Toy Story 5 è partito fortissimo al box office e ha mandato un messaggio abbastanza chiaro a Disney e Pixar: Woody, Buzz, Jessie e gli altri giocattoli hanno ancora una forza enorme sul pubblico. Il film ha incassato circa 160 milioni di dollari nel primo weekend americano e 312 milioni nel mondo, diventando il miglior debutto della saga e il più grande esordio cinematografico del 2026 finora.
Tradotto in modo semplice: chi pensava che il pubblico fosse stanco di Toy Story deve probabilmente rivedere i propri appunti.
Il quinto capitolo, diretto da Andrew Stanton e scritto insieme a Kenna Harris, riprende il mondo dei giocattoli di Bonnie e lo mette davanti a un nemico molto moderno: Lilypad, un tablet che rischia di rubare spazio, attenzione e affetto ai vecchi amici di plastica, stoffa e batterie. Un’idea quasi inevitabile, se ci pensi. Dopo anni passati a raccontare il rapporto tra bambini e giocattoli, Pixar guarda la cameretta di oggi e trova lo schermo acceso.
Un debutto enorme per Pixar
I numeri di Toy Story 5 sono pesanti. Non solo perché superano quelli di Toy Story 4, che nel 2019 aveva aperto con circa 120 milioni di dollari negli Stati Uniti, ma perché arrivano in un momento delicato per Pixar.
Negli ultimi anni lo studio ha avuto un rapporto complicato con il pubblico in sala. Alcuni film originali sono finiti direttamente in streaming, altri hanno faticato a riportare le famiglie al cinema, e diversi titoli non hanno avuto l’impatto che ci si aspettava da un marchio così amato. Pixar resta Pixar, certo. Però il suo nome, da solo, non garantisce più automaticamente l’evento.
Toy Story 5 invece sì. O almeno, per ora sembra proprio di sì.
Il film non ha solo attirato i nostalgici cresciuti con il primo Toy Story del 1995. Ha portato in sala anche famiglie nuove, bambini che magari non hanno vissuto l’uscita dei capitoli precedenti, ma conoscono comunque quei personaggi come se fossero sempre stati lì. Ed è questa la vera potenza della saga: ha attraversato generazioni senza sembrare un oggetto da museo.
Disney prenderà nota, eccome
Il successo di Toy Story 5 avrà conseguenze. Disney non guarda questi numeri con distacco filosofico. Li guarda come una conferma precisa: i sequel Pixar, se legati ai marchi giusti, possono ancora funzionare benissimo.
Questo significa che Toy Story 6 diventa molto più probabile. Non è stato annunciato ufficialmente, ma dopo un’apertura del genere sarebbe ingenuo pensare che Disney non stia già ragionando sul prossimo passo. Anche Andrew Stanton ha lasciato intendere che l’idea potrebbe avere una logica: Andy ha avuto una trilogia perfetta, e Bonnie potrebbe averne una sua.
È un ragionamento furbo. I primi tre film raccontavano il rapporto tra i giocattoli e Andy, dall’infanzia fino all’addio. Toy Story 4 aveva aperto un nuovo capitolo, separando Woody dal gruppo e spostando la saga verso un discorso diverso: cosa significa essere un giocattolo quando il tuo bambino non ha più bisogno di te? Toy Story 5 porta avanti il mondo di Bonnie e mette i giocattoli davanti a un cambiamento ancora più attuale: la tecnologia.
Un sesto film potrebbe chiudere il percorso di Bonnie in modo simile a quanto Toy Story 3 aveva fatto con Andy. Sarebbe una scelta molto ordinata. Forse anche troppo ordinata, ma commercialmente fortissima.
Il rischio nostalgia è sempre dietro l’angolo
Naturalmente non basta incassare tanto per rendere necessaria una nuova storia. Toy Story è una saga amatissima proprio perché, almeno nei suoi momenti migliori, non ha mai trattato il pubblico da bancomat emotivo.
Il primo film ha cambiato l’animazione. Il secondo ha parlato della paura di essere dimenticati. Il terzo ha fatto piangere mezzo pianeta con un addio costruito benissimo. Il quarto ha diviso di più, ma ha avuto il coraggio di chiedersi se Woody potesse esistere anche fuori dal ruolo che aveva sempre avuto.
Il quinto, a giudicare dal tema, prova a parlare del presente: bambini sempre più attratti dagli schermi, giocattoli tradizionali che perdono spazio, genitori che guardano la cameretta e vedono meno pupazzi e più tablet. Non è solo una trovata comica. È una paura molto reale, e Pixar sa benissimo come trasformare paure quotidiane in avventure animate.
Il problema nascerà se Toy Story 6 verrà pensato solo perché “il quinto ha incassato tanto”. A quel punto il rischio sarebbe quello di allungare una saga che ha già avuto più finali possibili.
Pixar ha bisogno dei sequel, ma anche delle idee nuove
La questione più grande riguarda Pixar. Il successo di Toy Story 5 rafforza i sequel, ma non dovrebbe far dimenticare l’importanza dei film originali. Pixar è diventata Pixar perché ha inventato mondi: giocattoli vivi, mostri che lavorano nelle paure dei bambini, pesci in cerca del figlio, robot innamorati, emozioni con un ufficio nella testa.
Se lo studio si appoggia troppo ai marchi già sicuri, rischia di diventare una fabbrica di ritorni. E sarebbe un peccato, perché il pubblico ha ancora bisogno di personaggi nuovi. Il punto è trovare un equilibrio: usare i sequel forti per sostenere anche progetti più rischiosi.
Toy Story 5 dimostra che l’affetto per certi personaggi è ancora enorme. Però dimostra anche un’altra cosa: il pubblico torna volentieri, ma pretende che ci sia almeno un motivo per farlo. Non basta rivedere Buzz che dice la sua frase famosa o Woody con il cappello. Serve una storia che parli a chi guarda adesso.
Toy Story 6 si farà?
Dopo un debutto da 312 milioni di dollari nel mondo, la risposta più realistica è: probabilmente sì. Magari non subito, magari con tempi lunghi, magari aspettando di capire come reggerà Toy Story 5 nelle prossime settimane. Però Disney e Pixar hanno appena ricevuto una conferma troppo grande per ignorarla.
La vera domanda non è se Toy Story 6 possa esistere. La vera domanda è se abbia qualcosa da dire.
Perché Toy Story ha già raccontato l’infanzia, l’abbandono, la crescita, il distacco, il cambiamento e ora anche la concorrenza degli schermi. Se arriverà un sesto film, dovrà trovare un’altra ferita tenera da toccare. Un’altra paura semplice, di quelle che sembrano piccole e poi ti fregano.
Per ora, comunque, Pixar può respirare. Toy Story 5 non è solo un successo: è una dichiarazione di forza. I giocattoli sono tornati, il pubblico ha risposto, e il futuro della saga sembra di nuovo apertissimo.
Tu cosa ne pensi? Dopo il successo di Toy Story 5 vorresti vedere anche Toy Story 6 o pensi che la saga dovrebbe fermarsi qui? Scrivilo nei commenti.


