Il ritorno alle radici non è mai stato così esplicito e suggestivo. A più di vent’anni dal suo storico allontanamento dalla scena hip-hop, Neffa riprende contatto con le sue origini musicali nel nuovo album “Canerandagio – Parte 1”, in uscita il 18 aprile 2025. Al secondo posto della tracklist, la collaborazione con Noyz Narcos intitolata “TROPPAweed” si presenta come un manifesto programmatico del suo ritorno al rap, un brano senza filtri che celebra la cultura cannabica attraverso rime taglienti e un’atmosfera volutamente retrò.
Prodotta dallo stesso Neffa, questa traccia fonde sapientemente elementi della golden age del rap italiano con sonorità contemporanee, creando un ponte temporale che collega il passato dell’artista con il presente della scena. L’incontro con Noyz Narcos, figura di spicco del rap romano underground, amplifica la dimensione street del brano, rievocando quell’universo urbano che ha rappresentato la culla dell’hip-hop italiano degli anni ’90.
Un fantasma che si muove nella movida
Fin dall’incipit, Neffa si presenta come un’entità quasi spettrale che si aggira tra i club, un “fantasma che si muove più veloce” del suo ascoltatore. Questa immagine evoca sia un senso di estraneità rispetto alla scena attuale, sia una superiore abilità nel navigarla. Il riferimento alla “missione suicida” sottolinea la natura rischiosa e autodistruttiva di questo ritorno, mentre la metafora dell’“asteroide e una clessidra” combina l’impatto devastante con il tempo che scorre inesorabile.
Il richiamo ai Cor Veleno non è casuale e funziona su più livelli: da un lato cita una delle band più influenti del rap italiano, dall’altro gioca con il significato letterale dell’espressione, suggerendo che questa musica è come un veleno benefico che purifica i polmoni del rapper. La frase “C’ho un bersaglio nel cervello come da previsioni” potrebbe alludere sia agli effetti della cannabis, sia a un senso di predestinazione artistica.
L’autobiografia di Giovanni tra nostalgia e autoironia
La parte centrale della prima strofa si fa più personale, con Neffa che si riferisce a se stesso con il proprio nome di battesimo, Giovanni. Il riferimento ai “danni nonostante gli anni” e alla “troppa weeda nella testa” suggerisce una riflessione autoironica sulla propria carriera e sulle scelte di vita. Il richiamo a “via dell’Aprica zona Valtellina” introduce un elemento autobiografico preciso, legandosi ai trascorsi milanesi dell’artista.
Il verso “Sta storia è scritta e mi sa / Ci vado a vita con sta señorita” chiude questa sezione con un’immagine che personifica la cannabis come una compagna di vita femminile, con cui ha un rapporto indissolubile, rendendo esplicito il tema centrale del brano: la relazione duratura e complessa con la marijuana.
Il ritornello come mantra ipnotico
Il ritornello si costruisce attorno alla ripetizione di “Troppa weed is in your mind”, creando un effetto mantra che simula lo stato alterato indotto dalla sostanza. L’alternanza di inglese e italiano, così come la presenza di eco e ripetizioni, contribuisce a creare un’atmosfera immersiva e psichedelica. I termini “Sativa” e “Smoke and chill out” completano questo quadro, facendo riferimento specifico alla varietà di cannabis nota per i suoi effetti energizzanti e creativi, in contrasto con la più rilassante indica.
Noyz Narcos: il versante romano del trip
La strofa di Noyz Narcos introduce una prospettiva complementare, più ancorata alla scena street contemporanea. I riferimenti a marchi di lusso come “Moncler X Alyx” e alla “Cali” (marijuana californiana di alta qualità) aggiornano il vocabolario del brano, mentre accenni come “doppio filtrato dal Marocco” richiamano una tradizione di consumo più classica e mediterranea.
Il verso “Sono Said, baise la police” combina un riferimento all’identità di strada del rapper con una citazione che riecheggia il classico “Fuck the Police” degli N.W.A., posizionando il brano nella tradizione di controcultura antagonista tipica dell’hip-hop.
