Bentornati all’Italia che non va ai Mondiali. Ci eravamo quasi dimenticati di questa tradizione ormai consolidata, ma il 31 marzo 2026 ce l’ha ricordata con puntualità svizzera. La Bosnia – sì, la Bosnia – ha eliminato gli Azzurri ai rigori a Zenica, e per la terza edizione consecutiva la Nazionale italiana guarderà i Mondiali dal divano. Un primato storico, nel senso peggiore possibile: nessuna nazionale che abbia vinto almeno una Coppa del Mondo ci era mai riuscita. Noi sì. Bravi.
La partita era cominciata nel modo migliore: al 15′ Moise Kean sfrutta un’uscita da film horror del portiere bosniaco Vasilj e porta avanti l’Italia. Sembra la serata giusta. Non è la serata giusta. Al 41′ del primo tempo Alessandro Bastoni viene espulso con il rosso diretto per aver steso Memic lanciato verso la porta, e da quel momento la Bosnia si mette comoda a gestire il pomeriggio. Piccolo dettaglio: la Bosnia era in superiorità numerica e nonostante questo ha faticato a scardinare una difesa italiana che sembrava fatta di calcestruzzo armato. Undici contro dieci, padroni di casa, stadio a favore, e ci hanno schiacciati per novanta minuti abbondanti senza però riuscire a fare gol fino alla ripresa. Consoliamoci con questo.
Tabakovic ha pareggiato nella ripresa con un sinistro preciso, e da lì in poi è stata quasi solo Bosnia. Donnarumma ha tenuto in piedi l’Italia con almeno tre interventi prodigiosi nei tempi supplementari – senza di lui sarebbe finita prima e peggio. La squadra di Gattuso non riusciva a uscire dalla propria metà campo, non riusciva a costruire nulla, non riusciva a calciare verso la porta avversaria con una minima intenzione. Spettacolo desolante.
Poi i rigori. Ed è qui che la serata ha raggiunto le vette più alte della propria tragicommedia.
Il primo rigorista azzurro è Pio Esposito, il giovane attaccante dell’Inter che nelle ultime settimane era stato presentato come la grande speranza del calcio italiano, il talento purissimo, il futuro degli Azzurri. Pio Esposito prende la rincorsa, calcia e manda il pallone alto sopra la traversa con una traiettoria che probabilmente è ancora in fase di discesa da qualche parte sopra Zenica. Primo errore, Italia già in svantaggio nella lotteria.
Poi arriva Bryan Cristante, entrato dalla panchina nella ripresa. Cristante calcia, e la palla si stampa sulla traversa. Due errori su due per l’Italia, quattro rigori segnati su cinque dalla Bosnia, e la qualificazione vola a Sarajevo mentre gli Azzurri tornano a casa con le valigie leggere e la faccia di chi ha visto la stessa scena per la terza volta di fila senza riuscire a cambiarla.
Bisogna dirlo chiaramente: questa Italia non meritava il Mondiale. Non per i rigori sbagliati, non per il rosso di Bastoni. La Bosnia, una squadra che sulla carta avrebbe dovuto essere alla portata degli Azzurri, li ha dominati per larghi tratti della partita anche quando era in undici contro undici. Gli Azzurri non costruivano gioco, non pressavano con continuità, non avevano una direzione tattica riconoscibile. E quando si sono ritrovati in dieci è crollato tutto, con Gattuso costretto a togliere un attaccante per mettere un difensore e trasformare la partita in una lunga agonia.
Il dato storico che pesa come un masso è questo: Svezia 2017, Macedonia del Nord 2022, Bosnia 2026. Tre spareggi, tre eliminazioni. L’Italia è l’unica ex campione del mondo capace di costruire una tale collezione di figuracce consecutive. Un record di cui nessuno andava in cerca.
Pensi che la colpa sia di Pio Esposito e Cristante che hanno sbagliato i rigori, oppure il problema è che questa Italia era semplicemente troppo scarsa per meritare il Mondiale e i rigori sono solo l’ultimo atto di una serata imbarazzante? Scrivilo nei commenti – la discussione è già rovente.


