Tomb Raider con Alicia Vikander sta scalando le classifiche di Netflix, posizionandosi al quinto posto tra i film più visti sulla piattaforma. Il reboot del 2018 diretto da Roar Uthaug continua ad affascinare il pubblico a distanza di anni, e non solo per l’azione adrenalinica e le scenografie mozzafiato. Dietro le quinte di questo film si nascondono storie incredibili che pochi conoscono, a partire dalla trasformazione fisica estrema dell’attrice svedese.
La palestra dentro un camion: quando l’allenamento diventa uno stile di vita
Dimenticatevi la classica preparazione atletica per un film d’azione. Alicia Vikander si allenava tra le 4 e le 5 ore al giorno, sei giorni alla settimana, per un totale di quattro mesi prima dell’inizio delle riprese. Ma la parte più folle? La produzione costruì una palestra personalizzata all’interno di un camion lungo 24 metri che seguiva l’attrice ovunque andasse sul set.
Ogni mattina, prima di presentarsi davanti alle telecamere, Vikander si allenava per 45 minuti fino a un’ora in questa palestra mobile. Non c’erano scuse, non c’erano giorni liberi. Il risultato? L’attrice mise su quasi 5 chili di pura massa muscolare, trasformando il suo fisico da ballerina in quello di un’atleta da combattimento. Per capire l’entità della trasformazione, basta pensare che quei 5 chili rappresentavano circa il 10% del suo peso corporeo totale.
Dal balletto alle arti marziali: il segreto del successo
Alicia Vikander non era completamente impreparata a questa sfida fisica. Per anni aveva studiato danza classica, un’attività che richiede disciplina ferrea e resistenza fisica. “Il balletto è uno sport durissimo”, ha raccontato l’attrice. “Ho ritrovato molte similitudini tra come mi allenavo allora e quello che ho dovuto fare per Tomb Raider”.
Il suo allenamento per il film includeva MMA (arti marziali miste), boxe, arrampicata, nuoto, sollevamento pesi e tiro con l’arco. A guidarla in questo percorso estremo c’era Magnus Lygdback, personal trainer svedese delle star, lo stesso che successivamente avrebbe preparato Gal Gadot per Wonder Woman e Ben Affleck per Batman in Justice League.
Lygdback non si limitava a far fare esercizi a caso. Aveva sviluppato il “Magnus Method”, un programma che combinava alimentazione, allenamento e preparazione mentale. Per Vikander, questo significava cinque pasti iperproteici al giorno e una dieta chetogenica nei due mesi prima delle riprese, con carboidrati ridotti drasticamente e grassi buoni come avocado, olio di cocco e pesce.
La determinazione che stupì persino i colleghi
Walton Goggins, che nel film interpreta il cattivo Mathias Vogel, ha raccontato di essersi sentito quasi in imbarazzo vedendo la dedizione della collega. “È una vera potenza. Mi ha messo in imbarazzo a togliermi la maglietta e vado in palestra cinque giorni alla settimana!”, ha ammesso l’attore.
E non si trattava solo di apparire in forma. Vikander insistette per fare in prima persona tutti gli stunt possibili, senza controfigure, con una dedizione degna di Tom Cruise. Arrampicarsi, saltare, combattere: tutto veniva fatto realmente dall’attrice, che voleva che ogni scena trasmettesse autenticità.
Il dettaglio assurdo: tre settimane per perdere tutto
Ecco forse la curiosità più incredibile: dopo mesi e mesi di sacrifici, allenamenti massacranti e disciplina ferrea, Alicia Vikander impiegò appena tre settimane per perdere tutta la massa muscolare che aveva faticosamente costruito. Tre settimane. Il tempo necessario perché il corpo tornasse alle sue forme originali, come se quei quattro mesi di lavoro durissimo non fossero mai esistiti.
L’attrice stessa è rimasta scioccata dalla rapidità con cui il suo corpo ha reagito. Durante un’intervista ha ammesso candidamente: “Purtroppo l’ho un po’ perso per strada. Sei giorni alla settimana in palestra, per due ore ogni volta: era davvero faticoso, ferreo. Senza il mio fantastico personal trainer Magnus, non ho più la stessa disciplina”.
48 paia di pantaloni e altri numeri folli
La meticolosità della produzione non si fermava all’allenamento dell’attrice. Il team dei costumisti realizzò 48 paia di pantaloni da combattimento in quattro diversi stati di usura, da puliti a completamente logori. Aggiungiamoci 100 gilet in cinque stadi di invecchiamento e 14 paia di scarponcini in tre livelli di consumo, e si capisce quanto ogni dettaglio fosse studiato per rendere credibile il viaggio di Lara attraverso la giungla.
Nick Frost nascosto e altre chicche di casting
Chi ha visto il film probabilmente non se n’è accorto, ma Nick Frost appare in una scena non accreditato nei credits. L’attore britannico, famoso per le sue collaborazioni con Simon Pegg, interpreta l’uomo a cui Lara vende un cimelio di famiglia per potersi permettere il viaggio in Asia. La sua presenza è doppiamente simbolica: Frost è un noto appassionato di videogiochi, e in un episodio della sitcom “Spaced” il suo amico Simon Pegg giocava proprio a Tomb Raider per consolarsi dopo una brutta giornata.
Altro dettaglio curioso: Dominic West, che interpreta il padre di Lara, aveva già fatto lo stesso ruolo con Vikander nel film “Testament of Youth” del 2014. Una sorta di casting ricorrente che ha creato un’intesa naturale tra i due attori.
E mentre tutti nel cast avevano giocato al videogioco di Tomb Raider in preparazione al film, Walton Goggins ha ammesso di non averlo mai fatto. “L’ultimo gioco a cui ho giocato è stato Donkey Kong”, ha scherzato. “Ho voluto evitare la pressione derivata dalla visione attraverso quell’ottica; per me la sceneggiatura era una cosa nuova”.
La fan segreta del videogioco
Alicia Vikander non ha dovuto studiare molto il personaggio di Lara Croft, perché era già una grande fan del videogioco. L’attrice ha rivelato di aver giocato da giovane “di nascosto”, e quando è stata scelta per il ruolo si è preparata studiando i reboot del 2013 e “Rise of the Tomb Raider”. Conosceva già perfettamente l’universo di Lara, le sue motivazioni, il suo spirito avventuroso.
Il sequel che non vedremo mai
Dopo un incasso mondiale di 274 milioni di dollari a fronte di un budget di 94 milioni, sembrava scontato che sarebbe arrivato un seguito. Il sequel era stato effettivamente pianificato, con Ben Wheatley alla regia e la Vikander pronta a riprendere il ruolo. La sceneggiatura era stata completata, gli storyboard erano pronti, il titolo provvisorio era “Tomb Raider: Obsidian”.
Poi è arrivata la pandemia, i ritardi si sono accumulati, e nel 2022 la MGM ha perso i diritti del franchise. Il sequel è stato ufficialmente cancellato, lasciando i fan con l’amaro in bocca. Prime Video ha successivamente acquisito i diritti e annunciato un nuovo reboot scritto da Phoebe Waller-Bridge, ma con una nuova attrice nel ruolo di Lara Croft.
E tu, hai già visto Tomb Raider su Netflix? Conoscevi tutte queste curiosità sulla preparazione di Alicia Vikander? Dopo aver saputo quanto lavoro c’è dietro ogni scena d’azione, il film assume tutto un altro significato. Facci sapere nei commenti cosa ne pensi della performance della Vikander e se secondo te avrebbe meritato un sequel!


