Un padre disperato, una figlia rapita e 114 minuti di pura adrenalina. “The Furious” ha appena fatto il suo debutto mondiale al Toronto International Film Festival 2025 e i numeri parlano chiaro: 100% di gradimento su Rotten Tomatoes e standing ovation del pubblico. Non stiamo parlando del solito film d’azione hollywoodiano con effetti speciali a profusione, ma di un ritorno alle origini del cinema marziale che unisce icone pan-asiatiche sotto la regia di Kenji Tanigaki, il coreografo delle scene d’azione che ha ridefinito il genere con “SPL”.
La premessa potrebbe sembrare familiare – un padre che cerca disperatamente di salvare la figlia rapita – ma Tanigaki e il suo cast stellare trasformano questo archetipo narrativo in qualcosa di completamente nuovo. Il film riunisce veterani del cinema d’azione come Joe Taslim, Xie Miao, Brian Le e Yayan Ruhian, creando un ensemble che attraversa decenni di cinema marziale asiatico. Non è un caso che il progetto abbia attirato l’attenzione della critica internazionale: si tratta di uno di quei film d’azione puri che sembravano scomparsi dal panorama cinematografico contemporaneo.
Il successo al festival canadese non è casuale. Tanigaki, forte della sua esperienza come coreografo delle scene d’azione, ha saputo orchestrare 114 minuti di tensione continua partendo da un girato originale di ben quattro ore. Una post-produzione chirurgica che dimostra come l’arte del montaggio sia fondamentale per il ritmo di un film d’azione moderno. Purtroppo, al momento non c’è ancora una data ufficiale per l’uscita nelle sale italiane, ma considerando l’accoglienza trionfale di Toronto, è lecito aspettarsi un’acquisizione distributiva a breve.
La regia di Kenji Tanigaki e l’arte della coreografia d’azione
Kenji Tanigaki non è un nome nuovo per gli appassionati di cinema marziale. Come coreografo delle scene d’azione, ha contribuito a ridefinire gli standard del genere con lavori che hanno fatto scuola. Il suo approccio a “The Furious” privilegia l’azione continua rispetto ai tempi morti narrativi, creando un flusso cinematografico che tiene lo spettatore incollato allo schermo dall’inizio alla fine.
Durante l’intervista al TIFF, Tanigaki ha rivelato alcuni dettagli del processo produttivo che dimostrano la complessità dell’operazione. Il film è stato girato con un programma serratissimo, richiedendo una preparazione fisica intensiva da parte di tutto il cast. La sfida principale è stata mantenere la coerenza stilistica attraverso sequenze d’azione elaborate, ognuna delle quali richiedeva settimane di prove e coreografie precise.
Il regista ha anche spiegato come sia riuscito a condensare quattro ore di materiale girato in un lungometraggio di poco meno di due ore. Un lavoro di cesello che ha richiesto di sacrificare intere sequenze d’azione per mantenere il ritmo narrativo. Le scene eliminate, secondo Tanigaki, potrebbero trovare spazio in future edizioni estese o materiali extra.
Il cast pan-asiatico e l’alchimia tra veterani
Joe Taslim, già noto al pubblico internazionale per “The Raid” e “Fast & Furious 6”, porta in “The Furious” tutta la sua esperienza nel cinema d’azione. Durante l’intervista, l’attore indonesiano ha raccontato della preparazione fisica necessaria per affrontare le coreografie di Tanigaki, particolarmente impegnative anche per standard professionali.
Xie Miao, veterano del cinema marziale cinese, rappresenta il collegamento con la tradizione del genere. La sua presenza nel cast non è solo simbolica: l’attore ha portato nel progetto decenni di esperienza nelle arti marziali cinematografiche, contribuendo alla credibilità delle sequenze di combattimento.
Brian Le ha definito il suo ruolo come “territorio inesplorato”, suggerendo che il personaggio gli ha permesso di sperimentare registri interpretativi diversi rispetto alle sue precedenti esperienze. Yayan Ruhian, altro veterano del cinema d’azione indonesiano, ha invece paragonato “The Furious” alla sua vasta filmografia, sottolineando come il progetto si distingua per intensità e complessità coreografica.
L’impatto al Toronto International Film Festival
La première mondiale al TIFF 2025 ha rappresentato un momento cruciale per il film. Il cast e la troupe hanno descritto l’esperienza come elettrizzante, con il pubblico del festival che ha risposto con entusiasmo alle sequenze d’azione più spettacolari. L’accoglienza critica positiva, culminata nel 100% su Rotten Tomatoes, ha superato le aspettative più ottimistiche della produzione.
Il successo al festival rappresenta anche un riconoscimento importante per il cinema d’azione asiatico contemporaneo. In un periodo in cui Hollywood privilegia i cinecomic e gli effetti digitali, “The Furious” dimostra che c’è ancora spazio per il cinema d’azione tradizionale basato su coreografie reali e preparazione fisica degli attori.
Prospettive distributive e uscita italiana
Attualmente non esiste una data ufficiale per l’uscita di “The Furious” nelle sale italiane. Tuttavia, il successo al TIFF e l’interesse generato dalla critica internazionale fanno ben sperare per un’acquisizione distributiva rapida. Film di questo calibro e con questo tipo di accoglienza critica solitamente trovano distributori entro pochi mesi dalla première festivaliera.
Per quanto riguarda le piattaforme streaming, non ci sono ancora annunci ufficiali, ma considerando le tendenze attuali del mercato, è probabile che il film approdi su servizi digitali dopo il passaggio nelle sale. Netflix, Amazon Prime Video e Disney+ stanno investendo sempre più nel cinema d’azione asiatico, rendendo possibile un futuro approdo su una di queste piattaforme.
L’attesa per vedere “The Furious” nelle sale italiane è giustificata dai riscontri entusiastici arrivati da Toronto. In un panorama cinematografico spesso dominato da sequel e franchise, un film d’azione originale che riesce a conquistare critica e pubblico rappresenta una boccata d’aria fresca per tutti gli appassionati del genere.
Sei curioso di vedere “The Furious” quando arriverà nelle sale italiane? Cosa pensi del ritorno del cinema d’azione tradizionale in un’epoca dominata dagli effetti digitali? Raccontaci nei commenti se preferisci l’azione coreografata o quella generata al computer e quale film d’azione recente ti ha colpito di più!


