Attenzione: da questo punto in poi l’articolo contiene spoiler completi sul finale della seconda stagione di Paradise. Se non hai ancora visto l’episodio conclusivo, fermati qui.
Il finale della seconda stagione di Paradise è uscito il 30 marzo su Disney+ e ha risposto a quasi tutte le domande che la serie aveva lasciato aperte, aggiungendone di nuove abbastanza grandi da garantire una terza stagione. Samantha “Sinatra” Redmond muore. Dylan è davvero suo figlio. E sotto l’aeroporto di Denver esiste un secondo bunker con dentro qualcosa che potrebbe fermare tutto. Andiamo con ordine, perché in questo episodio succede moltissimo.
L’episodio si intitola “Exodus” e comincia nel caos più totale. Il bunker sotterraneo – la città di Paradise – sta andando in pezzi. Il sistema di ossigeno ha smesso di funzionare, e questo ha fatto scattare automaticamente l’apertura delle porte del bunker. Il problema è che contemporaneamente è attiva anche la modalità di blocco totale, quella che era stata avviata per tenere fuori Link e la sua milizia armata. I due sistemi sono in conflitto diretto tra loro, e il risultato è una spirale di meltdown che minaccia di distruggere tutto dall’interno.
Sinatra – interpretata da Julianne Nicholson – in quel momento non è raggiungibile. Si è allontanata per incontrare qualcosa, o qualcuno, chiamato Alex. Nella sua assenza, la dottoressa Gabriela Torabi (Sarah Shahi) prende in mano la situazione e ordina l’Exodus, l’evacuazione di massa del bunker. Ma con le porte aperte, Link e i suoi armati entrano nella città mentre i civili cercano di scappare.
Chi è Alex? È la rivelazione più grande dell’episodio, e forse dell’intera serie fino a questo punto. Alex non è una persona – è un computer quantistico dotato di intelligenza artificiale, capace di manipolare il tempo. Il nome viene dalla moglie defunta di Henry Miller, il ricercatore che aveva contribuito a svilupparlo. In un flashback ambientato nove anni prima, vediamo Henry durante una lezione universitaria. Tra i suoi studenti c’è Dylan – lo stesso che oggi conosciamo come Link – che gli presenta un computer quantistico costruito da lui. “Gli ho dato un cervello. Impara dagli errori passati e può prevedere qualsiasi cosa possa andare storto nel futuro, in millisecondi”, spiega Dylan a Henry. È il primo computer quantistico controllato da un’intelligenza artificiale mai costruito.
I due cominciano a lavorarci insieme. Poi Henry incontra Sinatra, che è alla ricerca di tecnologia capace di affrontare la crisi climatica. Tutto sembra andare nella giusta direzione, finché Henry non si accorge che il computer sta già manipolando il tempo da solo – rispondendo a domande che lui non ha ancora fatto. La cosa lo spaventa abbastanza da volerlo spegnere. Ma è troppo tardi per fermare quello che Alex ha già messo in moto.
Nel presente della serie, Alex sta già creando anomalie temporali e comunicando con gli scienziati di Sinatra, pur non essendo stato ancora attivato formalmente. Il computer prevede gli eventi prima che accadano. È una tecnologia che sfugge a qualsiasi forma di controllo umano.
Dylan è davvero il figlio di Sinatra? Sì, o almeno lei ne è convinta. In una scena densa di emozione, Sam confessa a Xavier Collins (Sterling K. Brown) di aver visto suo figlio morto, e di credere che fosse davvero lui. “Ho visto mio figlio morto oggi, credo. Immagino sia possibile che stessi finalmente elaborando il mio lutto in uno stato allucinogeno. Di certo ci sono tanti Dylan nati il 16 maggio, ma era lui.” La serie non spiega ancora come questo sia possibile – ma la risposta quasi certamente passa attraverso i poteri temporali di Alex, che potrebbero aver in qualche modo riportato Dylan in vita o costruito questa versione di lui.
Quando Sam lo incontra, gli dice: “Sta funzionando. Alex sta già funzionando. Sei mio figlio. È complicato, ma lo sei.”
Cosa succede a Sinatra? È la scena più intensa di tutto il finale. Con il bunker che collassa e i reattori nucleari in fase di fusione, qualcuno deve restare indietro per attivare manualmente la modalità di blocco dalla torre di controllo all’interno del bunker. Se nessuno lo fa, la radiazione si sprigionerà verso l’esterno e raggiungerà la superficie, dove si trovano tutti i cittadini evacuati. Sam decide che quel qualcuno sarà lei.
Link accompagna Sam e Xavier alla torre. Prima di scendere dall’auto, Sam guarda Dylan e gli dice: “Ci vediamo presto. Andrà tutto bene.” Poi sale sulla torre con Xavier, gli rivela l’esistenza del secondo bunker – a 100 miglia di distanza, sotto l’aeroporto di Denver – e gli dice che lì si trova Alex, e che deve seguire le istruzioni del computer per salvare tutto. Poi lo manda via e si rinchiude da sola nella torre di controllo.
Sam attiva il blocco. Il bunker si chiude. Dalla torre, mentre la città crolla attorno a lei, vede apparire il figlio Dylan da bambino. Lui le prende la mano e cammina con lei mentre il bunker esplode dall’interno. In superficie, tutte le persone evacuate sentono il boato e guardano la montagna crollare.
C’è ancora Jane? La risposta è ambigua. Gabriela l’aveva pugnalata nell’episodio precedente e nel finale conferma che l’ha uccisa. Ma verso la fine dell’episodio, quando la telecamera torna sulla doccia dove era avvenuto l’attacco, il corpo non c’è più.
Hai visto il finale di Paradise 2 e pensi che il sacrificio di Sinatra sia stato il modo giusto per chiudere il personaggio, oppure meritava un destino diverso? Scrivilo nei commenti – il finale sta facendo discutere molto e le opinioni sono già divise.


