James Bond è finalmente arrivato su Netflix. Dopo decenni di attesa, gli abbonati italiani possono finalmente godersi le avventure dell’agente 007 comodamente dal divano di casa. Un accordo storico tra Amazon MGM Studios e Netflix ha portato sulla piattaforma l’intera saga dell’agente segreto più famoso del cinema. Dal debutto di Sean Connery nel 1962 fino all’addio di Daniel Craig nel 2021, la saga di James Bond ha attraversato sei decenni di cinema, sei attori diversi e venticinque film ufficiali che hanno definito il genere spionistico. Abbiamo deciso di creare la classifica definitiva, dal film meno riuscito al capolavoro assoluto. Preparatevi a un viaggio emozionante attraverso la storia del cinema d’azione, con inseguimenti mozzafiato, villain indimenticabili e Bond girl che hanno fatto sognare generazioni di spettatori.
25. La morte può attendere (2002)
Partiamo dal fondo della classifica con “La morte può attendere”, l’ultimo film di Pierce Brosnan nei panni di 007. Questo film rappresenta tutto quello che non dovrebbe essere un film di Bond. Gli effetti speciali digitali sono imbarazzanti anche per gli standard del 2002, la trama è confusa e piena di buchi logici, e il villain interpretato da Toby Stephens nei panni di Gustav Graves è ridicolo. La scena del surf sulla valanga realizzata in computer grafica è entrata nella storia come uno dei momenti peggiori dell’intera saga, un disastro che ancora oggi fa discutere i fan. Halle Berry come Jinx non riesce a salvare un film che cerca disperatamente di essere moderno ma finisce per sembrare grottesco. Il tentativo di mescolare tecnologia futuristica con la formula classica di Bond risulta in un pasticcio che quasi uccise la saga, costringendo i produttori a un totale ripensamento con il successivo Casino Royale.
24. Octopussy – Operazione piovra (1983)
Roger Moore aveva 55 anni quando girò questo film, e si vede in ogni scena. “Octopussy” è un Bond stanco, pieno di battute che non funzionano e situazioni imbarazzanti che minano la credibilità del personaggio. La scena in cui Bond si traveste da clown per disinnescare una bomba atomica è probabilmente una delle più umilianti della saga, un momento che tradisce completamente lo spirito dell’agente segreto. La trama ruota attorno a un circo e gioielli falsi, ma è così confusa che è difficile seguirla senza perdere l’interesse. Il titolo stesso è diventato oggetto di scherno tra i fan. Ci sono momenti divertenti, come sempre con Moore, ma il film nel complesso è vecchio, lento e privo della magia che aveva caratterizzato i suoi primi film da 007. La Maud Adams nei panni di Octopussy fa del suo meglio, ma non basta.
23. Bersaglio mobile (1985)
L’ultimo film di Roger Moore come James Bond è un tentativo disperato di rendere Bond più serio e violento per competere con i film d’azione americani degli anni 80. “Bersaglio mobile” cerca di imitare Rambo, ma Bond non è Rambo e non dovrebbe mai esserlo. La trama ruota attorno a microchip e Silicon Valley, temi che sembravano moderni nel 1985 ma che oggi fanno sorridere. Christopher Walken come Max Zorin è un villain interessante e carismatico, probabilmente l’unico elemento davvero valido del film, ma anche lui non riesce a salvare una pellicola noiosa, piena di scene d’azione prevedibili e priva di quel fascino che aveva reso grandi i primi film della saga. La celebre scena sul Golden Gate Bridge è l’unico momento memorabile. Moore stesso ha dichiarato di essersi sentito troppo vecchio per la parte, e si vede.
