Un 6.9 su IMDb. Per una serie che aveva toccato punte di 9.3 nello stesso arco di stagione, è uno scivolone che fa rumore. Invincible, la serie animata di Prime Video considerata da anni uno dei migliori prodotti del genere supereroistico, ha incontrato il suo episodio più discusso e più criticato con il quarto capitolo della quarta stagione, intitolato “Hurm”. Oltre 11.000 valutazioni su IMDb, e il risultato è il più basso che la serie abbia mai registrato da quando esiste. Il pubblico si è fatto sentire, e le opinioni si stanno dividendo in modo molto netto.
Cosa è successo? La risposta è semplice ma divisiva: per la prima volta in modo così marcato, la serie ha deciso di allontanarsi dal materiale originale di Robert Kirkman e di costruire una storyline completamente inventata. Il protagonista Mark Grayson viene trascinato letteralmente all’inferno dal demoniaco Damien Darkblood per affrontare una missione che coinvolge Satana e una nuova minaccia chiamata Volcanikka. Niente di tutto questo esiste nei fumetti originali. È un episodio pensato e scritto dalla produzione, senza un corrispettivo sulla carta stampata.
Tutto questo in una stagione composta da soli otto episodi totali. Ed è qui che una parte del pubblico ha perso la pazienza. Quando hai a disposizione otto puntate per raccontare una storia e usi una di quelle otto per mandare il protagonista all’inferno in un’avventura che non appartiene alla continuity originale, l’impressione che si crea è quella di uno spreco. Soprattutto quando i fan aspettano sviluppi precisi, trame lasciate in sospeso, personaggi che devono fare i conti con le conseguenze di quello che è successo nelle stagioni precedenti.
Detto questo, sarebbe sbagliato liquidare l’episodio come un semplice errore creativo. L’idea di base ha una sua logica. Il viaggio all’inferno di Mark non è soltanto un espediente spettacolare – è anche un modo per esplorare la sua psicologia in un momento delicato del suo percorso. Dopo gli eventi della terza stagione, Mark porta con sé un peso enorme, una serie di conflitti irrisolti che l’azione pura non riesce a contenere completamente. L’episodio cerca di scavare sotto la superficie, di dare spazio a quella dimensione interiore che nei fumetti spesso emerge attraverso il testo ma che nell’animazione richiede altri strumenti.
Il problema, più che il contenuto in sé, è il tempismo e la proporzione. In una stagione breve, dedicare un episodio intero a una storia laterale richiede che quell’episodio valga ogni minuto che occupa. E “Hurm” non ha convinto abbastanza spettatori da giustificare la scelta agli occhi di chi teneva il conto degli episodi rimasti.
Chi conosce bene la serie sa che Invincible non ha mai avuto paura di prendere strade inaspettate. Le deviazioni creative fanno parte del suo DNA, e alcune delle scelte più coraggiose delle stagioni precedenti sono quelle che oggi vengono ricordate con più affetto. Quindi non è automaticamente sbagliato sperimentare. Ma c’è una differenza tra espandere un universo narrativo e distrarre da esso, e parte del pubblico ha percepito “Hurm” come appartenente alla seconda categoria.
Vale la pena notare che Invincible ha già la quinta stagione confermata e sembra destinata a durare fino a nove capitoli totali. Questo significa che la produzione ha un orizzonte molto lungo davanti a sé, e forse si sta permettendo di usare questa stagione in modo più sperimentale proprio perché sa di avere tempo per recuperare e sviluppare le trame principali. Una strategia rischiosa, ma non priva di senso.
L’episodio ha comunque seminato elementi che potrebbero tornare utili più avanti – certe scelte narrative che sembrano fini a sé stesse spesso rivelano il loro significato nel corso delle stagioni successive. Il giudizio definitivo su “Hurm” dipenderà da quello che succederà nel resto della stagione 4 e oltre.
Hai visto l’episodio “Hurm” di Invincible 4 e pensi che il 6.9 su IMDb sia un voto giusto, oppure i fan sono stati troppo duri con una scelta creativa coraggiosa? Scrivilo nei commenti – su questo la community di Invincible si sta già dividendo in modo molto acceso.


