Sono passati 16 anni esatti dall’uscita americana di The Town, arrivato nelle sale il 17 settembre 2010, e rivederlo oggi fa ancora impressione per un motivo molto semplice: Ben Affleck riuscì a prendere una storia di rapinatori che sulla carta poteva sembrare familiare e trasformarla in uno dei crime più riusciti della sua generazione. Non soltanto lo diresse, ma interpretò anche il protagonista Doug MacRay e partecipò alla sceneggiatura. Fu il film che eliminò parecchi dubbi sulle sue capacità dietro la macchina da presa.
La storia ci porta a Charlestown, quartiere di Boston nel quale Doug è cresciuto insieme a uomini per cui rapinare banche è quasi un mestiere tramandato di generazione in generazione. Lui guida una banda molto preparata, capace di entrare in un istituto, prendere il denaro e scomparire prima che la polizia riesca a capire cosa sia successo.
La sua vita cambia durante una rapina.
Il gruppo prende in ostaggio Claire Keesey, interpretata da Rebecca Hall, direttrice della banca appena svaligiata. Viene liberata poco dopo, ma Doug scopre che la donna vive proprio nella loro zona e teme che possa avere notato qualche dettaglio capace di identificarli. Decide quindi di avvicinarla per capire quanto sappia.
Il problema è che finisce per innamorarsene.
Claire non sa di trovarsi davanti a uno degli uomini che l’hanno terrorizzata, mentre Doug comincia a immaginare per la prima volta una possibilità concreta di lasciare Charlestown e la vita criminale. Il rapporto tra i due diventa così una bomba pronta a esplodere: più si avvicinano, più diventa impossibile per Doug continuare a nascondere chi sia realmente.
Affleck costruisce il film intorno a questa tensione, ma non dimentica mai il lato criminale. Le rapine sono precise, fisiche e molto leggibili. Non sembrano inserite soltanto perché un heist movie deve avere qualche inseguimento. Ogni colpo aumenta il rischio e rende più difficile la possibilità di fuga di Doug.
Una delle sequenze rimaste maggiormente nella memoria è quella dei rapinatori travestiti da suore con maschere di gomma, immagine che negli anni è diventata praticamente inseparabile dal film. Ancora più ambizioso è il colpo finale a Fenway Park, dove l’azione raggiunge una scala che Gone Baby Gone, il precedente film diretto da Affleck, non aveva mai provato ad affrontare.
Ma The Town funziona soprattutto per i personaggi.
Jeremy Renner è straordinario nei panni di Jem Coughlin, migliore amico di Doug e membro più imprevedibile della banda. Jem non sogna una vita diversa. Charlestown, le rapine e la violenza sono il suo mondo, e qualsiasi tentativo di Doug di andarsene viene percepito quasi come un tradimento personale.
Renner riuscì a rendere il personaggio abbastanza minaccioso da farci aspettare continuamente una sua esplosione, ma senza trasformarlo in una caricatura. Quella interpretazione gli valse la candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista nel 2011.
Rebecca Hall riesce invece a fare qualcosa di ancora più difficile con Claire. Non è semplicemente “la donna di cui il criminale si innamora”. Il trauma della rapina resta presente nella sua vita e rende molto più doloroso il momento in cui comincia a capire chi sia realmente Doug.
Accanto a loro c’è Jon Hamm, agente dell’FBI Adam Frawley, deciso a smantellare il gruppo. Non viene costruito come il poliziotto tormentato che sviluppa una strana amicizia con il criminale che insegue. Frawley e Doug appartengono a mondi diversi e si detestano praticamente dal momento in cui entrano l’uno nell’orbita dell’altro.
Nel cast troviamo anche Blake Lively, Chris Cooper e Pete Postlethwaite, inquietante nei panni di Fergie Colm, criminale che gestisce i propri affari dietro l’apparenza innocua di un fiorista. È una delle ultime interpretazioni dell’attore britannico, morto pochi mesi dopo l’uscita del film.
Affleck non ha mai nascosto l’influenza del grande cinema criminale precedente, in particolare Heat di Michael Mann. Il risultato, però, non sembra una semplice imitazione. The Town prende quel tipo di tensione tra polizia e rapinatori e la immerge completamente dentro Boston. Il quartiere conta quasi quanto i protagonisti. Doug vuole scappare da Charlestown, ma il film continua a ricordargli che andarsene fisicamente è molto più facile che liberarsi di ciò che quel posto gli ha insegnato.
Il film nasce dal romanzo Prince of Thieves di Chuck Hogan, pubblicato nel 2004. Ben Affleck lo adattò insieme a Peter Craig e Aaron Stockard, mantenendo l’idea centrale di un rapinatore che cerca di sottrarsi alla vita nella quale è cresciuto.
Anche commercialmente fu un successo notevole. Costato circa 37 milioni di dollari, The Town ne incassò oltre 154 milioni nel mondo, di cui più di 92 milioni negli Stati Uniti e in Canada. La critica lo accolse altrettanto bene: oggi conserva il 92% di recensioni positive su Rotten Tomatoes.
Per Affleck rappresentò soprattutto la conferma di qualcosa che Gone Baby Gone aveva già lasciato intuire. Dopo anni in cui la sua carriera di attore era stata accompagnata da flop, gossip e film poco apprezzati, dietro la macchina da presa sembrava aver trovato una sicurezza completamente diversa. Due anni dopo sarebbe arrivato Argo, vincitore dell’Oscar come miglior film.
Sedici anni dopo, The Town regge ancora perché non dipende soltanto dalle rapine. È un film su un uomo che vuole convincersi di poter cambiare vita senza pagare completamente per quella precedente. E più Doug prova ad allontanarsi, più le persone che gli stanno attorno gli ricordano quanto sia difficile farlo.
Per chi volesse recuperarlo oggi in Italia, The Town è disponibile in streaming su NOW, dove è presente nel catalogo Sky Cinema.
Sedici anni possono invecchiare parecchio un thriller. In questo caso hanno fatto soprattutto emergere quanto Affleck avesse già capito bene il genere al suo secondo film da regista.
Tu hai visto The Town? Lo consideri uno dei migliori crime degli ultimi anni e qual è la scena che ricordi di più? Scrivicelo nei commenti.