22. Moonraker – Operazione spazio (1979)
Dopo il successo di “Guerre Stellari”, qualcuno pensò che fosse una buona idea mandare James Bond nello spazio. Non lo era affatto. “Moonraker” è un film che tradisce completamente lo spirito della saga per inseguire una moda passeggera del momento. Roger Moore recita con il pilota automatico inserito, Jaws ritorna ma viene trasformato in un personaggio comico che si innamora, e la trama è assurda anche per gli standard di Bond. Le scene spaziali sono ridicole e poco credibili, il villain Hugo Dreax interpretato da Michael Lonsdale vuole sterminare l’umanità per ricreare una razza perfetta in orbita, un piano che sembra uscito da un fumetto di serie B. L’unico elemento memorabile è il tema musicale di Shirley Bassey che canta “Moonraker”, una delle canzoni più belle della saga. Un disastro che ha quasi ridicolizzato Bond agli occhi del pubblico.
21. Mai dire mai (1983)
Tecnicamente “Mai dire mai” non fa parte del canone ufficiale di Bond, essendo stato prodotto fuori dalla Eon Productions dopo complicate vicende legali. È un remake non autorizzato di “Thunderball” con Sean Connery che torna nei panni di 007 dopo dodici anni di assenza. Il problema è che Connery ha 53 anni, è visibilmente ingrassato e sembra poco interessato al progetto. Il film ha un ritmo lentissimo, una fotografia piatta che non rende giustizia alle location esotiche, e una colonna sonora orribile firmata da Michel Legrand che tradisce l’atmosfera bondiana. La scena della danza con Kim Basinger è imbarazzante da guardare, e l’intero film sembra un tentativo di sfruttare la nostalgia per il primo Bond senza avere nulla di nuovo da dire. Un errore che dimostra come il ritorno delle vecchie glorie non sempre funzioni nel cinema.
20. Zona pericolo (1987)
Timothy Dalton debutta come James Bond in un film che cerca di portare la saga verso toni più cupi e realistici, anticipando quello che farà Craig vent’anni dopo. “Zona pericolo” è un film di transizione che non sa bene cosa vuole essere. Da una parte cerca di essere serio e violento, dall’altra mantiene elementi camp tipici dell’era Moore che creano confusione. Il risultato è un prodotto che non soddisfa né i fan del Bond leggero né quelli che cercano realismo. La trama del traffico di armi con l’Afghanistan durante la guerra fredda è interessante e attuale, ma sviluppata male senza approfondire i temi politici. Il villain Brad Whitaker interpretato da Joe Don Baker è dimenticabile. Dalton è un Bond convincente, duro e spietato, ma il film attorno a lui è mediocre. Le scene d’azione sono discrete ma niente di memorabile.
19. L’uomo dalla pistola d’oro (1974)
“L’uomo dalla pistola d’oro” ha un grande punto di forza: Christopher Lee come Scaramanga, uno dei villain più carismatici e spaventosi della saga. Lee porta un’eleganza minacciosa al personaggio dell’assassino perfetto. Purtroppo tutto il resto del film è mediocre o addirittura fastidioso. La trama della crisi energetica è noiosa, le Bond girl sono insignificanti e sottoutilizzate, e la presenza comica di Clifton James come sceriffo J.W. Pepper è completamente fuori luogo e irritante, un tentativo di portare la comicità americana in un film britannico. Roger Moore è ancora in fase di rodaggio come Bond e non ha trovato il giusto equilibrio tra serietà e ironia. Ci sono momenti memorabili, come il duello finale tra Bond e Scaramanga sull’isola, ma nel complesso è un film dimenticabile che spreca il potenziale di avere uno dei migliori cattivi della saga.
