Tommaso Paradiso ha contratto il Toscana virus dopo la puntura di un pappatacio e ha dovuto annullare due appuntamenti all’Arena di Verona. Il cantante ha spiegato sui social di essere in ripresa, ma di non sentirsi ancora abbastanza bene per esibirsi il 1° settembre agli RTL 102.5 Power Hits Estate e il giorno successivo ai Radio Zeta Future Hits Live.
Il nome può spaventare, soprattutto perché se ne parla molto meno rispetto a West Nile, Dengue o Chikungunya. In realtà il Toscana virus non è nuovo: è stato isolato per la prima volta nel 1971 proprio in Toscana ed è presente da decenni in diverse zone del Mediterraneo.
Cos’è il Toscana virus
Il Toscana virus, indicato anche come TOSV, è un arbovirus della famiglia dei Phenuiviridae.
La sua particolarità è il vettore: non viene trasmesso principalmente dalle zanzare, ma dai flebotomi, piccoli insetti conosciuti più comunemente come pappataci.
Sono minuscoli, hanno un volo molto silenzioso e sono particolarmente attivi durante i mesi caldi. In Europa meridionale i casi si concentrano soprattutto tra primavera e autunno, con il periodo di maggiore attività nei mesi estivi.
Si può contagiare da persona a persona?
Questa è probabilmente la domanda più importante.
No: non risultano modalità riconosciute di trasmissione diretta da una persona all’altra.
Il contagio avviene attraverso la puntura di una femmina di pappatacio infetta. Quindi stare vicino a una persona che ha contratto il Toscana virus non significa esporsi automaticamente all’infezione.
Il periodo di incubazione è generalmente compreso tra 3 e 7 giorni, anche se in alcuni casi può arrivare fino a due settimane.
Quali sono i sintomi?
Molte persone potrebbero contrarre il virus senza neppure accorgersene.
Secondo l’ECDC, una parte consistente delle infezioni è asintomatica o provoca sintomi lievi. Nei casi in cui la malattia si manifesta possono comparire febbre improvvisa, mal di testa, nausea, vomito, dolori muscolari, stanchezza e malessere generale.
La maggior parte delle infezioni si risolve senza conseguenze importanti.
Esistono però forme più serie.
In alcuni casi il virus può raggiungere il sistema nervoso centrale e provocare meningite, encefalite o meningoencefalite. Sono proprio queste forme neuroinvasive a essere maggiormente monitorate dalle autorità sanitarie.
I decessi sono considerati rari, ma non impossibili.
Come si cura?
Al momento non esiste un farmaco antivirale specifico contro il Toscana virus e non è disponibile un vaccino autorizzato.
La terapia è quindi sintomatica: si interviene sui disturbi provocati dall’infezione e si controllano le condizioni del paziente. Nei casi neurologici più importanti può essere necessario il ricovero ospedaliero, fino alla terapia intensiva nelle forme più gravi.
Questo non significa che chi contrae il virus debba aspettarsi un quadro grave.
Le forme neuroinvasive rappresentano la parte clinicamente più importante, mentre molte infezioni restano lievi o non vengono neppure diagnosticate.
In Italia il virus circola più di quanto si pensi
Il nome “Toscana” può far credere che il problema riguardi soltanto quella regione.
Non è così.
Il virus circola in diverse zone italiane e in numerosi Paesi del Mediterraneo, tra cui Spagna, Francia, Grecia, Croazia, Portogallo e Cipro.
L’Istituto Superiore di Sanità ha osservato negli ultimi anni un aumento dei casi neuroinvasivi in Italia. Tra il 2016 e il 2023 sono stati segnalati 607 casi di malattia neuroinvasiva, con una forte crescita soprattutto nel biennio 2022-2023.
Per il 2025 i dati consolidati dell’ISS indicano 116 casi confermati di Toscana virus, 115 dei quali autoctoni, con un decesso.
I numeri reali delle infezioni potrebbero però essere più alti, proprio perché molti contagi non provocano sintomi abbastanza importanti da portare a una diagnosi.
Come ci si protegge dai pappataci?
La prevenzione riguarda soprattutto le punture.
L’ECDC consiglia di usare repellenti seguendo le indicazioni riportate sui prodotti, indossare vestiti che coprano maggiormente la pelle e dormire in ambienti protetti da zanzariere o climatizzati, soprattutto nelle zone in cui i flebotomi sono presenti.
I pappataci sono più piccoli delle comuni zanzare, quindi anche le reti protettive devono essere abbastanza fitte.
Paradiso rassicura i fan, ma per ora deve fermarsi
Tommaso Paradiso ha raccontato di essere stato punto circa dieci giorni prima dell’annuncio.
Ha precisato di essere in fase di recupero, ma un concerto richiede uno sforzo fisico importante e per questo ha preferito rinunciare ai due eventi veronesi.
Avrebbe dovuto presentare anche Agitare coca cola, il suo nuovo brano estivo.
La notizia ha inevitabilmente acceso l’attenzione su un virus di cui molti non avevano mai sentito parlare, pur essendo presente nel nostro Paese da decenni.
Non serve però trasformarlo in un nuovo allarme.
La maggior parte delle infezioni non provoca forme gravi, non si trasmette direttamente tra persone e la prevenzione passa soprattutto dalla protezione contro le punture dei pappataci.
Tu conoscevi già il Toscana virus oppure ne hai sentito parlare per la prima volta dopo l’annuncio di Tommaso Paradiso? Scrivilo nei commenti.


