Quarant’anni. Tom Cruise aveva ventitré anni quando ha girato Top Gun, indossava occhiali da sole Aviator con una sicurezza che avrebbe fatto invidia a chiunque, e stava per definire l’estetica di un’intera decade con una giacca da aviatore e una motocicletta. Adesso ne ha sessantadue, fa ancora tutti gli stunt da solo (lo abbiamo appena scritto in un altro articolo su Mission: Impossible 2, quindi lo sappiamo con certezza), e il film originale torna al cinema il 13 e 14 maggio, seguito da Maverick il 18 e 19 maggio.
Quaranta anni. Fai il conto su di te, se vuoi, ma non è obbligatorio.
Il film del 1986 ha quella trama che nel 2026 descrivi così: un gruppo di piloti d’élite della Marina americana si allena alla leggendaria scuola Top Gun, c’è rivalità, ci sono manovre impossibili, c’è un ribelle di talento che si chiama Pete “Maverick” Mitchell. Fine. Non c’è un secondo atto complicato, non ci sono sottotrame politiche, non c’è un villain con motivazioni psicologiche approfondite. C’è Maverick che vola, c’è Kelly McGillis, c’è Take My Breath Away dei Berlin in sottofondo, e c’è quella partita di pallavolo sulla spiaggia che ha generato più dibattiti culturali di quanto qualsiasi partita di pallavolo abbia mai meritato.
Quello che ricordi del film e quello che in realtà non sai di ricordare
C’è una differenza tra i film che ricordi di aver visto e i film che hai davvero visto. Top Gun sta nella prima categoria per almeno la metà delle persone che dicono di conoscerlo, perché nel 1986 era ovunque, poi è rimasto ovunque per anni in televisione, e a un certo punto hai smesso di capire se l’hai effettivamente guardato dall’inizio alla fine o se hai semplicemente assorbito abbastanza frammenti da costruire il ricordo di un’esperienza completa.
Se rientri in questa categoria, il 13 maggio è l’occasione per scoprire la verità. Se invece lo hai visto veramente, il 13 maggio è l’occasione per accorgerti di quante cose avevi dimenticato e di quante invece erano rimaste impresse in modo permanente nella tua memoria cinematografica senza che tu lo sapessi. Il cinema funziona così con i classici: ogni volta che li rivedi trovi qualcosa che non sapevi di sapere.
Poi c’è la questione del grande schermo, che per questo film specifico non è un dettaglio marginale. Top Gun è stato concepito per essere visto grande, con il suono alto, con le scene in cabina di pilotaggio che occupano tutto il campo visivo. Guardarlo su un laptop non è la stessa cosa. Guardarlo su una televisione da sessanta pollici non è la stessa cosa. Guardarlo al cinema il 13 o 14 maggio è la stessa cosa che vederlo nel 1986, che è un tipo di esperienza abbastanza rara da giustificare l’acquisto del biglietto anche se hai già la DVD box set a casa.
Maverick e la questione del sequel migliore dell’originale
Top Gun: Maverick arriva il 18 e 19 maggio, e qui la conversazione diventa più interessante perché il film del 2022 ha fatto una cosa che i sequel raramente riescono a fare: non solo ha rispettato l’originale, ma per molti lo ha superato. Non nel senso nostalgico del “era meglio prima”, ma nel senso opposto: Maverick è oggettivamente un film più riuscito del primo, con una scrittura più solida, una gestione emotiva più sofisticata e scene d’azione che dal punto di vista tecnico sono tra le più impressionanti degli ultimi vent’anni di cinema d’azione.
Il fatto che sia uscito trentasei anni dopo il primo e che Cruise avesse cinquantanove anni durante le riprese è il tipo di dettaglio che guardi e poi guardi di nuovo perché non torna con nessuna delle leggi fisiche che pensavi di conoscere. Eppure è lì sullo schermo, con quelle scene nei caccia F/A-18 girate in condizioni reali che hanno fatto venire mal di stomaco a metà del cast.
Se non hai visto Maverick al cinema nel 2022, o se lo hai visto ma su uno schermo che non faceva giustizia a quello che stavi guardando, il 18 e 19 maggio è la finestra giusta. Se invece lo hai già visto in sala e lo ricordi bene: hai ancora cinque giorni tra il primo e il secondo appuntamento per decidere se rivederlo o meno. Cinque giorni sono sufficienti per prendere una decisione di questa portata, ammesso che tu non stia già facendo altro il 18 e il 19 maggio, nel qual caso non è colpa mia.
Perché il cinema di anniversario funziona, anche quando sai già come va a finire
C’è un tipo di esperienza cinematografica che streaming non può replicare, ed è quella di sedersi in una sala con altre persone che hanno scelto di essere lì per lo stesso motivo. Non perché era sul catalogo, non perché era la cosa più comoda da guardare quella sera, ma perché hanno deciso che valeva il viaggio, il biglietto e le due ore. Con i film di anniversario questa cosa diventa ancora più precisa: in sala ci sono persone che quel film lo conoscono, che ci tengono, che forse lo hanno visto per la prima volta in un momento della loro vita che ricordano ancora.
Quarant’anni di Top Gun significa che ci sarà qualcuno in sala che lo vide da ragazzino e ci porta il figlio adolescente adesso. Significa che ci sarà qualcuno che non era ancora nato nel 1986 e lo vede per la prima volta su grande schermo nel 2026. Significa che ci sarà qualcuno esattamente come te, con la sua storia personale con quel film, che ha deciso che vedere Maverick sulla moto in quella prima scena vale il prezzo del biglietto.
Hai già comprato il biglietto o stai ancora decidendo se andare il 13 o il 14 maggio, sapendo già che probabilmente aspetterai l’ultimo momento?


