Sono passati quasi cinquant’anni da quando un gruppo di musicisti newyorkesi con il trucco pesante e la voglia di ribellione ha deciso di cambiare le regole dell’hard rock. I Twisted Sister, capitanati dall’inconfondibile Dee Snider, hanno annunciato che nel 2026 si riuniranno per un tour mondiale in occasione del loro cinquantesimo anniversario. Un evento che, già solo a pensarci, fa tremare i polsi a chi li ha visti incendiare i palchi negli anni ’80 con inni generazionali come We’re Not Gonna Take It e I Wanna Rock.
L’annuncio è arrivato con un comunicato stampa in cui ogni membro storico della band ha espresso la propria emozione. Dee Snider non ha perso il suo tono battagliero e ironico: “Se sei così fortunato da far parte di una band che la gente vuole ancora vedere dopo cinquant’anni, come puoi non rispondere alla chiamata? Nel 2026 i Twisted Fucking Sister saliranno sui palchi di tutto il mondo perché VOGLIAMO ANCORA ROCKEGGIARE!”. Una dichiarazione che non lascia spazio a dubbi: il ritorno non sarà una passerella nostalgica, ma una scarica di energia come ai vecchi tempi.
A fargli eco c’è Jay Jay French, chitarrista e co-fondatore della band insieme a Snider ed Eddie Ojeda. “Dal 2 febbraio 1976, in un piccolo bar chiamato The Turtleneck Inn, ci chiamiamo Twisted Sister e stiamo spalla a spalla da quasi cinque decenni. Abbiamo attraversato cambi di formazione e migliaia di concerti. Ora celebriamo un traguardo che sembrava impossibile: i 50 anni. Il nostro lascito musicale continuerà a ispirare milioni di fan. Twisted Forever, Forever Twisted!”.
Una storia segnata da perdite e rinascite
Non tutto però è stato facile. Nel 2015 la band ha perso il batterista A.J. Pero, e proprio quella tragedia spinse i Twisted Sister ad annunciare il tour d’addio nel 2016 con Mike Portnoy dietro le pelli. Sembrava la fine definitiva, ma nel 2023 il gruppo si è riunito per un’unica esibizione ad Agoura Hills, in California, in occasione della loro introduzione nella Metal Hall of Fame. Quel ritorno, accolto con entusiasmo dai fan, è stato il seme che ha portato al clamoroso annuncio di oggi.
Curiosamente, il comunicato non menziona il bassista storico Mark “The Animal” Mendoza né il batterista che prenderà parte al tour del 2026. Una scelta che lascia aperte molte domande, ma che contribuisce a creare attesa. Chi salirà sul palco accanto a Snider, French e Ojeda?
Un’eredità musicale che brucia ancora
Il successo dei Twisted Sister non si limita ai singoli diventati inni rock. L’album Stay Hungry del 1984, certificato triplo platino negli Stati Uniti, rappresenta un punto di svolta nella storia dell’hard rock e ha fissato i canoni di un’estetica glam aggressiva ma allo stesso tempo ironica. Brani come I Wanna Rock non erano semplici canzoni: erano dichiarazioni di guerra contro il conformismo, inni generazionali capaci di unire milioni di ragazzi sotto il segno del volume al massimo.
La loro musica, fatta di riff taglienti, cori da stadio e testi ribelli, è rimasta colonna sonora per chiunque si senta un po’ “outcast”, un ribelle con una ragione, come ha ricordato lo stesso Eddie Ojeda: “Cinquanta anni dopo, i Twisted Sister restano la colonna sonora di ogni ribelle con una ragione… e una ragione per alzare il volume”.
Verranno anche in Italia?
La domanda ora è inevitabile: il tour mondiale toccherà l’Italia? Non ci sono ancora date ufficiali, ma considerando la popolarità della band nel nostro Paese e la tradizione di concerti memorabili nei festival estivi, è difficile immaginare che i Twisted Sister saltino il Belpaese. I fan italiani hanno sempre riservato loro un’accoglienza calorosa e la band lo sa bene. Se davvero i palchi italiani torneranno a vibrare con le note di We’re Not Gonna Take It, preparati a una serata in cui nostalgia e potenza live si fonderanno in un unico, gigantesco coro.
I Twisted Sister hanno dimostrato di essere molto più di un gruppo glam metal degli anni ’80: sono un simbolo di resistenza, di coerenza e di puro divertimento rock. Cinquant’anni dopo il loro esordio, vogliono ancora farci scuotere la testa e gridare sotto al palco. E tu, sei pronto a rispondere alla loro chiamata? Scrivilo nei commenti: voglio sapere se correrai a vederli se passeranno in Italia.


