La regina dei film di Tarantino è finalmente tornata. Uma Thurman, icona immortale di Kill Bill e celebre Beatrix Kiddo, ha accettato di rientrare nel mondo delle scazzottate e delle sequenze adrenaliniche per The Old Guard 2, il sequel dell’apprezzato film Netflix con Charlize Theron. Ma cosa ha convinto l’attrice a riprendere in mano katane e coreografie di combattimento dopo anni dedicati prevalentemente a drammi e commedie? La risposta è tanto pratica quanto divertente: “Niente scene sott’acqua”.
In un’intervista al New York Times insieme alla co-protagonista Charlize Theron, Thurman ha rivelato la sua unica e non negoziabile condizione per accettare il ruolo di Discordia, l’immortale antagonista del film Netflix uscito il 2 luglio 2025. Non si trattava di questioni legate alle acrobazie con i cavi o al numero di scene di lotta fisicamente impegnative – cosa che ci si potrebbe aspettare da un’attrice che ha sofferto gravi incidenti sul set di Kill Bill Vol. 2 – ma qualcosa di molto più specifico e prosaico: l’acqua è bandita.
“Sono davvero, davvero pratica”, ha spiegato Thurman. “Se non c’è un budget abbastanza grande e ci sono un sacco di stronzate sott’acqua, io dico semplicemente: scusate ragazzi. Tipo, qual è il vostro budget? C’è un sacco di roba sott’acqua qui? No grazie”. È una dichiarazione che rivela non solo il pragmatismo professionale dell’attrice, ma anche una consapevolezza maturata in anni di esperienza nel mondo del cinema d’azione, dove i dettagli tecnici e le condizioni di sicurezza fanno la differenza tra un’esperienza positiva e un incubo produttivo.
La fobia dell’acqua che unisce due leggende
Quello che rende ancora più interessante questa rivelazione è che Charlize Theron ha immediatamente concordato con la collega. Nonostante si consideri “una nuotatrice abbastanza brava”, quando si tratta di film, la star sudafricana “non vuole sentir parlare di nulla che riguardi l’acqua”. È un dettaglio curioso che unisce due delle più grandi interpreti di ruoli d’azione degli ultimi trent’anni, entrambe disposte a lanciarsi in combattimenti corpo a corpo ma categoricamente contrarie alle riprese subacquee.
Nel gergo cinematografico, le sequenze sott’acqua sono notoriamente tra le più complesse e rischiose da realizzare. Richiedono equipaggiamenti speciali, tempi di ripresa lunghi, condizioni di sicurezza rigorose e spesso comportano disagio fisico per gli attori. Non è raro che interpreti esperti pongano limitazioni su questo tipo di scene, ma sentirlo dichiarare così apertamente da due veterane del calibro di Thurman e Theron ha un sapore di sincerità rinfrescante in un’industria spesso poco trasparente sui suoi aspetti più pratici.
The Old Guard 2: il ritorno di due titanesse
Fortunatamente per Netflix e per i fan, The Old Guard 2 non prevedeva eccessive scene acquatiche, permettendo così al pubblico di assistere a quello che la regista Victoria Mahoney ha definito “lo scontro tra Black Mamba e Atomic Blonde” – un riferimento ai personaggi iconici interpretati dalle due attrici in Kill Bill e Atomica bionda. Il film, sequel del successo del 2020 basato sui fumetti di Greg Rucka, vede Thurman nei panni di Discordia, un’immortale antica che rappresenta una minaccia esistenziale per Andy (Theron) e la sua squadra di guerrieri immortali.
“Discordia è avvolta nel mistero per tutto il film”, ha spiegato Thurman a Netflix. “Come una delle immortali più antiche, è stata sola per più tempo di tutti e torna con molta rabbia e frustrazione nelle sue motivazioni – non è una grande fan dell’umanità, molto diversa dall’eroina del film, Andy”. È un antagonista complesso che permette all’attrice di esplorare sfumature drammatiche pur rimanendo nell’universo dell’azione pura.
La scelta di Thurman per questo ruolo non è casuale. Dopo anni di assenza dal genere action, il suo ritorno rappresenta un evento cinematografico significativo. L’attrice aveva praticamente abbandonato i film d’azione dopo le esperienze traumatiche sul set di Kill Bill, dedicandosi a progetti più contemplativi come Nymphomaniac di Lars von Trier o commedie familiari come La guerra con papà.
Il pragmatismo professionale nell’era moderna
La condizione posta da Thurman rivela un aspetto spesso sottovalutato del cinema contemporaneo: l’importanza del benessere fisico e psicologico degli attori durante le riprese. In un’industria che per decenni ha normalizzato condizioni di lavoro estreme in nome della “magia del cinema”, vedere interpreti esperti porre limiti chiari e ragionati rappresenta un’evoluzione positiva.
Il budget, menzionato da Thurman come fattore decisivo, non è un capriccio da diva ma una considerazione tecnica fondamentale. Sequenze subacquee realizzate con budget inadeguati possono risultare in condizioni di sicurezza compromesse, tempi di lavorazione estenuanti e risultati visivi scadenti. Un’attrice con l’esperienza di Thurman sa riconoscere quando le condizioni produttive non sono all’altezza delle ambizioni narrative.
“È stato davvero divertente giocare di nuovo con qualche spada – sono molto speciali per me”, ha commentato l’attrice riferendosi al ritorno alle sequenze di combattimento. Questa dichiarazione suggerisce che, rimosse le preoccupazioni logistiche (come le scene sott’acqua), Thurman conserva intatta la passione per il genere d’azione che l’ha resa famosa.
Un futuro senza immersioni
Il successo di questa collaborazione tra Thurman e Theron ha fatto nascere la speranza in molti fan di vederle di nuovo insieme in progetti futuri. La chimica tra le due attrici, evidente sia nel film che nelle interviste promozionali, ha generato un entusiasmo genuino che va oltre il semplice marketing.
“Facciamo avere a queste due il loro franchise personale, subito, solo senza parti sott’acqua”, ha scherzato un critico dopo aver visto il film. È una richiesta che riflette il desiderio del pubblico di vedere due leggende del cinema d’azione collaborare di nuovo, rispettando però le loro condizioni professionali.
The Old Guard 2, nonostante abbia ricevuto recensioni miste (5.1 su IMDb), ha dimostrato che c’è ancora spazio per storie d’azione mature con protagoniste femminili over 50. Il fatto che tanto Thurman quanto Theron continuino a essere credibili in ruoli fisicamente impegnativi sfida gli stereotipi ageisti di Hollywood e apre possibilità per il futuro.
La lezione che emerge da questa esperienza è semplice ma importante: anche le superstar hanno il diritto di stabilire condizioni lavorative che garantiscano il loro benessere. E se questo significa rinunciare alle scene sott’acqua per avere Uma Thurman di nuovo in azione, be’, è un compromesso che la maggior parte degli spettatori è più che disposta ad accettare.
E tu cosa ne pensi di questa condizione posta da Uma Thurman? Credi che gli attori abbiano il diritto di rifiutare determinati tipi di scene, o pensi che dovrebbero adattarsi alle esigenze del progetto? Raccontaci la tua nei commenti!


