The East Palace, la nuova serie coreana arrivata su Netflix il 17 luglio con tutti gli otto episodi, porta lo spettatore dentro un palazzo reale coreano infestato dai fantasmi, mescolando intrighi di corte e horror soprannaturale in un modo che, va detto subito, funziona meglio agli occhi che alla mente.
La storia è ambientata in un’epoca storica non meglio definita, ispirata al periodo Joseon della Corea antica. Il re, interpretato da Cho Seung-woo, ha già perso tre figli in circostanze misteriose, e quando anche l’ultimo erede rimasto rischia di fare la stessa fine, decide di affidarsi a Gu-cheon, un giovane capace di passare dal mondo dei vivi a quello degli spiriti e di combattere i fantasmi con la propria spada. Ad affiancarlo c’è Saeng-gang, una dama di corte che nasconde un segreto legato proprio alla propria capacità di sentire e comunicare con i morti. Insieme, i due dovranno scoprire cosa si nasconde davvero dietro la maledizione che sta colpendo la famiglia reale.
A mio avviso il primo, grande merito di questa serie è la qualità con cui è stata girata. Ogni scena sembra curata nei minimi dettagli, dai costumi fino alle architetture del palazzo, passando per gli effetti visivi usati per dare corpo al mondo degli spiriti, diviso con grande chiarezza dal mondo reale attraverso scelte di colore e di luce sempre riconoscibili. Anche le scene di combattimento, coreografate con grande cura, restituiscono un senso di spettacolarità raro da trovare in una produzione televisiva.
Sul fronte recitativo, chi conosce già Nam Joo-hyuk lo ritroverà in una versione più matura rispetto ai ruoli per cui è diventato celebre, capace di restituire con naturalezza la malinconia di un personaggio segnato fin da bambino dalla perdita della madre. È però Roh Yoon-seo, nei panni di Saeng-gang, a convincermi ancora di più. Il suo personaggio non si limita mai a fare da spalla al protagonista maschile, ma porta avanti un proprio percorso autonomo, prendendo decisioni proprie e salvando la situazione tanto quanto viene salvata a sua volta, un equilibrio non scontato per una storia ambientata in un’epoca storica in cui le donne avevano solitamente pochissimo spazio di azione.
Il limite più evidente della serie riguarda invece la costruzione della trama, spesso più interessata a moltiplicare misteri e nuove regole sul funzionamento del mondo degli spiriti che a spiegarli con chiarezza allo spettatore. Alcuni concetti fondamentali per capire la storia, come la differenza tra le diverse categorie di fantasmi che popolano il racconto, vengono introdotti con una fretta che rischia di confondere chi guarda, soprattutto nei primi episodi. Anche l’originalità complessiva della premessa, un palazzo maledetto e due investigatori del sovrannaturale chiamati a risolvere il mistero, non si allontana troppo da formule già viste in altre produzioni coreane di genere simile.
Resta comunque una serie capace di intrattenere grazie soprattutto alla propria messa in scena e alla qualità del cast, anche per chi non è un appassionato abituale del genere horror fantasy coreano.
L’hai già vista? Facci sapere nei commenti se anche per te la qualità visiva basta a compensare una trama non sempre facile da seguire, o se preferisci storie fantasy costruite in modo più lineare.
La Recensione
The East Palace
The East Palace è una serie fantasy horror coreana che colpisce per la qualità visiva e per due interpretazioni principali molto convincenti, pur restando su una trama non sempre chiara e poco originale nella sua struttura di fondo.
PRO
- Una realizzazione visiva di altissimo livello, tra costumi, scenografie ed effetti speciali
- Roh Yoon-seo, che costruisce un personaggio femminile con una propria autonomia narrativa, mai relegato a semplice comprimaria
- Il ritorno di Nam Joo-hyuk in un ruolo capace di valorizzare il suo lato più maturo e drammatico
CONTRO
- Le regole del mondo degli spiriti vengono spiegate in modo confuso, soprattutto nei primi episodi


