In questo articolo sono presenti spoiler della serie House of Guinness.
Ci sono serie che ti accompagnano per otto episodi facendoti credere di aver capito tutto, e poi nell’ultima scena ti lasciano con più domande che risposte. House of Guinness è esattamente questo tipo di prodotto: un cliffhanger che ti fa urlare contro lo schermo mentre i titoli di coda scorrono implacabili. La serie creata da Steven Knight – sì, quello di Peaky Blinders, per intenderci – è sbarcata su Netflix il 25 settembre e ha scalato le classifiche della piattaforma a tempo di record, portando sugli schermi la storia della leggendaria dinastia irlandese della birra.
Ambientata nella Dublino del 1868, la serie si apre con la morte del patriarca Benjamin Lee Guinness e segue le vicende dei suoi quattro figli – Arthur, Edward, Anne e Benjamin – interpretati rispettivamente da Anthony Boyle, Louis Partridge, Emily Fairn e Fionn O’Shea. Otto episodi di intrighi familiari, segreti nascosti, amori proibiti e tensioni politiche che culminano in un finale che… beh, non finisce affatto. O meglio, finisce con un colpo di pistola e uno schermo nero che ti lascia lì, con il fiato sospeso, a chiederti cosa diavolo sia appena successo.
Il problema – o la genialità, dipende dai punti di vista – è che Knight ha scelto di chiudere la prima stagione proprio nel momento clou dell’azione, senza rivelare chi è stato colpito da quel proiettile. E considerando che la serie è ispirata a eventi reali ma si prende parecchie libertà narrative, come dichiarato fin dall’inizio con un disclaimer che lascia ampia libertà creativa, diventa impossibile prevedere cosa succederà. Però possiamo provare a mettere insieme i pezzi del puzzle e capire meglio quella sequenza finale che ha mandato in tilt i fan di tutto il mondo.
La minaccia dei Fratelli Feniani: chi sono e cosa vogliono
Per capire il finale bisogna fare un passo indietro. Durante tutta la stagione abbiamo visto crescere la tensione tra i Guinness e la Fratellanza Feniana, un’organizzazione nazionalista irlandese radicale che vedeva la famiglia come traditrice della causa dell’indipendenza irlandese. I Guinness, infatti, mantenevano stretti legami con l’establishment britannico, cosa che li rendeva nemici agli occhi di chi lottava per liberare l’Irlanda dal dominio inglese.
Il personaggio chiave in questa dinamica è Patrick Cochrane, interpretato da Seamus O’Hara. Patrick è il leader dei Feniani, un gruppo rivoluzionario nazionalista che operava in Irlanda, America e Gran Bretagna, con l’obiettivo principale di ottenere la libertà dell’Irlanda dalla Gran Bretagna. Patrick è un personaggio dalla rabbia facile, carismatico abbastanza da infiammare le folle e portarle allo scontro. È interessato a sovvertire lo status quo, vuole abbattere la famiglia Guinness e l’ascendenza che rappresenta.
Anche se Patrick Cochrane è un personaggio di finzione creato per la serie, la sua backstory è centrale per comprendere il finale. Durante la stagione scopriamo le ragioni della sua vendetta personale contro i Guinness, e questo alimenta ulteriormente il suo odio già profondo verso la famiglia che rappresenta tutto ciò che lui disprezza. La Fratellanza gli affida una missione precisa: assassinare Arthur Guinness durante il comizio elettorale per le elezioni parlamentari.
La scena dell’attentato: cosa succede davvero
Arriviamo così alla sequenza finale, quella che ti fa venire voglia di sbattere il telecomando contro il muro. Arthur sta tenendo un discorso pubblico per la sua campagna elettorale, circondato dalla famiglia – Edward al suo fianco, Anne e Benjamin presenti – tutti sul palco nonostante sappiano che c’è un assassino in agguato. È un momento di solidarietà familiare: dopo otto episodi di litigi, tradimenti e scontri, i quattro fratelli hanno finalmente deciso di stare uniti, accettando il rischio di essere uccisi pur di sostenere Arthur.
Sean Rafferty, il caposquadra del birrificio interpretato da James Norton, coordina la sicurezza insieme ai suoi uomini, scrutando la folla e i balconi per prevenire qualsiasi minaccia. Ma c’è anche Ellen Cochrane, la sorella di Patrick interpretata da Niamh McCormack, tra la folla. Ellen è un personaggio affascinante: più giovane ma più intelligente del fratello, è una repubblicana irlandese appassionata che ha buone ragioni per odiare la causa inglese e protestante, ma è molto più strategica di Patrick.
