Elliot Page è arrivato sul red carpet londinese di The Odyssey pochi giorni dopo aver mostrato sui social una trasformazione fisica molto evidente. L’attore, 39 anni, ha partecipato alla première del nuovo kolossal di Christopher Nolan insieme a un cast enorme: Matt Damon, Anne Hathaway, Zendaya, Charlize Theron, Robert Pattinson e altri nomi molto attesi. Però la sua presenza ha attirato un’attenzione particolare, non solo per il look, ma anche per il ruolo che interpreta nel film.
Alla première del 6 luglio, Page si è presentato con un completo color senape/marrone, cravatta blu e oro e uno stile molto pulito, lontano dagli eccessi da tappeto rosso. Niente posa aggressiva, niente ricerca forzata dello scandalo. Eppure le foto hanno fatto subito il giro dei siti di spettacolo, perché arrivano dopo il post in cui l’attore ha mostrato addominali scolpiti e un fisico costruito con un intenso allenamento di boxe.
Page ha ringraziato pubblicamente il suo coach Nolan Hanson, spiegando quanto la boxe sia diventata importante nella sua vita. Non solo movimento fisico, ma anche disciplina, concentrazione e lavoro mentale. Un dettaglio interessante, perché The Odyssey è un film che, almeno nelle intenzioni, punta su corpi, guerra, viaggio, resistenza e mito. Vedere Page in una forma così diversa rispetto al passato ha quindi alimentato subito il racconto della “nuova era” dell’attore.
Nel film di Nolan, Page interpreta Sinon, un soldato greco legato all’inganno del cavallo di Troia. Il personaggio non è uno dei protagonisti più noti dell’Odissea di Omero, ma appartiene al ciclo della guerra troiana ed è famoso soprattutto nella tradizione successiva, in particolare nell’Eneide di Virgilio. Sinon è l’uomo che convince i Troiani a portare il cavallo dentro la città, contribuendo alla caduta di Troia. Non è quindi un semplice soldato di sfondo: è una figura legata alla menzogna, alla strategia e alla rovina di un’intera città.
La precisazione è importante perché per mesi online si era parlato di un possibile ruolo di Page come Achille. Un rumor mai confermato, ma sufficiente a scatenare discussioni feroci. Ora sembra chiaro che Page non interpreti Achille, ma Sinon. Questo ridimensiona una parte delle polemiche, anche se non le cancella. Una parte del pubblico continua infatti a criticare il casting di The Odyssey, accusando Nolan di aver costruito un mondo antico con scelte troppo moderne e troppo pensate per il dibattito culturale attuale.
Il tema è delicato, ma va raccontato. The Odyssey non è un documentario storico e nessuno dovrebbe aspettarsi una ricostruzione archeologica perfetta. Parliamo di mito, non di cronaca. Però Nolan ha scelto di vendere il film come un grande ritorno al cinema epico, con navi, armature, guerra di Troia, dèi, eroi e un immaginario che richiama l’antichità. A quel punto è normale che il pubblico guardi con più attenzione ogni dettaglio: costumi, età degli attori, fisicità, accenti, coerenza visiva e scelte di rappresentazione.
Le critiche non riguardano solo Page. Anche Matt Damon come Odisseo ha diviso molti spettatori. Damon è un attore di grande solidità, ma c’è chi lo trova un po’ troppo maturo per un ruolo così fisico e iconico, almeno nell’immaginario popolare. Va detto che Odisseo non è un giovane guerriero alla prima battaglia: è un uomo reduce da anni di guerra, astuto, stanco, pieno di ferite interiori. Però il cinema vive anche di immagine, e quella scelta continuerà a far discutere.
Nel caso di Page, il discorso è ancora più acceso perché la sua presenza porta inevitabilmente con sé un dibattito più ampio. Alcuni spettatori vedono il casting come una scelta interessante e coerente con un film che rilegge il mito in chiave contemporanea. Altri lo considerano l’ennesimo segnale di una Hollywood troppo concentrata sull’inclusività e meno sulla credibilità storica o mitologica. La verità, probabilmente, dipenderà da come il personaggio funzionerà nel film. Se Sinon avrà una presenza forte, utile alla trama e ben scritta, molte critiche potrebbero perdere forza. Se invece sembrerà un inserimento debole o decorativo, il dibattito si riaccenderà.
Il red carpet, intanto, ha mostrato quanto The Odyssey sia già un evento prima ancora dell’uscita. Zendaya ha attirato l’attenzione con due look couture, Anne Hathaway ha sfilato con un abito che metteva in evidenza la gravidanza, Matt Damon si è preso il ruolo da protagonista assoluto e Nolan ha portato a Londra l’idea di un film gigantesco, pensato per l’IMAX e per il ritorno al grande schermo.
Page, in mezzo a tutti questi nomi, ha trovato comunque il modo di farsi notare. Non con una dichiarazione polemica, ma con un’immagine: fisico trasformato, abito elegante e ruolo misterioso in uno dei film più attesi dell’anno. Che piaccia o no, è uno dei volti su cui si concentrerà molta curiosità.
Adesso resta da vedere se The Odyssey riuscirà a superare le discussioni sul casting e a convincere davvero il pubblico. Le prime reazioni sono positive, ma vanno prese con cautela. Il test più importante arriverà in sala, quando non parleranno più solo i red carpet, i post Instagram e i commenti online, ma il film stesso.
E voi cosa ne pensate? Elliot Page vi convince come Sinon in The Odyssey oppure anche voi avete dubbi sul casting e sul modo in cui Nolan sta rileggendo il mito? Scrivetelo nei commenti e dite la vostra.