18. Quantum of Solace (2008)
Il seguito diretto di “Casino Royale” è il film più breve della saga con soli 106 minuti, e questa brevità si sente in modo negativo. “Quantum of Solace” è un film d’azione frenetico ma vuoto, girato durante lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood e questa mancanza si vede in ogni scena. La trama è quasi incomprensibile, il villain Dominic Greene interpretato da Mathieu Amalric è il più debole e insignificante dell’era Craig, e il ritmo è così veloce che non c’è tempo per respirare o per far crescere i personaggi. Daniel Craig fa del suo meglio con il materiale a disposizione ma è chiaro che il film manca di una vera sceneggiatura solida. Le scene d’azione sono montate in modo caotico, con tagli rapidissimi che rendono impossibile seguire cosa sta succedendo davvero. La Gemma Arterton viene sprecata in un ruolo minuscolo. Un’occasione sprecata dopo l’eccellenza di Casino Royale.
17. Una cascata di diamanti (1971)
Sean Connery torna come Bond dopo il flop commerciale di “Al servizio segreto di Sua Maestà” con George Lazenby. “Una cascata di diamanti” segna il ritorno del vero 007, ma Connery è visibilmente disinteressato al progetto e appare sovrappeso, lontano dalla forma fisica dei primi film. Il film ha un inizio promettente con Bond che cerca vendetta per la morte di sua moglie Tracy, ma poi abbandona completamente quella trama emotiva per concentrarsi sul contrabbando di diamanti a Las Vegas. Il villain Blofeld, ora interpretato da Charles Gray, è una caricatura del personaggio visto nei film precedenti, quasi comico. Le Bond girl Jill St. John come Tiffany Case e le killer Bambi e Thumper sono memorabili, e ci sono scene iconiche come quella nell’ascensore di Las Vegas, ma il film nel complesso è inferiore ai primi lavori di Connery.
16. Vivi e lascia morire (1973)
Il debutto di Roger Moore come James Bond è un film strano che cerca di cavalcare l’onda dei film blaxploitation degli anni 70, un genere molto popolare all’epoca. “Vivi e lascia morire” è ambientato principalmente in America e nei Caraibi, un cambiamento rispetto alle location europee tradizionali, e la trama ruota attorno al traffico di droga e alla magia voodoo. Moore porta un tono più leggero e ironico rispetto a Connery, ma qui è ancora incerto nel ruolo e cerca di trovare la sua identità come 007. Il villain Kananga interpretato da Yaphet Kotto è interessante ma sottoutilizzato, e la Bond girl Solitaire interpretata da Jane Seymour è bella ma con poco da fare nella trama. Il tema musicale di Paul McCartney con “Live and Let Die” è fantastico e resta uno dei migliori della saga, un vero capolavoro musicale. Ma il film è irregolare e a tratti noioso.
15. Solo per i tuoi occhi (1981)
Dopo il disastro di Moonraker, la produzione decise di riportare Bond con i piedi per terra e tornare alle origini. “Solo per i tuoi occhi” è un film più sobrio, realistico e fedele allo spirito dei romanzi di Ian Fleming. La trama dello spionaggio della Guerra Fredda attorno a un dispositivo di comunicazione è interessante e credibile, e le scene d’azione sono ben fatte, specialmente quelle sugli sci sulle Alpi e l’arrampicata finale sul monastero greco che toglie il fiato. Roger Moore è più contenuto del solito, meno battute e più serietà, e il risultato è uno dei suoi film migliori come interpretazione. Carole Bouquet come Melina Havelock è una Bond girl forte e determinata. Il problema è che dopo l’eccesso di Moonraker, questo film sembra quasi troppo sobrio e privo di quella scintilla che rende memorabili i migliori Bond. È un buon film, solido, ma non eccezionale.
14. Spectre (2015)
Il quarto film di Daniel Craig come Bond doveva essere il gran finale della sua era, ma “Spectre” delude le aspettative altissime create da Skyfall. Il film cerca di collegare tutti i villain dei film precedenti di Craig in un’unica grande cospirazione guidata da Blofeld, interpretato da Christoph Waltz. Il problema è che questa connessione sembra forzata, artificiosa e poco credibile. Waltz è completamente sprecato in un ruolo che meritava molto di più, e la rivelazione che Blofeld è il fratello adottivo di Bond è ridicola e non aggiunge nulla alla storia. Ci sono momenti fantastici, come la spettacolare sequenza di apertura in Messico durante il Dia de los Muertos girata in un unico piano sequenza, ma il film nel complesso è troppo lungo con i suoi 148 minuti, lento nel ritmo e prevedibile nella trama. La storia d’amore con Madeleine Swann non convince completamente, e il finale è deludente.
