Tom Cruise ha cambiato volto, corpo e voce per diventare Digger Rockwell, l’eccentrico magnate del petrolio protagonista del nuovo film diretto da Alejandro González Iñárritu. Nel primo trailer di Digger, l’attore appare con capelli grigi e diradati, rughe profonde, una pancia evidente e un marcato accento del Sud degli Stati Uniti. Una trasformazione così netta da aver spinto molti spettatori a controllare due volte il nome sul manifesto.
Il film arriverà nei cinema statunitensi il 2 ottobre 2026 e segna il ritorno di Cruise a un personaggio originale dopo anni trascorsi soprattutto tra Mission: Impossible e Top Gun. La sua ultima interpretazione lontana da una saga risaliva ad American Made, uscito nel 2017.
Digger Rockwell viene presentato come un uomo ricchissimo, potente e convinto di poter risolvere qualsiasi problema. Un progetto di trivellazione provoca però un disastro ambientale e il protagonista si lancia in una corsa scomposta per convincere il mondo di essere il suo salvatore, non il responsabile della catastrofe. Il tono sembra alternare satira, commedia assurda e momenti più amari.
Cruise ha spiegato che la trasformazione è nata da un lungo lavoro di osservazione. Prima di iniziare a recitare, accumula dettagli: studia i movimenti, il modo di parlare, i colori degli abiti e il rapporto del personaggio con gli ambienti che lo circondano. Per lui il corpo non serve soltanto a rendere credibile un aspetto, ma racconta chi sia quella persona ancora prima che apra bocca.
Anche i denti finti hanno avuto una grande importanza. L’attore ha raccontato che, appena li indossava, riusciva a entrare immediatamente nella voce e nell’atteggiamento di Digger. Il personaggio possiede infatti un accento molto marcato, un’energia aggressiva e una sicurezza quasi ridicola. Non sembra preoccuparsi di risultare elegante o credibile: entra in una stanza come se gli appartenesse.
Il lavoro sul trucco ha richiesto equilibrio. Rendere Cruise più anziano e appesantirne il fisico poteva facilmente trasformare Digger in una macchietta. L’attore e Iñárritu hanno quindi cercato il limite tra commedia e dramma, modificando progressivamente il trucco, i capelli, il tono della voce e la postura. Cruise ha descritto ogni personaggio come dotato di un proprio ritmo, che deve essere trovato prima delle riprese.
Il paragone più immediato è con Les Grossman, il produttore volgare e irascibile interpretato da Cruise in Tropic Thunder. Anche in quel caso l’attore aveva usato protesi, trucco pesante e un corpo molto diverso dal suo. Digger, però, dovrebbe avere maggiore spazio e una storia costruita interamente attorno alle sue manie.
Cruise ha citato anche altri ruoli della propria carriera, da Lestat in Intervista col vampiro al sicario Vincent di Collateral. Personaggi diversi, accomunati dal tentativo di trovare un modo fisico per comunicare la loro personalità. Nel suo metodo, l’aspetto non viene aggiunto alla fine: cresce insieme alla recitazione.
Per l’attore si tratta di una sfida insolita. Il pubblico è abituato a vederlo correre, pilotare aerei e affrontare personalmente scene d’azione pericolose. In Digger la trasformazione riguarda invece la disponibilità a diventare sgradevole, goffo e persino ridicolo. Iñárritu ha parlato di un altro tipo di coraggio rispetto alle imprese fisiche di Mission: Impossible.
Il regista messicano torna al cinema dopo Bardo, la cronaca falsa di alcune verità e lavora per la prima volta con Cruise. Nel cast figurano inoltre Jesse Plemons, Sandra Hüller, Riz Ahmed, John Goodman, Sophie Wilde ed Emma D’Arcy. Plemons ha descritto la sceneggiatura come una storia strana, divertente e tragica, con qualcosa che ricorda una versione moderna de Il dottor Stranamore.
Il trailer sembra confermare questa impressione. Digger appare circondato dal lusso, parla alle folle, affronta interrogatori e continua a presentarsi come l’unica persona in grado di evitare la fine del mondo. Il problema è che potrebbe essere stato proprio lui a metterlo in pericolo.
Tom Cruise ha detto di non aver mai affrontato una prova simile. Dopo tanti personaggi eroici, Digger gli permette di giocare con l’immagine che il pubblico ha costruito intorno a lui. Niente fascino impeccabile, niente atleta instancabile e nessun salvataggio spettacolare appeso a un aeroplano. Al loro posto troviamo un miliardario anziano, vanitoso e convinto di essere indispensabile.
La trasformazione ha già ottenuto il primo risultato: far parlare del film. Resta da capire se, superato lo stupore iniziale per il trucco, Digger Rockwell avrà anche lo spessore necessario per diventare uno dei personaggi più memorabili di Tom Cruise.
La trasformazione di Tom Cruise vi ha convinto oppure vi ricorda troppo Les Grossman di Tropic Thunder? Scrivete la vostra opinione nei commenti.


