
Ora The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine rischia di aggiungersi a quella lista.
Scott resta un regista capace di lavorare con una velocità incredibile persino a 88 anni, ma il pubblico sembra scegliere sempre di più il singolo progetto e sempre meno il nome sulla locandina.
E pensare che il film è stato girato anche in Italia
C’è una curiosità che rende il progetto particolarmente interessante per noi.
Anche se la storia è ambientata in Colorado, molte riprese sono state realizzate in Italia, tra Dolomiti, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Roma e Cinecittà.
Scott ha quindi trasformato diversi paesaggi italiani nell’America devastata dalla pandemia raccontata nel film.
La produzione ha lavorato parecchio anche sul rapporto tra Hig e Jasper, il cane che lo accompagna. Per interpretarlo sono stati utilizzati tre Blue Heeler differenti, e Jacob Elordi ha raccontato che sul set rispondevano meglio ai salumi che ai normali premi usati durante l’addestramento.
Un dettaglio buffo dentro una storia molto più cupa.
The Dog Stars arriva da un romanzo molto conosciuto
Il film è tratto dal romanzo Le stelle del cane di Peter Heller, pubblicato nel 2012.
La sceneggiatura è di Mark L. Smith, già autore di The Revenant e collaboratore dello stesso Scott.
Il materiale di partenza aveva quindi un’identità forte: pandemia, solitudine, sopravvivenza, bisogno di contatto umano.
Il problema è che nel 2026 il pubblico ha già visto tantissime variazioni sul mondo post-apocalittico.
Da The Last of Us a decine di film e serie recenti, bisogna trovare un elemento molto preciso per distinguersi.
The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine sembra non essere riuscito a comunicarlo abbastanza bene.
Coyote vs. Acme gli ha fatto ancora più male
Il fine settimana americano ha reso il risultato ancora più evidente.
Nelle stesse giornate Coyote vs. Acme, film che per anni rischiava addirittura di non uscire, ha debuttato con oltre 15 milioni di dollari.
Quasi il doppio.
È una situazione curiosa: da una parte Ridley Scott, Jacob Elordi, Josh Brolin e una produzione costosissima; dall’altra Willy il Coyote in un film che uno studio aveva deciso di mettere da parte.
Il pubblico, almeno nel primo weekend, ha scelto il secondo.
È troppo presto per parlare di flop definitivo, ma servirà una rimonta enorme
Otto milioni al debutto non significano automaticamente che il film sia già morto commercialmente.
Esistono il mercato internazionale, le settimane successive e poi lo streaming.
Ma per un film con un budget così alto servirebbe una tenuta eccezionale.
E con recensioni al 40%, il passaparola rischia di non essere abbastanza forte.
La vera domanda, quindi, non è se Ridley Scott sappia ancora dirigere.
A giudicare persino dalle recensioni negative, il mestiere e l’occhio visivo non sono spariti.
La domanda è se The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine fosse il film giusto da produrre con un investimento così importante.
E soprattutto se oggi il pubblico sia ancora disposto ad andare al cinema soltanto perché dietro la telecamera c’è una leggenda.
Tu hai già visto The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine? Secondo te Ridley Scott resta un nome sufficiente per convincerti ad andare al cinema oppure ormai scegli solo in base al singolo film? Scrivilo nei commenti.