13. Si vive solo due volte (1967)
Il quinto film di Sean Connery è spettacolare dal punto di vista visivo e ha creato l’estetica di molti film successivi. “Si vive solo due volte” porta Bond in Giappone e introduce finalmente Blofeld, il capo della SPECTRE, interpretato da Donald Pleasence con il famoso gatto bianco. La base segreta del villain nascosta in un vulcano è uno dei set più iconici e costosi della saga, e ha ispirato innumerevoli parodie, tra cui Austin Powers che ne ha fatto una copia esatta. Il film ha scene d’azione grandiose, tra cui un combattimento aereo con elicotteri e l’assalto finale alla base vulcanica con decine di comparse. Il problema è che la trama è confusa e difficile da seguire, Connery recita con il pilota automatico inserito perché stanco del personaggio, e il film è troppo lungo. Ma è un grande spettacolo cinematografico che ha definito l’estetica dei film di Bond per decenni.
12. Al servizio segreto di Sua Maestà (1969)
George Lazenby ha avuto la sfortuna di dover sostituire Sean Connery, l’attore che aveva definito il personaggio agli occhi del pubblico. “Al servizio segreto di Sua Maestà” è un film sottovalutato per anni ma rivalutato dalla critica moderna che ne riconosce il valore. Lazenby non è un grande attore e si vede, ma porta vulnerabilità e umanità al personaggio in modo nuovo. Il film è il più fedele ai romanzi di Fleming, con Bond che si innamora davvero di Tracy, interpretata dalla bellissima e bravissima Diana Rigg. La storia d’amore è credibile e toccante, qualcosa di raro nella saga. E il finale è il più tragico di tutta la serie, con Tracy uccisa da Blofeld subito dopo il matrimonio. Le scene d’azione, specialmente quelle sugli sci sulle Alpi svizzere, sono spettacolari e ancora oggi reggono il confronto. Il problema è che Lazenby non ha il carisma naturale di Connery. Ma il coraggio di fare un Bond film drammatico con un finale triste merita rispetto.
11. Vendetta privata (1989)
Il secondo e ultimo film di Timothy Dalton è anche il migliore e più coraggioso. “Vendetta privata” è cupo, violento e personale, un film che rompe le regole della saga. Bond diventa un vendicatore dopo che il suo amico Felix Leiter viene mutilato da uno squalo per ordine del narcotrafficante Franz Sanchez. Dalton è perfetto in questo ruolo difficile, mostrando un Bond spietato, ossessionato dalla vendetta e disposto a tutto pur di ottenere giustizia. Il film anticipa di molti anni il tono dei film di Craig, ma nel 1989 fu un flop al botteghino perché il pubblico non era pronto per un Bond così oscuro e brutale. Oggi è rivalutato come uno dei film più coraggiosi della saga, con scene d’azione brutali e realistiche. Il villain Sanchez, interpretato magistralmente da Robert Davi, è tra i più credibili e terrificanti della serie, un vero criminale e non una caricatura. Un film sottovalutato che meritava più successo.
