Toni Servillo chiuso in una casa di Napoli con un nipotino di cinque anni capace di metterlo continuamente in difficoltà. Basta questa premessa per rendere curioso Scherzetto, il nuovo film di Mario Martone che sarà presentato il 10 settembre 2026 alla Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione Venice Open – Fuori Concorso.
La prima clip ufficiale ha mostrato finalmente Servillo nei panni di Daniele Mallarico, un illustratore famoso, vedovo, ormai sopra i settant’anni e abituato a vivere da solo a Milano. Sua figlia Betta gli chiede di tornare per qualche giorno nella casa di famiglia a Napoli e occuparsi del piccolo Mario mentre lei e il marito sono fuori per un convegno.
Sembra un favore relativamente semplice.
Naturalmente non lo sarà.
Il vero scontro è tra un uomo di settant’anni e un bambino
Mario ha soltanto cinque anni, ma viene descritto come un bambino estremamente sveglio, sicuro di sé e capace di parlare quasi come un adulto.
Daniele parte invece convinto di essere quello con l’esperienza, l’autorità e le risposte.
Nel giro di poco tempo il rapporto si trasforma in un duello tra nonno e nipote, giocato quasi interamente dentro la vecchia casa napoletana e sul suo balcone.
La situazione può diventare molto divertente, ma Martone sembra interessato soprattutto a ciò che quel bambino provoca nell’uomo.
Mario non deve necessariamente fare grandi discorsi.
Gli basta esserci.
La sua energia, la curiosità e quella sicurezza tipica dei bambini che non hanno ancora imparato a preoccuparsi del tempo costringono Daniele a guardare una vita che si trova ormai dalla parte opposta.
Dietro Scherzetto c’è un romanzo di Domenico Starnone
Il film nasce dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, pubblicato da Einaudi.
La sceneggiatura è firmata dallo stesso Martone insieme a Ippolita di Majo, mentre il cast comprende Toni Servillo, Lorenzo Perrotta, Serena Rossi, Leonardo Lidi, Gianluca Di Gennaro e Giovanni Ludeno. La durata ufficiale indicata dalla Biennale è di 105 minuti.
Una delle caratteristiche più intriganti della storia è proprio la sua dimensione ridotta.
Non servono città diverse, inseguimenti o decine di personaggi.
Martone parte da una casa, un balcone, un anziano e un bambino.
Una scelta che mette inevitabilmente moltissimo peso sulle interpretazioni.
Toni Servillo davanti a un attore di cinque anni potrebbe essere già un motivo per vederlo
Servillo è uno di quegli interpreti ai quali siamo abituati ad associare dialoghi complessi, personaggi dominanti e uomini capaci di controllare una stanza appena entrano.
In Scherzetto il suo avversario cinematografico ha cinque anni.
Ed è proprio questo contrasto a rendere il film curioso.
Martone ha raccontato che lavorare con Lorenzo Perrotta, il giovanissimo interprete di Mario, ha reso il set imprevedibile. Il bambino poteva semplicemente decidere di essersi stancato e, secondo il regista, è successo realmente.
Non è quindi soltanto Daniele Mallarico a dover affrontare qualcosa che non può controllare.
Anche Servillo, attore con una carriera enorme alle spalle, si è trovato a recitare accanto a qualcuno che non può comportarsi con la precisione di un collega adulto.
Questo potrebbe regalare alle scene una spontaneità difficile da costruire artificialmente.
Per Martone la casa diventa anche un luogo pieno di ricordi
Daniele non torna semplicemente a Napoli.
Torna nella casa in cui è cresciuto.
Il balcone, le stanze e le voci provenienti dalla strada lo riportano verso una parte della propria vita che aveva lasciato alle spalle.
Martone ha spiegato di essere rimasto affascinato dal romanzo proprio per la presenza di “due personaggi agli estremi della vita”, un unico ambiente e dei fantasmi. Durante la lavorazione, ha aggiunto, dentro il film hanno iniziato a entrare anche i suoi ricordi personali.
Questo rende Scherzetto qualcosa di più di una commedia sul nonno costretto a fare il babysitter.
Il confronto con Mario obbliga Daniele a misurarsi con l’età, con il lavoro e con ciò che pensa di aver lasciato dietro di sé.
Martone e Servillo si ritrovano ancora
Scherzetto continua inoltre uno dei rapporti artistici più riconoscibili del cinema italiano contemporaneo.
Martone e Servillo hanno già lavorato insieme diverse volte, passando da film molto differenti tra loro. Questa nuova collaborazione li porta però verso un terreno particolarmente intimo: poche persone, spazi limitati e moltissimo affidato agli attori.
Il film sarà mostrato a Venezia fuori concorso, una scelta che coinvolge anche altri importanti autori italiani presenti all’edizione 2026. Il direttore della Mostra Alberto Barbera ha spiegato di essere grato a registi come Martone per aver accettato di partecipare senza competere per il Leone d’Oro.
Perché Scherzetto potrebbe essere interessante
Ci sono film che incuriosiscono per la dimensione produttiva.
Scherzetto fa quasi il contrario.
La sua forza potenziale sembra stare nella semplicità della situazione.
Un uomo anziano pensa di dover badare a un bambino e scopre invece che quel bambino è capace di mettere in discussione lui.
La differenza d’età può produrre comicità, ma anche conversazioni molto meno leggere. Daniele vede davanti a sé l’inizio della vita mentre lui comincia inevitabilmente a fare i conti con il tempo trascorso.
In mezzo c’è Napoli, una casa piena di ricordi e Toni Servillo costretto a perdere progressivamente quel controllo che tanti suoi personaggi cercano di mantenere.
La prima clip è soltanto un assaggio, ma la combinazione tra Mario Martone, Domenico Starnone e Toni Servillo rende il film uno dei titoli italiani da seguire con maggiore attenzione durante la Mostra di Venezia.
Dopo l’anteprima del 10 settembre capiremo se quel piccolo duello tra nonno e nipote riuscirà a essere divertente quanto doloroso.
Tu andresti a vedere un film costruito quasi interamente sul confronto tra Toni Servillo e un bambino di cinque anni? Scrivilo nei commenti.