Per tutta la stagione, Ellen ha avuto una relazione clandestina con Edward, una storia d’amore impossibile che si è infranta quando lui ha deciso di sposare la cugina Adelaide per dovere familiare e convenienza politica. Ellen, però, non è solo l’ex amante respinta – è anche la sorella del potenziale assassino, ed è dilaniata tra la lealtà familiare e la consapevolezza che quello che sta per accadere è terribile.
Durante un momento di confusione nella folla – creato appositamente come distrazione – Patrick riesce a intrufolarsi nell’evento, recupera una pistola nascosta e prende la mira. Ellen, vedendolo, fischia per creare una distrazione. Ma è troppo tardi. Patrick spara e lo schermo diventa nero. Fine. Nessuna conferma su chi sia stato colpito, nessuna rivelazione su chi sia la vittima, niente di niente. Solo quel silenzio elettrico dopo il colpo di pistola che sembra echeggiare attraverso tutti i tradimenti, le ambizioni e i segreti sussurrati negli otto episodi precedenti.
Arthur è morto? La storia dice di no
Qui entra in gioco la storia vera. Il vero Arthur Edward Guinness, 1° Barone Ardilaun – sì, perché il personaggio è ispirato a una figura reale – è vissuto fino al 20 gennaio 1915, decenni dopo gli eventi mostrati nella serie. Questo significa che storicamente parlando Arthur non può essere morto in quell’attentato del 1870 circa. Quindi, a meno che Knight non abbia deciso di stravolgere completamente la realtà storica, Arthur probabilmente è sopravvissuto.
Ma allora chi è stato colpito? Le possibilità sono diverse e tutte ugualmente drammatiche. Potrebbe essere stato ferito ma non ucciso, il che costituirebbe un cambiamento storico significativo ma non tale da stravolgere completamente la trama. Oppure Patrick potrebbe aver colpito qualcun altro, e qui le speculazioni si moltiplicano.
Le possibili vittime alternative
Sean Rafferty è un candidato probabile. È profondamente coinvolto negli affari di Arthur, si trova in prima linea nella gestione della sicurezza e la sua morte rappresenterebbe una perdita devastante per la famiglia senza alterare la storia principale. Inoltre, il finale aveva già sottolineato che Rafferty non era particolarmente felice dei suoi datori di lavoro alla fine della stagione, cosa che aggiunge un ulteriore strato di tragedia se dovesse morire proteggendoli. Vale la pena ricordare che Rafferty è un personaggio largamente inventato per la serie, quindi è il più “sacrificabile” dal punto di vista narrativo.
Poi c’è Byron Hedges, interpretato da Jack Gleeson (sì, l’ex Re Joffrey di Game of Thrones). Byron è il cugino che ha praticamente spinto Arthur a entrare in politica, dandogli consigli discutibili per tutta la campagna elettorale. La sua morte trasformerebbe il momento trionfale in una tragedia senza deragliare la narrazione storica principale. Sarebbe un classico colpo di scena alla Knight: uccidere non il protagonista ma il personaggio che l’ha messo in quella situazione.
C’è anche la possibilità, per quanto crudele, che Ellen stessa diventi il bersaglio involontario. Sarebbe un twist narrativo brutale considerando che è lei ad aver individuato Patrick e tentato di prevenire l’assassinio fischiando per creare una distrazione. La sua morte creerebbe un dramma emotico enorme, soprattutto per Edward, che le ha appena confessato di amarla ancora nonostante il matrimonio con Adelaide.
E parlando di Edward, anche lui è lì, sul palco accanto ad Arthur. Per tutta la stagione abbiamo visto come la sua lealtà sia sempre stata complessa, con il suo tentativo di trovare un equilibrio tra i movimenti nazionalisti irlandesi e gli interessi familiari. Se venisse colpito lui invece che Arthur, la dinamica della famiglia cambierebbe completamente, lasciando Arthur a gestire da solo l’impero della birra.
I triangoli amorosi e le conseguenze finali
Una cosa che il finale sottolinea bene è quanto tutti i fratelli Guinness siano intrappolati in matrimoni complicati e relazioni proibite. Edward ha appena confessato a Ellen di amarla ancora, per poi tornare a casa dalla moglie Adelaide e costruire con lei un rapporto che, pur nato per convenienza, sembra evolversi in qualcosa di più autentico. Adelaide, dal canto suo, è perfettamente consapevole di dove sia stato il marito e accetta con pragmatismo il loro matrimonio, anche se accenna al fatto che potrebbe star iniziando a innamorarsi davvero di lui.
