The Odyssey di Christopher Nolan ha iniziato a raccogliere le prime reazioni dopo le proiezioni per la stampa internazionale, e come spesso accade con i grandi film-evento i commenti sono già pieni di parole enormi: “epico”, “spettacolare”, “immenso”, “da vedere in IMAX”. Tutto bello, sulla carta. Però conviene dirlo subito: le prime reazioni vanno sempre prese con le pinze, soprattutto quando arrivano da anteprime molto selezionate, con pubblico già predisposto, atmosfera da evento e grande pressione social.
Il nuovo film di Nolan, atteso nei cinema dal 16 luglio, porta sul grande schermo il mito di Odisseo con Matt Damon protagonista e un cast gigantesco che include Anne Hathaway, Tom Holland, Zendaya, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o, Charlize Theron, Samantha Morton, Elliot Page e Benny Safdie. Una squadra da kolossal, pensata per trasformare L’Odissea in uno dei titoli più discussi dell’anno.
Il punto, però, è capire che tipo di Odissea ci troveremo davanti. Perché dalle prime immagini e dalle prime descrizioni sembra chiaro che Nolan non abbia cercato una ricostruzione storica rigorosa. Anzi, diverse scelte fanno pensare a un film che usa il mito come materia spettacolare, più che come vero tentativo di avvicinarsi alla Grecia antica o al mondo omerico.
E questo potrebbe dividere parecchio.
Da una parte c’è chi difenderà la libertà artistica. L’Odissea non è un documentario, non è un manuale di archeologia e non deve per forza somigliare a una lezione scolastica. È un poema pieno di mostri, dèi, viaggi impossibili, visioni, incantesimi e prove simboliche. Un regista può legittimamente scegliere una strada personale, anche lontana dalla fedeltà storica.
Dall’altra parte, però, è normale che una parte del pubblico storca il naso se un film vende l’idea di grande racconto classico e poi appare pieno di scelte molto moderne, armature poco credibili, estetica da fantasy muscolare e casting pensato più per l’impatto mediatico che per una sensazione di coerenza con l’ambientazione. Non è una questione da puristi a tutti i costi. È una domanda semplice: quanto Nolan vuole davvero raccontare Omero e quanto invece vuole usare Omero per fare un grande film alla Nolan?
Le prime reazioni positive parlano soprattutto dell’esperienza visiva. Il film sarebbe enorme in IMAX, con scene di battaglia molto fisiche, paesaggi spettacolari, navi, tempeste, duelli e una messa in scena costruita per travolgere lo spettatore. Su questo Nolan è nel suo territorio. Dopo Oppenheimer, che era un film fatto di dialoghi, tensione morale e montaggio serrato, il regista sembra voler tornare a una scala più avventurosa, quasi mitologica.
Resta però il dubbio sulla sostanza. Un film può essere tecnicamente impressionante e allo stesso tempo lasciare perplessi sul modo in cui interpreta la materia di partenza. Nolan è un autore potentissimo, ma non sempre il suo controllo formale coincide con calore, senso del tempo storico o profondità emotiva. E L’Odissea ha bisogno anche di questo: non solo grandezza, ma malinconia, ritorno, perdita, nostalgia, identità.
Su Matt Damon come Odisseo si discuterà molto. Damon è un attore solido, affidabile, abituato a reggere ruoli importanti. Però una parte del pubblico potrebbe trovarlo un po’ troppo maturo per l’immagine più classica dell’eroe omerico, soprattutto se il film punta anche sulla parte fisica e avventurosa del viaggio. Naturalmente l’Odisseo del poema non è un ragazzino, e anzi porta addosso anni di guerra, fatica e astuzia. Ma al cinema il volto del protagonista pesa, e la scelta di Damon non metterà d’accordo tutti.
C’è poi il discorso sul cast molto contemporaneo, che alcuni spettatori hanno già criticato come scelta più legata alla sensibilità attuale che a una vera idea di mondo antico. È un tema delicato, perché il cinema contemporaneo lavora spesso con cast internazionali e inclusivi, soprattutto nei grandi progetti hollywoodiani. Però è anche vero che, in un film che richiama un immaginario storico e mitologico così preciso, ogni scelta visiva viene osservata con più severità.
Il rischio è che The Odyssey finisca in mezzo a due aspettative diverse. Chi cerca un grande film di Nolan potrebbe uscirne esaltato. Chi cerca un’Odissea più vicina al testo, alle atmosfere arcaiche e a una costruzione storica credibile potrebbe invece restare freddo. E questa distanza tra aspettative sarà probabilmente il vero tema del dibattito.
Le armature, a giudicare dalle prime immagini e dalle discussioni online, sembrano un altro possibile punto critico. In un film del genere non serve una fedeltà museale al cento per cento, ma serve almeno una coerenza interna. Se i costumi sembrano troppo moderni, troppo puliti o troppo “da trailer”, il rischio è rompere l’immersione. Il pubblico oggi è molto più attento di un tempo, anche perché online ogni dettaglio viene analizzato, confrontato e smontato.
Questo non significa che il film sarà un fallimento. Anzi, le prime reazioni suggeriscono l’opposto: The Odyssey potrebbe essere un grande evento cinematografico, uno di quei titoli capaci di riportare molti spettatori in sala. Ma entusiasmo e qualità reale non sempre coincidono subito. Le anteprime tendono a premiare l’impatto, la sorpresa, la potenza tecnica. Le recensioni più ragionate e il passaparola del pubblico diranno qualcosa di più interessante.
Nolan resta uno dei pochi registi capaci di trasformare un film non appartenente a un franchise di supereroi in un evento globale. Questo da solo merita attenzione. Però proprio perché il suo nome pesa così tanto, è giusto non accettare ogni reazione positiva come verità assoluta. The Odyssey dovrà dimostrare di essere non solo grande, ma anche necessario. Non solo spettacolare, ma capace di dare un senso nuovo a una storia antichissima.
Per ora possiamo dire questo: il film incuriosisce, divide e promette di far discutere. Le prime lodi ci sono, ma anche le perplessità. E forse è meglio così. Un’Odissea perfetta per tutti sarebbe quasi impossibile. Un’Odissea capace di accendere discussioni, invece, sembra già molto più vicina allo spirito dei grandi miti.
E voi cosa ne pensate? Le prime reazioni positive vi convincono oppure anche voi avete dubbi su cast, età di Matt Damon, armature e fedeltà al mondo di Omero? Scrivetelo nei commenti e dite la vostra.


