Hai appena visto Train Dreams su Netflix e ti sei ritrovato con gli occhi lucidi? Tranquillo, è normale. Il film diretto da Clint Bentley con Joel Edgerton protagonista è uno di quei rari capolavori che ti svuotano emotivamente ma ti lasciano anche in pace con te stesso. Tratto dalla novella del 2011 di Denis Johnson, questo film racconta la vita di un uomo qualunque con la potenza di un inno: ogni scena si costruisce sulla precedente, fino a celebrare l’esistenza stessa con tutti i suoi alti e bassi.
Ma cosa significa davvero quel finale? Chi è la ragazza lupo? È la figlia morta di Robert o solo un’allucinazione? E perché il film si chiude con quel volo in aeroplano? Prepara i fazzoletti, perché adesso ti spiego tutto.
La vita semplice di Robert Grainier
Train Dreams inizia mostrandoci Robert Grainier (Joel Edgerton) al ritmo lento di un treno a vapore che esce da un tunnel. Il film racconta decenni della sua vita: Robert è un taglialegna e operaio ferroviario del primo Novecento che lavora nel Pacifico nord-occidentale.
La sua esistenza è semplice: vive sempre nella stessa zona di poche centinaia di chilometri quadrati, arriva vicino all’oceano ma non lo vede mai. Eppure lui e i suoi colleghi costruiscono le ferrovie e i ponti che porteranno al futuro, un futuro che loro vedranno solo in parte.
La sceneggiatura è di Bentley e Greg Kwedar (gli stessi di Sing Sing, nominato agli Oscar). Come dice Joel Edgerton: “Gli esseri umani sono incredibilmente bravi a rialzarsi, nonostante tutto quello che li abbatte”. Questo è il cuore del film.
Gladys e Katie: l’amore che cambia tutto
Robert passa lunghi periodi da solo, tranne quando incontra Gladys (interpretata da Felicity Jones). Prima di lei, Robert viveva alla giornata senza scopo. Gladys “si presentò come se le donne facessero cose del genere ogni giorno” – una cosa audace per l’epoca.
Il loro amore cresce piano, con calma, tanto che quasi non si accorgono di aver costruito una casa e poi una famiglia con la figlia Katie.
Felicity Jones racconta: “Ho cercato di immergermi nella lentezza di quel periodo. È interessante pensare che non c’erano tutte le distrazioni di oggi. Gladys ha una grande sicurezza in se stessa, e questo si vede dal modo in cui si muove e parla”.
L’amore tra Robert e Gladys è tenero e diventa ancora più forte quando nasce Katie. Anche quando Robert deve partire per mesi per lavoro, pensa sempre alla sua famiglia.
La tragedia: l’incendio che distrugge tutto
Per questo diventa una tragedia terribile quando Robert torna verso casa e trova il cielo pieno di fiamme e l’aria irrespirabile per il fumo. Robert corre nel fuoco cercando disperatamente sua moglie e sua figlia, ma sono morte. Rimane solo lui. E deve imparare a vivere di nuovo.
Lo aiuta vedere come la natura si rigenera anche dopo la distruzione totale.
“È un film su come scegliere di nuovo la luce dopo una perdita”, spiega Greg Kwedar. “Robert poteva lasciarsi distruggere dal dolore, invece si riprende guardando la foresta che rinasce intorno a lui, ma soprattutto grazie alla gentilezza di amici e sconosciuti. Il film parla di come ci si rialza, e del ruolo che le altre persone hanno in questo processo”.
Il fantasma di Fu Sheng: il peso della colpa
Mentre Robert impara a vivere senza la sua famiglia, non riesce a dimenticare la loro morte. È tormentato anche da altri ricordi dolorosi, come quando assistette all’omicidio di un suo collega, un operaio cinese di nome Fu Sheng (Alfred Hsing).
Nel suo dolore più profondo, Robert viene visitato da quest’uomo morto, e riflette sui collegamenti tra gli eventi della sua vita.
“Sentiamo la presenza di Fu Sheng in tutto il film, mentre Robert fa i conti con il dolore e la colpa”, dice Bentley.
Il film vuole anche riconoscere che gli immigrati cinesi costruirono gran parte delle ferrovie americane ma la storia non li ha mai celebrati. “Anche se non è il tema centrale, era importante dare un nome a questo personaggio e mostrare i suoi sogni e le sue speranze”, spiega Bentley.
La ragazza lupo: è davvero Katie?
Le visite di Fu Sheng sono solo nella mente di Robert. Ma più avanti nel film, Robert riceve un’altra visita: una presenza che gli ricorda sua figlia, anni dopo averla persa. Non è chiaro se sia reale o no.
Dopo essersi ammalato con una febbre altissima, una ragazza – che sembra più un lupo che un essere umano – entra ferita nella sua casa. Robert non sa se la sta immaginando. Il narratore (Will Patton) dice: “sapeva che era impossibile”, ma Robert vuole credere che sia sua figlia tornata, e che solo lui possa guarirla.
