Travis Scott ha ammesso di essere arrivato sul set dell’Odissea di Christopher Nolan completamente terrorizzato. Il rapper pensava di dover girare una scena semplice, forse circondato da qualche comparsa. Si è invece ritrovato davanti Anne Hathaway, Tom Holland, Robert Pattinson e altri attori abituati da anni ai grandi set cinematografici.
Durante l’intervista al Tonight Show Starring Jimmy Fallon, Scott ha raccontato con molta sincerità la telefonata ricevuta da Nolan, l’ansia provata durante le riprese e la sorpresa di aver partecipato a uno dei film più importanti della stagione. Il musicista interpreta un aedo, una figura incaricata di tramandare oralmente storie e imprese del passato. Una scelta precisa del regista, che ha accostato l’antica poesia orale al rap contemporaneo.
La telefonata di Nolan che Travis Scott non si aspettava
Scott conosceva già Nolan grazie a Tenet. Nel 2020 aveva partecipato alla colonna sonora con il brano The Plan, ma questa volta la proposta era molto diversa.
Il rapper ha raccontato che sul telefono comparve semplicemente il nome “Chris”. Pensava che Nolan volesse invitarlo a un concerto o parlargli di musica. Il regista gli chiese invece se fosse interessato a recitare in un film.
La prima reazione fu di incredulità. Scott credeva che Nolan gli stesse proponendo un progetto prodotto per qualcun altro, non un ruolo nella sua nuova opera. Soltanto dopo aver ascoltato la spiegazione del regista capì che l’invito riguardava proprio L’Odissea.
Scott considera Nolan un mentore e una grande fonte d’ispirazione, quindi accettò senza conoscere fino in fondo ciò che lo aspettava. «Qualsiasi cosa tu voglia fare, io ci sono», gli disse.
«Pensavo di essere con qualche comparsa»
L’entusiasmo lasciò spazio al panico una volta arrivato sul set. Scott immaginava una scena contenuta, con il suo personaggio e un gruppo di figuranti. La realtà fu ben diversa.
Davanti a lui c’erano Anne Hathaway, Tom Holland, Robert Pattinson e numerosi interpreti di grande esperienza. Tutti lo osservavano mentre affrontava un mestiere nuovo, senza avere la sicurezza che possiede sul palco o in uno studio di registrazione.
«Ero nervoso da morire», ha raccontato usando un’espressione decisamente più colorita. Ha poi aggiunto di non sapere bene cosa stesse facendo, una confessione accolta dalle risate del pubblico e dello stesso Fallon. Il cast, però, lo aiutò a rilassarsi e Nolan riuscì a metterlo nelle condizioni di lavorare senza sentirsi fuori posto.
Scott ha spiegato di essere rimasto colpito soprattutto dalla disponibilità dei colleghi. Anziché vivere la sua presenza come quella di un intruso arrivato dalla musica, gli attori lo hanno sostenuto durante le riprese. Lui, nel frattempo, cercava di osservare Nolan e imparare il più possibile dal modo in cui dirigeva la scena.
La sua presenza nel film non è un semplice cameo promozionale
Nel film Scott interpreta un aedo, indicato anche come Demodoco in alcune presentazioni del cast. Il personaggio compare nella tradizione omerica come cantore alla corte dei Feaci e racconta episodi legati alla guerra di Troia.
Nolan ha spiegato di aver scelto il rapper per richiamare l’origine orale del poema. Prima di diventare un testo studiato nelle scuole, l’Odissea veniva tramandata attraverso il canto e la recitazione. Il regista ha visto nel rap una forma moderna dello stesso meccanismo: ritmo, memoria, racconto e parole pronunciate davanti a un pubblico.
La partecipazione di Scott aveva inizialmente sorpreso molti spettatori, soprattutto dopo la sua apparizione in uno dei materiali promozionali diffusi nei mesi precedenti all’uscita. Nel film, però, la sua presenza segue una logica precisa e si collega direttamente al modo in cui le imprese di Ulisse vengono ricordate e trasformate in leggenda.
Dopo la recitazione è arrivata anche la canzone
Il coinvolgimento di Travis Scott non si è fermato al ruolo sullo schermo. Il rapper partecipa anche a When I’m Home, il brano inserito nei titoli di coda insieme a James Blake e al compositore Ludwig Göransson.
Scott ha raccontato che la parte musicale arrivò dopo le riprese. Nolan gli mostrò una versione del film e gli chiese se quelle immagini gli avessero suggerito qualcosa. La risposta fu immediata.
Terminata la visione, Scott e Göransson andarono direttamente in studio e iniziarono a lavorare al pezzo. James Blake, che il rapper segue e ammira da molti anni, si unì al progetto. Scott ha inoltre diretto personalmente il video musicale, un’esperienza della quale si è detto particolarmente orgoglioso.
Un successo vissuto in modo diverso dagli album
Scott è abituato ai dischi in testa alle classifiche, ai concerti negli stadi e ai tour da record. Vedere il proprio nome legato al film più visto del momento gli ha provocato però una sensazione nuova.
Ha raccontato di aver ricevuto messaggi dalla famiglia, da una vecchia insegnante di teatro e persino dalla consulente che lo seguiva a scuola. Persone che lo avevano conosciuto prima della fama si sono fatte vive per congratularsi, quasi sorprese nel vederlo dentro una produzione di Nolan.
Per Scott, partecipare all’Odissea ha significato entrare in un ambiente nel quale non poteva affidarsi alla sicurezza maturata con la musica. Il nervosismo non è scomparso, ma è diventato parte dell’esperienza. Il risultato gli ha permesso di scoprire un linguaggio diverso e di conquistare anche chi non si aspettava di trovarlo accanto a Matt Damon e al resto del cast.
L’Odissea è arrivata nei cinema italiani il 16 luglio 2026, distribuita da Universal Pictures.
Vi ha convinto Travis Scott nel film oppure la sua presenza vi è sembrata fuori posto nell’universo costruito da Nolan? Scriveteci la vostra opinione nei commenti.


