Tom Holland ha parlato di Odissea di Christopher Nolan in modo molto diretto: secondo lui sarà un film diverso da quello che il pubblico è abituato a vedere, uno di quei progetti che ti fanno uscire dalla sala chiedendoti “ma come l’hanno girato?”. E il punto interessante è proprio questo. Non è la classica frase promozionale detta per dovere. Dalle sue parole si capisce che, almeno dal suo punto di vista, Nolan con questo film sta alzando l’asticella ancora una volta, sia sul piano visivo sia su quello del racconto.
Holland, che nel film interpreta Telemaco, ha raccontato a GQ di essere rimasto colpito dalla scala del progetto e dal modo in cui Nolan riesce a muoversi dentro una storia complessa senza perdere il lato emotivo. È una cosa che, detta così, può sembrare astratta. Però diventa più chiara quando aggiunge un dettaglio molto concreto: molte sequenze che lui stesso pensava fossero realizzate in digitale erano invece ottenute direttamente sul set, con effetti “in camera”, quindi senza affidarsi troppo agli interventi successivi al computer. Ed è qui che si capisce perché Holland parli di qualcosa fuori misura. Nolan non vuole solo fare un film epico. Vuole farlo in un modo che oggi si vede sempre meno.
In effetti è questo l’aspetto che incuriosisce di più. Oggi tanti blockbuster puntano su una quantità enorme di effetti visivi. Nolan, invece, continua a insistere su un altro approccio: costruire scene vere, ambienti reali, movimenti concreti, cercando di lasciare al digitale il minor spazio possibile. Holland ha detto che persino lui, pur essendo stato presente durante le riprese, è rimasto sorpreso dalla portata di certe sequenze. E se uno che il film lo ha vissuto da dentro reagisce così, un po’ la curiosità sale anche a te, no? Non capita spesso di sentire un attore parlare di un progetto con questo misto di stupore e rispetto.
C’è poi un altro elemento che rende il film ancora più interessante: il cast. Matt Damon sarà Ulisse, mentre Holland interpreta suo figlio. Nell’intervista, l’attore inglese ha speso parole molto belle proprio per Damon, dicendo che sul set è stato un leader vero, uno di quelli che danno il tono a tutta la troupe senza bisogno di fare scena. Ha raccontato che nessuno ha lavorato più duramente di lui e che il suo atteggiamento, sempre disponibile e sorridente, ha inciso molto sull’atmosfera generale del film. Sono dettagli che sembrano secondari, ma spesso fanno la differenza quando si capisce se una produzione enorme è stata gestita bene oppure no.
Holland ha anche spiegato di essere molto legato all’esperienza della sala cinematografica e di voler lavorare sempre di più con studi che credono ancora nel cinema visto in comune, al buio, con il pubblico davanti a uno schermo gigante. Detta così, sembra quasi una dichiarazione di intenti per i prossimi anni della sua carriera. E in effetti si lega perfettamente a Nolan, che da tempo è uno dei registi più convinti sostenitori del grande schermo. Per questo Odissea non sembra soltanto un altro titolo importante in arrivo, ma quasi un manifesto di un certo modo di fare cinema: spettacolare, ambizioso e pensato prima di tutto per essere vissuto in sala.
Per ora, naturalmente, siamo ancora nel campo delle attese. Però alcune cose sono già chiare. Il film uscirà negli Stati Uniti il 17 luglio 2026, avrà al centro la storia di Ulisse e potrà contare su un cast pieno di nomi forti, da Anne Hathaway a Zendaya, oltre a Damon e Holland. Ma il punto non è solo chi c’è. Il punto è che, ascoltando Holland, viene fuori l’idea di un film che vuole fare un passo in più rispetto alla media dei kolossal attuali. E quando diciamo che Nolan sta alzando l’asticella, forse intendiamo proprio questo: non accontentarsi della grandezza, ma provare a renderla anche più concreta, più fisica, più sorprendente. Se manterrà la promessa lo scopriremo solo in sala, ma la curiosità, onestamente, adesso è salita parecchio. Se ti va, dimmi la tua: sei tra quelli che aspettano Odissea con entusiasmo oppure vuoi prima vedere un trailer più sostanzioso?