10. Il mondo non basta (1999)
Il terzultimo film di Pierce Brosnan è ingiustamente sottovalutato dai fan. “Il mondo non basta” ha una trama interessante e complessa sul controllo delle risorse petrolifere e i gasdotti, un’ottima Bond girl in Elektra King interpretata da Sophie Marceau, e uno dei migliori colpi di scena della saga quando si rivela che lei è la vera villain e non la vittima. Il film è più serio e drammatico rispetto agli altri di Brosnan, e l’attore risponde con una delle sue migliori interpretazioni, mostrando vulnerabilità. Il grande problema è Denise Richards come scienziata nucleare Christmas Jones, una delle peggiori Bond girl della storia, completamente fuori posto e poco credibile. Le scene d’azione sono spettacolari, specialmente l’inseguimento in barca sul Tamigi che apre il film in modo esplosivo, e la colonna sonora di David Arnold è eccellente. Robert Carlyle come Renard, l’uomo che non sente dolore, è un villain interessante.
9. Il domani non muore mai (1997)
Il secondo film di Pierce Brosnan è puro intrattenimento e divertimento dall’inizio alla fine. “Il domani non muore mai” ha una trama sorprendentemente attuale sul potere dei media e delle fake news, con il magnate dell’informazione Elliot Carver che cerca di provocare una guerra tra Cina e Regno Unito per aumentare gli ascolti del suo impero mediatico. Jonathan Pryce è un villain carismatico e credibile, perfetto nella sua megalomania. Michelle Yeoh come l’agente cinese Wai Lin è una delle migliori Bond girl di sempre, capace di combattere alla pari con 007 e di salvarlo più volte. Il film ha scene d’azione spettacolari, tra cui l’inseguimento in moto a Bangkok in cui Bond guida la moto dal sedile posteriore mentre Wai Lin guida davanti, e la battaglia navale finale. È un film che invecchia bene perché i temi della manipolazione mediatica sono più rilevanti oggi che nel 1997. Brosnan è al massimo della sua forma, elegante e letale.
8. Thunderball – Operazione tuono (1965)
Il quarto film di Sean Connery è il più grande successo commerciale dell’era classica, un vero fenomeno. “Thunderball” porta Bond alle Bahamas per recuperare due testate nucleari rubate dalla SPECTRE in un piano di ricatto mondiale. Il film è famoso per le sue spettacolari scene subacquee, girate dal maestro Ricou Browning, che ancora oggi impressionano per la loro complessità tecnica. La battaglia finale sott’acqua tra i sommozzatori è ancora oggi un capolavoro di coreografia. Claudine Auger come Domino è bellissima e affascinante, e il villain Emilio Largo interpretato da Adolfo Celi con la sua benda sull’occhio è iconico e minaccioso. Il film ha però dei problemi di ritmo, con una prima ora troppo lenta ambientata in una spa, e alcune scene subacquee durano troppo a lungo rallentando l’azione. Ma nel complesso è un grande film di Bond, pieno di azione, esotismo e fascino. La Luciana Paluzzi come Fiona Volpe è indimenticabile.
7. La spia che mi amava (1977)
Molti considerano “La spia che mi amava” il miglior film di Roger Moore, e hanno ottime ragioni. Questo è Moore al suo meglio: elegante, ironico, divertente ma anche capace di momenti seri quando serve. La trama della Guerra Fredda con Bond che deve collaborare con l’agente sovietica Anya Amasova è interessante e ben sviluppata, e la chimica tra Moore e Barbara Bach funziona perfettamente sullo schermo. Il villain Karl Stromberg interpretato da Curd Jürgens vuole distruggere il mondo per ricrearlo sott’acqua, e il suo scagnozzo Jaws, interpretato dal gigantesco Richard Kiel con i denti d’acciaio, è uno dei personaggi più memorabili della saga. Le scene d’azione sono spettacolari, specialmente l’inseguimento sugli sci che si conclude con Bond che si lancia da una scogliera e apre un paracadute con la bandiera britannica, una delle scene più iconiche di sempre. La colonna sonora di Marvin Hamlisch con il tema “Nobody Does It Better” cantato da Carly Simon è perfetta e romantica.