Particolarmente significativo è il passaggio in cui Noyz rivendica la sua lunga militanza nel rap (“Chiudo canne da quand’ero teenager”) e il riferimento ai Public Enemy come screensaver, che collega la sua formazione artistica alla golden age dell’hip-hop americano più politicizzato.
La chiusura della sua strofa con “In culo al mondo, fanculo pure ai soldi che ho speso” riafferma l’attitudine antisistema e l’indifferenza verso le convenzioni sociali ed economiche che caratterizzano la sua figura nel panorama hip-hop.
Un ritorno alle radici che è anche evoluzione
“TROPPAweed” rappresenta per Neffa un ritorno consapevole alle sue radici musicali, ma non un semplice esercizio nostalgico. La collaborazione con Noyz Narcos, appartenente a una generazione successiva del rap italiano, crea un ponte intergenerazionale che arricchisce il brano di sfumature contemporanee.
La canzone celebra apertamente la cultura cannabica, ma va oltre il semplice inno alla sostanza: diventa una riflessione sulla persistenza di certe passioni e influenze nella vita di un artista, nonostante i cambiamenti di percorso e le evoluzioni stilistiche. La “troppa weed” del titolo non è solo una sostanza, ma una metafora di quelle scelte e quelle influenze che, nel bene e nel male, continuano a definire un’identità artistica anche quando si tenta di allontanarsene.
E tu, cosa ne pensi di questo ritorno di Neffa alle sue radici hip-hop? Apprezzi questa collaborazione con Noyz Narcos o preferiresti vederlo esplorare altre direzioni musicali? Condividi la tua opinione nei commenti e raccontaci quali elementi del brano ti hanno colpito maggiormente!
Il testo di “TROPPAweed”
[Strofa 1: Neffa]
Oh, non lo vedi com’è
È un fantasma che si muove più veloce di te
Messo in mezzo a ‘sta movida
Un asteroide e una clessidra
Sta in missione suicida
Tra i club sono il flash e gli svarioni
Cor Veleno nell’aria che mi fa bene ai polmoni
È decisamente il top delle produzioni
C’ho un bersaglio nel cervello come da previsioni
On and on, to the break of dawn, tutti a fare cash mo’
One for the money, two per questa CBD barese
Che mi fa danni e nonostante gli anni
Troppa weeda nella testa di Giovanni
Chiba-chiba nel cortile in via dell’Aprica zona Valtellina
Se va finire che ci muoio prima, sfiga
‘Sta storia è scritta e mi sa
Ci vado a vita con ‘sta señorita
[Ritornello: Neffa e Noyz Narcos]
[?]
In the street vibe (in the street vibe)
Troppa weed is in your mind (troppa weed)
-a weed is in your mind
Sativa (aspira)
Smoke and chill out (smoke and chill out)
Troppa weed is in your mind
-a weed is in your mind
[Strofa 2: Noyz Narcos]
Quattro Beck’s, buste Cali nel Moncler X Alyx
Mi mettono le ali
Non bevo energy drink, sto a posto così
Sposto via la tenda, butto un occhio sopra il blocco
Tutto tranquillo, ho un doppio filtrato dal Marocco
Fumo via lo stress chiuso dentro un’OCB
Dammi un french kiss
Sono Said, baise la police
Chiudo canne da quand’ero teenager, il mio spleen
Logo Public Enemy il mio screensaver
I miei joint ti mettono a tacere finally
Sdraiato sopra l’erba sotto gli alberi, mangio gamberi
E succhio le teste, assumo Omega 3
Narcos Noyz ti investe sopra un M3
Testa me, vuoi il rap
Vuoi sapere chi fa il fuoco nel gioco
Zippo sempre acceso
Sopra il bilancino sempre il più peso
Resto tra ‘sti fumi sospeso
In culo al mondo, fanculo pure ai soldi che ho speso
[Ritornello: Neffa e Noyz Narcos]
[?]
In the street vibe (in the street vibe)
Troppa weed is in your mind (troppa weed)
-a weed is in your mind
Sativa (aspira)
Smoke and chill out (smoke and chill out)
Troppa weed is in your mind
-a weed is in your mind


