Toy Story 5 ha fatto quello che molti si aspettavano, ma con numeri ancora più pesanti: è partito fortissimo al box office e ha firmato il miglior debutto del 2026. Il quinto capitolo della saga Pixar ha incassato 160 milioni di dollari nel primo weekend in Nord America, battendo il precedente record interno del franchise, che apparteneva a Toy Story 4 con 120 milioni nel 2019.
Nel mondo il risultato è ancora più impressionante: 312 milioni di dollari nel weekend d’esordio, con 152 milioni arrivati dai mercati internazionali. Tradotto: Woody, Buzz, Jessie e compagnia non sono tornati solo per nostalgia. Sono tornati per prendersi la sala, e ci sono riusciti.
E la cosa interessante, stavolta, è che Toy Story 5 non sta funzionando solo perché “è Toy Story”. Sta funzionando perché intercetta un tema molto attuale: il rapporto tra bambini, giocattoli e schermi.
Il nuovo nemico è un tablet, e Pixar ha scelto un tema furbo
La trama di Toy Story 5 mette i giocattoli davanti a una minaccia diversa dal solito. Non un altro giocattolo geloso, non un collezionista inquietante, non un bambino che tratta male i pupazzi. Stavolta il problema è Lilypad, un tablet che entra nella vita di Bonnie e rischia di mettere da parte i suoi vecchi compagni di gioco.
È una scelta molto furba, perché parla ai bambini, ma forse ancora di più agli adulti. I genitori riconoscono subito quel conflitto: il tablet che cattura l’attenzione, il gioco fisico che perde spazio, l’immaginazione che deve competere con uno schermo acceso.
Pixar ha sempre funzionato meglio quando ha preso una paura concreta e l’ha trasformata in una storia accessibile. In Toy Story 3 era la paura di crescere e lasciare andare l’infanzia. In Toy Story 4 era il bisogno di capire chi sei quando non servi più nello stesso modo di prima. In Toy Story 5 la domanda sembra più semplice, ma è potentissima: i giocattoli hanno ancora un posto nella vita dei bambini di oggi?
A giudicare dagli incassi, il pubblico ha risposto sì. E lo ha fatto comprando biglietti.
Un record per la saga, 31 anni dopo il primo Toy Story
Il dato più clamoroso è il confronto con il passato. Toy Story è nato nel 1995 e, 31 anni dopo, riesce ancora a segnare il miglior debutto della sua storia. Non è una cosa scontata. Anzi, per una saga arrivata al quinto film è quasi una piccola anomalia felice.
Toy Story 3 sembrava una chiusura perfetta. Toy Story 4 aveva già diviso una parte del pubblico, perché molti pensavano che la saga non avesse più bisogno di continuare. Toy Story 5 partiva quindi con una domanda addosso: serviva davvero?
Il box office, almeno per ora, dice che sì, serviva eccome. O quantomeno il pubblico aveva ancora voglia di tornare in quel mondo.
Il film riporta in scena le voci storiche di Tom Hanks come Woody, Tim Allen come Buzz Lightyear e Joan Cusack come Jessie. Alla regia c’è Andrew Stanton, nome enorme dentro Pixar, già dietro film come Alla ricerca di Nemo e WALL-E. La colonna sonora resta affidata a Randy Newman, mentre nel film arriva anche una nuova canzone di Taylor Swift, I Knew It, I Knew You.
Sono ingredienti pensati per parlare a più generazioni. I bambini trovano l’avventura. I genitori trovano i personaggi con cui sono cresciuti. I fan Pixar trovano il piacere di vedere un marchio storico trattato ancora come evento cinematografico.
Il budget è enorme, ma la corsa al miliardo è già possibile
Toy Story 5 è costato circa 250 milioni di dollari, senza contare il marketing. Una cifra enorme, anche per Pixar e Disney. Questo significa che il film deve correre parecchio per diventare un successo pieno.
Il primo weekend, però, mette già il progetto nella posizione migliore. Con 312 milioni mondiali al debutto, Toy Story 5 sembra avviato verso un percorso molto forte. Il miliardo non è garantito, perché il passaparola e la tenuta nelle prossime settimane saranno decisivi, ma al momento appare una possibilità concreta.
Le recensioni sono molto positive e il pubblico americano gli ha assegnato una valutazione A al CinemaScore, segnale importante per la tenuta. I film d’animazione per famiglie, se piacciono davvero, possono restare in sala a lungo. Non vivono solo del primo weekend, ma di famiglie che arrivano più lentamente, seconde visioni, passaparola, weekend estivi e sale piene nel pomeriggio.
In Italia Toy Story 5 parte meglio di Toy Story 4
Anche in Italia il debutto è stato molto forte. Nel primo giorno di programmazione, Toy Story 5 ha incassato circa 734 mila euro, con oltre 204 mila spettatori. Il dato è ancora più interessante se lo confrontiamo con Toy Story 4, che nel 2019 aveva aperto con circa 421 mila euro.
Quindi il quinto capitolo è partito nettamente meglio del precedente. Certo, il primo giorno è stato aiutato anche dall’ultimo giorno di Cinema in Festa, con biglietti a prezzo ridotto. Però il segnale resta forte: il pubblico italiano ha risposto presente.
Il giorno successivo, tornati ai prezzi ordinari, Toy Story 5 ha aggiunto circa 580 mila euro e più di 74 mila presenze, superando 1,3 milioni di euro in due giorni. Il calo contenuto rispetto al debutto è un buon indizio, perché mostra che non si è trattato solo dell’effetto promozione.
In pratica, l’Italia sembra aver accolto Toy Story 5 meglio di quanto aveva fatto con Toy Story 4. E questo è un dato da non sottovalutare, perché il quarto capitolo nel nostro Paese non aveva raggiunto i livelli di Toy Story 3.
Il cinema estivo respira anche grazie a Pixar
Il successo di Toy Story 5 arriva in un momento importante per le sale. Negli Stati Uniti il box office estivo è in crescita rispetto al 2025 e si sta avvicinando ai livelli del 2019 nello stesso periodo. Non c’è solo il grande franchise Pixar: stanno funzionando anche film originali, horror a basso budget e titoli adulti come Disclosure Day di Steven Spielberg.
Però Toy Story 5 ha un peso speciale. È il tipo di film che porta al cinema famiglie intere, bambini, genitori, fan cresciuti con la saga e spettatori che magari non vanno in sala ogni settimana. È cinema-evento, ma con un’anima familiare.
E forse questa è la lezione più semplice: i grandi marchi funzionano ancora, ma devono dare al pubblico una ragione per uscire di casa. Toy Story 5 sembra averla trovata mettendo insieme nostalgia, tema contemporaneo e personaggi che, dopo oltre trent’anni, hanno ancora qualcosa da dire.
Adesso resta da capire se il film saprà reggere nelle prossime settimane. Il debutto è da record, ma la vera prova per un film Pixar è sempre la durata. Se famiglie e pubblico continueranno a consigliarlo, Toy Story 5 potrebbe diventare uno dei maggiori incassi dell’anno.
Tu cosa ne pensi? Toy Story doveva fermarsi prima o questo quinto capitolo ha trovato un motivo valido per esistere? Scrivilo nei commenti.


