C’è una scena all’inizio di The Drama – Un segreto è per sempre che vale da sola il prezzo del biglietto. Charlie vede Emma in un bar, le si avvicina nervosamente fingendo di conoscere il libro che lei sta leggendo, e quando pensa di essere stato completamente ignorato si ritira al suo tavolo con tutta la vergogna del mondo addosso. Poi torna per scusarsi, e solo in quel momento capisce che Emma è sorda da un orecchio e aveva un auricolare nell’altro – non lo stava ignorando, non aveva sentito niente. Lei gli sorride e gli dice di ricominciare da capo, di riprovare. È una scena semplice, tenera, perfettamente costruita. E già da qui si capisce che Kristoffer Borgli sa esattamente dove vuole arrivare.
Il film uscirà il 2 aprile nelle sale italiane. Prodotto da A24, ed è il terzo lungometraggio del regista norvegese dopo Sick of Myself e Dream Scenario. L’ho guardato sapendo poco di quello che sarebbe successo, e vi consiglio di fare lo stesso prima di guardare trailer vari, perché The Drama – Un segreto è per sempre funziona molto meglio se ci si arriva senza aspettative precise.
La storia è semplice nella premessa e complicatissima nell’esecuzione. Charlie ed Emma stanno per sposarsi. Tutto sembra andare nel verso giusto – si amano, ridono quando stanno vicini, stanno bene insieme. Poi, durante una cena con i loro migliori amici per definire il menù del matrimonio, tra un bicchiere di vino e l’altro qualcuno propone un gioco: ognuno racconta la cosa peggiore che abbia mai fatto nella sua vita. Tutti dicono la loro. Quando tocca a Emma, quello che racconta – qualcosa che ha quasi fatto ma non ha portato a termine, un episodio del suo passato adolescenziale – è abbastanza da far calare il silenzio sulla stanza. E da quel momento in poi, per Charlie, niente è più uguale a prima.
Quello che mi ha colpito di più è il modo in cui Borgli racconta la psicologia di Charlie senza giustificarlo e senza condannarlo. Lo capiamo, perché chiunque si è trovato nella situazione di non riuscire a togliersi dalla testa qualcosa che razionalmente sa che non dovrebbe pesare. Charlie sa che Emma non ha fatto nulla – che si è fermata in tempo, che era una ragazza diversa, che tutto questo è preistoria. Ma la testa non funziona così. E guardarlo scivolare lentamente in questo loop ossessivo è a tratti insopportabile, nel senso migliore del termine.
Zendaya è straordinaria. Probabilmente la sua performance più sfaccettata fino a oggi – Emma è un personaggio che deve reggere la vergogna, la frustrazione, la tristezza e l’amore nello stesso momento, spesso nella stessa scena, e lei ci riesce con una naturalezza che fa quasi paura. Ci sono due momenti in particolare che mi hanno lasciato senza parole: uno in cui immagina la reazione che avrebbe voluto da Charlie, dove lui ride e la abbraccia come se niente fosse successo – una scena breve e devastante – e un altro nel finale che non posso raccontare ma che è tra le cose più belle che ho visto al cinema nell’ultimo anno.
Robert Pattinson si conferma un attore che non ama le zone confort. Charlie è un personaggio difficile da amare man mano che il film avanza, e Pattinson lo porta in territori sempre più scomodi con una precisione chirurgica. C’è qualcosa di fisicamente diverso in lui rispetto ai suoi ruoli precedenti – una goffaggine nuova, quasi comica in certi momenti e straziante in altri – che funziona perfettamente per questo personaggio.
Il film ha una struttura circolare molto elegante: idee e immagini che tornano in modi diversi, un finale che risponde all’inizio senza essere meccanico. Borgli dimostra una maturità narrativa superiore a tutto quello che aveva fatto prima, con personaggi che nel film hanno uno spessore che nei lavori precedenti mancava. Il tono oscilla continuamente tra commedia e dramma, spesso nello stesso respiro, e questo equilibrio regge per tutti i 105 minuti.
Non è un film facile da guardare, e non è un film che lascia soddisfatti nel senso convenzionale del termine. È un film che ti mette a disagio su domande che probabilmente non ti eri mai fatto sul tuo rapporto con le persone che ami: quanto del passato di qualcuno sei disposto ad accettare? E soprattutto – la cosa più scomoda – quanto di quello che pensi di accettare riesci davvero a metabolizzare?
Pensi di poter davvero accettare il passato di chi ami senza che ti cambi il modo di vederlo, o c’è sempre qualcosa che una volta saputo non si può più ignorare del tutto? Scrivilo nei commenti – The Drama – Un segreto è per sempre pone esattamente questa domanda, e non dà risposte facili.
La Recensione
The Drama - Un segreto è per sempre
The Drama - Un segreto è per sempre è uno dei film più onesti e scomodi sull'amore che abbia visto negli ultimi anni. Borgli costruisce una storia precisa, elegante e disturbante, con due protagonisti in forma eccellente e una scrittura che non sceglie mai la strada più comoda. Non è per tutti, ma chi entra in sintonia con il suo tono non lo dimenticherà facilmente.
PRO
- Zendaya e Pattinson sfornano due delle migliori performance dell'anno, complementari e perfettamente calibrate
- La scrittura di Borgli è la più matura della sua carriera: personaggi veri, struttura elegante, finale memorabile
- Affronta domande sull'amore e sul passato che pochissimi film hanno il coraggio di toccare davvero
CONTRO
- Chi non riesce a empatizzare con i meccanismi ossessivi di Charlie farà fatica a restare coinvolto per tutta la durata