6. GoldenEye (1995)
Dopo sei anni di assenza dalle sale, James Bond torna con un nuovo volto e un nuovo approccio. “GoldenEye” segna il debutto di Pierce Brosnan come 007, e l’attore irlandese è assolutamente perfetto nel ruolo: elegante come Connery, ironico come Moore, ma con una durezza nuova e moderna. Il film porta Bond nell’era post-Guerra Fredda, esplorando cosa significa essere una spia quando il nemico tradizionale non esiste più. La trama del satellite GoldenEye che può distruggere le infrastrutture elettroniche con un impulso elettromagnetico è perfetta per gli anni 90. Sean Bean come l’agente traditore Alec Trevelyan, ex 006, è uno dei migliori villain perché rappresenta ciò che Bond avrebbe potuto diventare, uno specchio oscuro. Izabella Scorupco come Natalya è una Bond girl intelligente e capace, e Famke Janssen come Xenia Onatopp è indimenticabile e ferocemente sexy. Le scene d’azione sono spettacolari, dalla scena di apertura con il bungee jumping dalla diga alla corsa in tank per le strade di San Pietroburgo. È il film che ha salvato la saga dopo sei anni.
5. Missione Goldfinger (1964)
Il terzo film di Sean Connery è quello che ha definito la formula perfetta del film di Bond che tutti cercano di imitare. “Missione Goldfinger” ha letteralmente tutto: un villain memorabile in Auric Goldfinger interpretato da Gert Fröbe, una delle migliori Bond girl in Pussy Galore interpretata da Honor Blackman, gadget iconici come l’Aston Martin DB5 con sedile eiettabile e mitragliatrici nascoste, e scene indimenticabili come Bond legato al tavolo con il laser industriale che gli si avvicina lentamente all’inguine. La trama del piano di Goldfinger per contaminare radioattivamente Fort Knox invece di svaligiarlo è geniale e originale. La colonna sonora di Shirley Bassey che canta “Goldfinger” è la più iconica della saga, riconoscibile ovunque. Il film ha un ritmo perfetto, non ha un minuto di noia, e ha creato lo stampo che tutti i film successivi hanno cercato di imitare per sessant’anni. È il Bond film per eccellenza, quello che ha reso 007 un fenomeno mondiale.
4. Dalla Russia con amore (1963)
Il secondo film di Sean Connery è considerato da molti puristi e dallo stesso Connery il migliore della saga. “Dalla Russia con amore” è il più fedele ai romanzi di Ian Fleming, con una trama di spionaggio complessa, credibile e ben costruita. Non ci sono piani folli per distruggere il mondo o basi nascoste nei vulcani, solo un’operazione di intelligence della SPECTRE per rubare un dispositivo di decodifica sovietico e uccidere Bond nel processo. Il film è più lento e cerebrale rispetto agli altri, ma incredibilmente teso e suspenseful. Daniela Bianchi come Tatiana Romanova è bellissima e vulnerabile, perfetta, e Robert Shaw come l’assassino Red Grant è terrificante nella sua freddezza professionale. La scena del combattimento sul treno tra Bond e Grant è una delle migliori della saga, brutalissima, realistica e claustrofobica. Il film ha un finale spettacolare con l’inseguimento in elicottero e in motoscafo a Venezia. È un capolavoro di spionaggio che mostra Bond come vera spia e non solo come supereroe.
3. No Time to Die (2021)
L’addio di Daniel Craig a James Bond è emotivo, spettacolare e incredibilmente coraggioso nelle sue scelte narrative. “No Time to Die” conclude la storia iniziata con Casino Royale in modo perfetto e definitivo, con Bond che finalmente trova la pace ma deve sacrificarsi per salvare la donna che ama e la figlia che non sapeva di avere. Il film è lungo con i suoi 163 minuti ma ogni minuto è necessario per chiudere tutti i fili narrativi lasciati aperti. Rami Malek come Safin è un villain inquietante e disturbante, ossessionato da Madeleine. Léa Seydoux torna come Madeleine Swann e finalmente convince come Bond girl principale, mostrando forza e vulnerabilità. Lashana Lynch come Nomi, la nuova 007 che ha preso il posto di Bond, è eccellente e porta energia fresca. Le scene d’azione sono spettacolari, dalla sequenza di apertura romantica in Italia all’assalto finale all’isola fortificata di Safin. Ma è il finale che rende questo film davvero speciale: Bond muore, sacrificandosi in un atto di redenzione mentre i missili distruggono l’isola. È la prima volta nella storia della saga che 007 non sopravvive, e il coraggio di questa scelta merita enorme rispetto.
