Donald Trump ha reso omaggio a Ted Turner, fondatore della CNN morto a 87 anni, ma nel suo messaggio ha anche detto chiaramente cosa pensa della rete di oggi: secondo lui, la CNN sarebbe diventata “woke” e avrebbe perso quella credibilità che l’aveva resa un punto di riferimento mondiale. Il post pubblicato su Truth Social è quindi un ricordo personale, ma anche un giudizio molto netto su ciò che CNN è diventata dopo l’uscita di scena del suo creatore.
Trump ha definito Turner “uno dei più grandi di tutti i tempi” nella storia della televisione e lo ha ricordato come un amico. Poi ha aggiunto il passaggio più forte: Turner avrebbe fondato CNN, l’avrebbe venduta e sarebbe rimasto profondamente colpito dal modo in cui la nuova proprietà avrebbe trattato la sua creatura. Trump l’ha chiamata proprio così, il suo “baby”, il suo bambino. Una parola semplice, ma molto efficace per spiegare il legame tra Turner e la rete che aveva inventato.
E in effetti, per capire il senso del messaggio, bisogna ricordare cosa rappresentava CNN all’inizio. Quando Ted Turner la lanciò nel 1980, l’idea di un canale di notizie 24 ore su 24 sembrava quasi una follia. Oggi siamo abituati a breaking news continue, dirette, aggiornamenti e analisi a ogni ora del giorno. Ma allora non era affatto normale immaginare una rete che vivesse solo di informazione, senza aspettare il telegiornale della sera. Turner ci credette, rischiò, insistette e cambiò il modo in cui il mondo segue le notizie.
Per Trump, però, quella CNN non esiste più. Nel suo messaggio sostiene che la rete, dopo essere passata ad altri proprietari, sia stata “distrutta” e sia diventata woke, cioè troppo schierata su una linea culturale e politica lontana, a suo giudizio, dallo spirito originario di Turner. È un’accusa che Trump muove da anni a molti media americani, ma qui assume un peso diverso perché arriva nel giorno della morte del fondatore della rete.
Il riferimento ai “nuovi acquirenti” riguarda la proposta di acquisizione di Warner Bros. Discovery, società madre di CNN, da parte di Paramount. Trump ha scritto di sperare che i nuovi compratori, definiti da lui “persone meravigliose”, possano riportare CNN alla sua vecchia credibilità e alla sua vecchia gloria. Tradotto: per lui la rete può ancora essere recuperata, ma solo se cambia direzione.
Si può condividere o meno il suo giudizio, ma è difficile negare che CNN sia diventata negli anni un simbolo molto più grande di una semplice emittente. Per una parte del pubblico americano è ancora una rete storica, legata alla nascita dell’informazione globale continua. Per un’altra parte è diventata il volto di un giornalismo percepito come troppo ideologico, troppo vicino a certe battaglie culturali, troppo distante da quella promessa iniziale di copertura continua e affidabile dei fatti. Trump si inserisce esattamente in questa seconda lettura.
Ted Turner, del resto, non era un personaggio qualunque. Era un imprenditore aggressivo, visionario, spesso provocatorio. Aveva trasformato una stazione locale in una potenza nazionale con TBS, aveva creato CNN, TNT, Cartoon Network, Turner Classic Movies, e aveva capito prima di molti altri quanto la tv via cavo potesse cambiare il mercato. Non era uno che aspettava il permesso per fare le cose. Se avesse avuto un’idea, probabilmente l’avrebbe buttata sul tavolo anche se tutti gli dicevano che era assurda. E CNN nacque proprio così: da un’intuizione che sembrava troppo grande per funzionare.
Poi c’era il Turner filantropo. Donò un miliardo di dollari alle Nazioni Unite, fondò la United Nations Foundation e si impegnò su ambiente, sicurezza internazionale e conservazione. Era anche un uomo pieno di contraddizioni, come spesso accade ai grandi personaggi della comunicazione: miliardario, ambientalista, sportivo, proprietario degli Atlanta Braves, imprenditore spregiudicato e benefattore globale. Non un santino, non un personaggio semplice da racchiudere in una frase.
Proprio per questo il messaggio di Trump ha colpito. Non si è limitato a dire “addio a un grande”. Ha voluto legare il ricordo di Turner a una riflessione sulla sua eredità. Secondo lui, CNN era nata come una rivoluzione televisiva e poi avrebbe perso la strada. È una lettura politica, certo, ma anche una lettura coerente con il rapporto complicatissimo tra Trump e i media americani. Per Trump, CNN è stata per anni uno dei simboli del giornalismo ostile alla sua figura. Nel ricordare Turner, ha separato il fondatore dalla rete attuale: il primo da celebrare, la seconda da criticare.
È anche interessante che Trump abbia parlato di Turner come di un amico. Ha scritto che, quando aveva bisogno di lui, Turner c’era, pronto a combattere per una buona causa. Un passaggio personale che rende il post meno freddo e meno automatico. Non sembra solo il messaggio di un politico che sfrutta una notizia per dire la sua. È anche il saluto a un uomo con cui, almeno secondo il racconto di Trump, c’era stato un rapporto diretto.
Naturalmente la CNN ha ricordato Turner in modo diverso, sottolineando il suo ruolo da pioniere e la sua importanza nella storia del giornalismo televisivo. Il CEO Mark Thompson lo ha definito una figura visionaria, capace di lasciare un’impronta profonda nella rete e nel modo in cui il mondo segue le notizie. E su questo è difficile discutere: senza Ted Turner, la televisione moderna sarebbe stata diversa.
La parte più interessante, però, resta il contrasto tra la CNN nata da Turner e la CNN vista oggi da Trump. Da una parte c’è l’idea di una rete che ha cambiato la storia dell’informazione. Dall’altra c’è l’accusa di aver ceduto a un’impostazione “woke”, perdendo credibilità agli occhi di una parte del pubblico. È una frattura che racconta bene l’America contemporanea, dove anche il ricordo di un gigante dei media diventa occasione per discutere di fiducia, ideologia e potere delle notizie.
Ted Turner lascia un’eredità enorme. CNN, certo. Ma anche un modo nuovo di pensare la televisione, la notizia, lo sport, l’intrattenimento e perfino la filantropia. Trump lo ha salutato come uno dei grandi della storia della tv, ma ha voluto aggiungere una cosa: secondo lui, la sua creatura deve ritrovare se stessa. Ed è un giudizio duro, ma chiaro.
Tu cosa ne pensi delle parole di Trump su Ted Turner e sulla CNN diventata “woke”? Scrivilo nei commenti e dimmi se secondo te la rete può tornare alla credibilità dei suoi primi anni.