Arthur, invece, è sempre più risentito per la vicinanza tra sua moglie Olivia e Rafferty. La tensione si è acuita dopo che Olivia ha dovuto abortire il figlio di Rafferty durante un viaggio a Londra, su ordine di Arthur. Questo è un dettaglio fondamentale: il matrimonio tra Arthur e Olivia è un marriage blanc, un matrimonio bianco mai consumato perché Arthur è gay. L’accordo prevedeva che entrambi potessero avere amanti, ma Olivia ha infranto le regole innamorandosi davvero di Rafferty.
Quando Arthur scopre che Olivia è incinta di Rafferty, ordina l’aborto perché non può “passare per suo erede il bastardo” di un altro uomo, specialmente considerando che circolano già voci sulla sua omosessualità. Questo evento crea una frattura profonda: Olivia è devastata dalla perdita, Rafferty è furioso con Arthur, e il loro triangolo si trasforma in una bomba a orologeria. Arthur, però, sostiene di amare Olivia “a modo suo”, e le ordina di smettere di vedere Rafferty, minacciandola di tagliarla fuori economicamente. Ma Olivia si ribella: finge di obbedire, ma in realtà pianifica di continuare a vedere Rafferty in segreto.
È uno di quei dettagli che Knight semina lungo la stagione e che rende i personaggi incredibilmente umani e complessi, lontani dagli stereotipi del drama storico classico. La scena in cui Olivia sussurra in gaelico irlandese “Fanculo questo e fanculo loro tutti” prima di rivelare a Rafferty il piano per continuare a vedersi di nascosto è uno dei momenti più potenti della serie.
Il significato del finale aperto
Chiudere con quello schermo nero, senza risposte, è una scelta deliberata e coraggiosa. In un’epoca in cui i drama prestigiosi tendono a spiegare troppo, House of Guinness sceglie il mistero. È un finale che parla di eredità – non solo di ricchezza, ma anche di ferite – e lascia abbastanza non detto da rendere una seconda stagione quasi inevitabile senza annunciarla apertamente.
Il fatto che la serie sia basata su eventi reali ma si prenda libertà creative rende tutto ancora più imprevedibile. Knight ha dichiarato fin dall’inizio che questa è “la storia straordinaria di una famiglia che si trova ad ereditare il più grande birrificio del mondo”, e ha aggiunto che la prima priorità è “non rovinare tutto” e la seconda è “rendere la Guinness ancora più grande”. Beh, per quanto riguarda il non rovinare tutto, l’attentato potrebbe mettere seriamente a rischio questo piano.
Curiosamente, lo stesso Steven Knight ha dichiarato di non sapere ancora dove andrà a finire quel proiettile, e ha invitato il pubblico a speculare e a mandargli le loro idee. Questa è una mossa geniale dal punto di vista narrativo: trasforma il cliffhanger in un gioco collettivo, dove i fan diventano co-creatori della storia.
La serie non ha ancora ricevuto conferma ufficiale per una seconda stagione, ma considerando il successo nelle classifiche Netflix e quel cliffhanger impossibile da ignorare, sarebbe davvero strano se non la rinnovassero. I fan dovranno aspettare per scoprire se Patrick Cochrane è riuscito davvero a colpire Arthur o se quel proiettile ha cambiato per sempre gli equilibri di potere della famiglia in un modo completamente diverso.
E tu cosa ne pensi? Secondo te chi è stato colpito da quel proiettile? Arthur è davvero in pericolo di morte o Patrick ha colpito qualcun altro? E soprattutto, credi che Ellen riuscirà mai a perdonare Edward per averla abbandonata? Raccontaci la tua teoria nei commenti, perché fino a quando Netflix non confermerà la seconda stagione, possiamo solo speculare su quel dannato finale!



Sì è esercitato molto bene per colpire Artur amante della sorella poi lasciata e il zuccone. Fratello poco intelligente voleva vendicare la sorella-resta da vedere se ne subbuglio creati dal fischietto chi si trovava nella traiettoria.
Colpisce la sorella.la considera traditrice della causa irlandese
Secondo me voleva uccidere Edward, perché ha ferito suo sorella, mettendo in secondo piano la causa. Altrimenti non si spiegherebbe il fatto che si sia esercitato così tanto a prendere la mira, in fin dei conti Arthur era in primo piano e più facile da colpire. Ma forse ha involontariamente colpito la Ellen. Zuccone com’è!
Ma vi sembra logico lasciare le persone sospese in questa maniera….comunque potrebbe essere stata colpita Ellen visto che si stava avvicinando al fratello
La mia supposizione è che a essere colpito sia Rafferty. Sottolineerebbe che le dinamiche di lealtà al potere sono più forti delle libertà personali, elemento caratteristico di tutta la serie. Così Olivia resterebbe al “suo” posto. Inoltre era il più vicino.