2. Skyfall (2012)
“Skyfall” è il film di Bond più bello dal punto di vista visivo mai realizzato, un’opera d’arte cinematografica. Il regista Sam Mendes e il leggendario direttore della fotografia Roger Deakins hanno creato un capolavoro estetico, con ogni inquadratura che sembra un quadro degno di un museo. Ma non è solo bella da vedere: è anche un film profondo che esplora il passato oscuro di Bond, il suo rapporto quasi filiale con M interpretata magistralmente da Judi Dench, e cosa significhi essere una spia nell’era digitale quando il mondo è cambiato. Javier Bardem come Raoul Silva è uno dei migliori villain della saga, un agente tradito che cerca vendetta contro M con un piano elaborato. La trama è personale e universale allo stesso tempo, parlando di tradimenti, lealtà e invecchiamento. Le scene d’azione sono spettacolari, dall’inseguimento in moto sui tetti di Istanbul alla battaglia finale nella brughiera scozzese dove Bond è cresciuto. Il tema di Adele che canta “Skyfall” è perfetto, potente ed emozionante. Skyfall è il film che ha dimostrato che Bond può essere arte vera e non solo intrattenimento commerciale, vincendo due Oscar.
1. Casino Royale (2006)
Al primo posto non poteva che esserci “Casino Royale”, il reboot definitivo. Il film con Daniel Craig è semplicemente perfetto sotto ogni aspetto e ha reinventato Bond per il 21° secolo. Questo film ha preso Bond e lo ha reso più realistico, vulnerabile e profondamente umano senza perdere il fascino del personaggio. Craig porta un’intensità fisica ed emotiva mai vista prima in nessun attore precedente, con un Bond che sanguina, soffre, sbaglia e si innamora davvero per la prima volta. La trama del poker ad alte poste con il terrorista Le Chiffre interpretato brillantemente da Mads Mikkelsen è tesa, credibile e assolutamente affascinante. Eva Green come Vesper Lynd è la migliore Bond girl di sempre senza alcun dubbio, l’unica donna che ha davvero conquistato il cuore di Bond in modo totale e poi lo ha tradito, lasciandolo devastato emotivamente. Le scene d’azione sono brutali e realistiche, dalla spettacolare sequenza del parkour a Madagascar che ha ridefinito gli inseguimenti, alla scena della tortura che mostra Bond veramente vulnerabile. Il film ha resettato completamente la saga, eliminando i gadget ridicoli e i villain caricaturali, e ha creato un Bond credibile, moderno e pericoloso per il pubblico contemporaneo. È il miglior film di Bond mai realizzato, un capolavoro del cinema d’azione che funziona anche come dramma romantico. Perfetto.
E tu quale film di James Bond preferisci? Sei d’accordo con questa classifica o pensi che alcuni film meritassero posizioni diverse? Quale Bond è il tuo preferito tra Connery, Moore, Dalton, Brosnan e Craig? Lascia un commento e dicci la tua opinione!



Abbiamo ripreso questa sera a vedere i film di 007 ora caricati, finalmente, su Netflix.
Abbiamo cominciato con Mai dire mai con Sean Connery. Bellissimo. Non condivido il vostro giudizio. Anche se è un remake non perde la sua carica. Sean Connery è comunque è il James Bond che preferiamo