“Non è chiaro se stia davvero accadendo o se sia solo nella sua mente”, dice Bentley, “ma è il modo di Robert di elaborare il lutto. È una strana riunione con sua figlia – o con una bambina che potrebbe essere o non essere sua figlia. È stata una scena cruciale del film”.
“È stato difficile trovare il giusto equilibrio tra la dolcezza della riunione e la tragedia di quello che sta passando”, continua il regista. “Se sia reale o no, non lo so. Ma forse non importa, perché è quello che conta per lui in quel momento”.
Claire Thompson: l’amicizia che salva
Quando Robert incontra Claire Thompson (interpretata da Kerry Condon), si è isolato dal mondo a causa del dolore. Claire è tutto quello che Robert non è mai stato: una viaggiatrice, una persona avventurosa.
Ma nonostante siano così diversi, Claire non lo giudica. Gli dice: “Il mondo ha bisogno di un eremita nei boschi quanto di un predicatore in chiesa”. È una frase perfetta: ogni vita ha valore, anche quelle che sembrano piccole.
Anche Claire ha sofferto ed è sola. Ma gli mostra un modo diverso di vivere la solitudine. “Claire era a suo agio con la solitudine”, dice Condon. “Per Robert invece era come se il destino lo avesse costretto. Lui era solo, Claire aveva scelto di esserlo”.
Edgerton ama il fatto che tra Robert e Claire non nasca una storia d’amore. “Il pubblico si aspetta un nuovo romanticismo”, dice. “E amo il fatto che Robert non stia cercando di sostituire Gladys. Sta solo rimettendo in discussione il suo isolamento”.
Robert sta “capendo che si è allontanato troppo dalla comunità e dalla vita. Si è fatto eremita, finché non torna la curiosità verso un altro essere umano. Ma non è romanticismo. È amicizia, è parlare con qualcuno”.
“È l’unico momento della sua vita in cui riesce a dire ad alta voce quello che sente sul suo dolore”, spiega Edgerton. “Per superare il dolore, bisogna tirarlo fuori in qualche modo”.
Il finale che commuove: connesso a tutto
Nella vita di Robert succedono cose straordinarie – meravigliose e tragiche – ma la vera forza del film sta nei momenti ordinari, quelli che non apprezzi finché non sono passati.
Alla fine, Robert è di nuovo solo. Cammina per le strade di Spokane, Washington e guarda una TV in una vetrina che trasmette un astronauta in orbita intorno alla Terra. “Oh, è quello…?” chiede vedendo la curva del pianeta sullo schermo. “Siamo noi“, gli risponde una donna.
È un momento potentissimo: Robert, che ha passato la vita a lavorare nella terra e tra gli alberi, vede per la prima volta il pianeta dallo spazio. Si rende conto, dice il narratore, “che stava solo iniziando a capire la sua vita, proprio mentre gli stava scivolando via“.
“È una storia su come superare il dolore e andare avanti dopo una tragedia”, spiega Bentley. “Io e Greg abbiamo scritto questo film durante la pandemia. Tanti di noi stanno ancora facendo i conti con il fatto che la vita è cambiata per sempre e non sempre ha senso. Eppure, come si va avanti?”
Poi c’è il volo finale in biplano. Robert sorvola la stessa terra dove ha lavorato tutta la vita. Decenni dopo l’inizio del film, quando lo vedevamo sul treno a vapore, ora vola sopra quella terra. Il pilota gli dice: “Ehi, faresti meglio ad aggrapparti a qualcosa” – un consiglio che vale per tutti noi mentre i giorni e gli anni scivolano via sempre più veloci.
Il narratore dice che Robert “si sentiva, finalmente, connesso a tutto“. Non aveva ricchezze, non aveva costruito un impero. Ma aveva vissuto. Aveva amato profondamente. Aveva sofferto. Era andato avanti. E in quel momento, tra cielo e terra, capisce che la sua vita – per quanto ordinaria – faceva parte di qualcosa di più grande.
“È raro che un film riesca a darti la sensazione che provi quando sei ai piedi di un grande albero secolare“, dice Kwedar. “Forse è questa l’esperienza del film: darti quella sensazione che toglie il fiato, di quanto siamo piccoli e di quanto dura poco la nostra vita, ma non in modo triste. C’è un conforto nel sapere che fai parte della stessa storia dell’albero”.
Perché questo film ti cambierà
Train Dreams è stato scritto e girato durante la pandemia, e si sente. Parla a tutti noi che abbiamo perso qualcosa – tempo, persone, certezze – e dobbiamo vivere lo stesso. Non dà risposte facili. Ti mostra che la vita vale la pena proprio perché è completa: il bello e il brutto, la gioia e il dolore, l’amore e la perdita.
E tu, cosa ne pensi? Il finale ti ha fatto sentire connesso a tutto? Secondo te la ragazza lupo era davvero Katie o solo un’allucinazione? E quella scena con la TV – ti ha fatto riflettere sulla tua vita? Raccontaci nei commenti come questo film ti ha toccato.


