Ok, diciamolo: pensavamo di aver chiuso il capitolo Epstein. O almeno, ci speravamo. Ma ecco che tornano a galla nuove email scottanti che tirano di nuovo in ballo Donald Trump. Sì, proprio lui.
Questa settimana i Democratici hanno pubblicato una serie di corrispondenze risalenti al 2019 in cui Jeffrey Epstein scrive chiaramente che Trump “sapeva delle ragazze” coinvolte nel suo traffico sessuale. E, a quanto pare, non era solo una voce di corridoio.
“Trump sapeva tutto”
In un’email diretta a Ghislaine Maxwell (la sua storica collaboratrice, poi condannata a 20 anni di carcere), Epstein diceva che Trump aveva passato “ore a casa sua” con una delle vittime. Non bastasse, lo descriveva come “il cane che non ha mai abbaiato” — un modo per dire che, nonostante fosse coinvolto, nessuno lo aveva mai nominato.
Ora, cosa intendesse davvero Epstein con quella frase resta un mistero, ma il messaggio è chiaro: Trump sapeva più di quanto abbia mai ammesso.
Le email dimenticate (fino a oggi)
Le tre email incriminate fanno parte di migliaia di pagine di documenti ottenute dal Comitato di supervisione della Camera. Due erano scambi tra Epstein e lo scrittore Michael Wolff, noto per i suoi libri rivelatori sulla Casa Bianca. La terza, come detto, era tra Epstein e Maxwell.
In una di queste conversazioni, datata gennaio 2019, Epstein scrive: “Ovviamente Trump sapeva delle ragazze, le aveva chiesto a Ghislaine di smettere”. E qui la faccenda si fa ancora più pesante: cosa gli avrebbe chiesto di smettere, esattamente?
Trump, come sempre, nega tutto. Da anni ripete di non aver mai saputo nulla delle attività illegali di Epstein, anche se in passato lo ha descritto come un “tipo fantastico” e un amico di lunga data.
La risposta dei repubblicani
Come prevedibile, i repubblicani non l’hanno presa bene. In una dichiarazione ufficiale, hanno accusato i democratici di “selezionare con cura” solo i documenti che fanno comodo, ignorando quelli che potrebbero coinvolgere anche esponenti del loro partito.
Tradotto: “State cercando click e scandali, non la verità”.
Trump, dal canto suo, ha scritto su Truth Social che si tratta dell’ennesima “farsa democratica” per distrarre l’opinione pubblica dai problemi reali, come lo shutdown del governo. E come al solito, ha aggiunto un tocco personale: “Solo un repubblicano molto stupido cadrebbe in questa trappola”.
Una storia che non smette di tornare
Il caso Epstein sembrava archiviato dopo il suo suicidio in cella nel 2019, ma continua a riemergere come un fantasma politico. Quest’anno, per esempio, il Wall Street Journal ha pubblicato una lettera di compleanno che Trump avrebbe inviato a Epstein nei primi anni 2000, con tanto di disegno volgare e una frase piuttosto ambigua: “Abbiamo certe cose in comune”.
Trump ha reagito denunciando il giornale, sostenendo che la lettera fosse falsa. Poi, quando è stata resa pubblica, ha cambiato versione dicendo che “forse la firma era stata falsificata”.
Cioè, boh.
E non è tutto. La famiglia di Virginia Giuffre, una delle vittime più note di Epstein (morta suicida all’inizio dell’anno), ha pubblicamente accusato Trump di sapere perfettamente cosa stava succedendo. “Se sapeva che Virginia era stata ‘rubata’ da Mar-a-Lago”, hanno detto, “allora sapeva anche di Epstein e Maxwell”.
Cosa succederà ora
Con le nuove email e la pressione del Congresso, la richiesta dei democratici è chiara: vogliono che la Casa Bianca rilasci tutti i file legati a Epstein. Ma per farlo serve un voto, e il destino di questa mozione è nelle mani di Adelita Grijalva, appena eletta in Arizona e pronta a ribaltare gli equilibri politici.
Nel frattempo, Trump si difende come sempre, con la stessa linea: “Non sapevo nulla. Epstein era un tizio strano. Ci siamo allontanati da tempo”.
Eppure, nel 2002, lo stesso Trump dichiarava al New York Magazine: “Conosco Jeffrey da 15 anni. È un ragazzo fantastico. Gli piacciono le donne belle quanto a me, e molte di loro sono piuttosto giovani”.
Diciamo che, riletto oggi, non suona benissimo.
La sensazione finale
Ti dirò la verità: ogni volta che esce un nuovo capitolo su questa storia, mi sembra di entrare in un film che non finisce mai. Un film con troppi personaggi, troppe versioni, e una morale sempre più amara.
Perché, alla fine, quello che emerge è sempre lo stesso: potere, silenzi, e connessioni scomode. E se anche solo una parte di ciò che scriveva Epstein fosse vera, allora c’è ancora molto da scoprire.
Tu che ne pensi? Pensi che queste nuove rivelazioni cambieranno qualcosa o finirà tutto come al solito, con un nulla di fatto? Raccontamelo nei commenti, sono curioso di sapere la tua.


