Dieci anni fa uscivi dal cinema e dicevi una cosa sola: “Ma che ho appena visto?”. O lo odiavi… oppure provavi a difenderlo. Ma una via di mezzo non esisteva.
Oggi, nel 2026, qualcosa sta cambiando davvero. Sempre più persone stanno riguardando Batman v Superman: Dawn of Justice e stanno dicendo una cosa che fino a poco tempo fa sembrava impossibile: forse non era così brutto.
E questa cosa sta facendo discutere parecchio.
Quando il film uscì nel 2016, fu massacrato. Troppo lungo, troppo cupo, troppo confuso. Qualcuno lo definì addirittura un “bellissimo caos”. E sì, quella definizione ancora oggi calza a pennello.
Ma rivedendolo oggi… l’effetto è diverso. E il motivo non è solo nostalgia.
È il contesto che è cambiato.
Negli ultimi anni abbiamo visto decine di film di supereroi, spesso molto simili tra loro. Stesse dinamiche, stessi toni, stessi schemi. E allora, guardando indietro, Batman v Superman sembra quasi un esperimento unico, qualcosa che non assomiglia a nient’altro.
E questa cosa pesa.
Già dall’inizio si capisce che non è un film “normale”. L’apertura, con Bruce Wayne che osserva la distruzione causata da Superman dal punto di vista di chi la subisce, è ancora oggi una delle idee più forti del film.
Non è il classico scontro tra bene e male.
È lo scontro tra due visioni del mondo.
E qui Snyder fa una scelta precisa: non semplifica. Non rende tutto facile. Anzi, complica.
Per ogni idea potente, però, ce n’è una che lascia perplessi.
Ed è proprio questo il problema del film.
Prendiamo Batman.
Ben Affleck funziona. Eccome se funziona. È un Batman diverso, più stanco, più violento, più disilluso. Un uomo che ha perso il controllo. E oggi questa interpretazione viene apprezzata molto più di allora.
Ma allo stesso tempo, c’è una scelta che ancora oggi divide: un Batman che uccide senza problemi.
E qui molti fan storici non riescono proprio ad accettarlo.
Perché se Batman perde quel limite, perde anche parte della sua identità.
Poi c’è Superman.
Interpretato da Henry Cavill, resta un personaggio quasi secondario dentro il suo stesso film. E questo è un altro punto che all’epoca non convinse.
Eppure, anche qui, con il tempo la lettura cambia.
Superman non è il classico eroe perfetto. È una figura che divide. C’è chi lo vede come salvatore e chi come minaccia. E questo lo rende più interessante… almeno sulla carta.
E poi c’è il caos.
Perché diciamolo chiaramente: il film è pieno di cose.
Trame che si intrecciano, personaggi che entrano ed escono, momenti che funzionano benissimo e altri che ti fanno dire “ma perché?”. Il piano di Lex Luthor, ad esempio, resta uno dei punti più confusi.
E la famosa scena di “Martha”?
Ancora oggi è impossibile ignorarla. Per alcuni è imbarazzante. Per altri è un tentativo, mal riuscito, di umanizzare i personaggi.
Ma subito dopo arriva una scena incredibile: Batman che salva Martha Kent nel magazzino. Una sequenza che molti considerano ancora oggi una delle migliori mai viste con il personaggio.
E questo è il paradosso del film.
Per ogni momento sbagliato, ce n’è uno potentissimo.
Per ogni scelta discutibile, ce n’è una coraggiosa.
E forse è proprio questo che oggi viene rivalutato.
Il film ha una visione. Chiara. Anche quando non funziona.
Non sembra costruito in serie. Non sembra fatto con il pilota automatico. È un film che rischia. Che sbaglia. Ma che prova a fare qualcosa di diverso.
E oggi, in un panorama dove molti film sembrano usciti dallo stesso stampo, questa cosa si nota ancora di più.
E allora torna la domanda.
Batman v Superman era davvero un film sbagliato… oppure semplicemente troppo diverso per il suo tempo?
Perché sì, resta un film pieno di problemi. Ma è anche uno di quelli che ti restano in testa. Ti fanno discutere. Ti fanno cambiare idea nel tempo.
E questo, nel cinema di oggi, non è così scontato.
Tu cosa ne pensi? Lo avevi odiato anche tu quando uscì oppure oggi lo guardi con occhi diversi? Scrivilo nei commenti, perché su questo film il pubblico continua a dividersi.


